Tanta industria e arriva Epifani

31/01/2005

    sabato 29 gennaio 2005

      Pagina 11 – Interni

      IL DIBATTITO

        Letta e Treu registi dell´avvicinamento al mondo produttivo sognando la "nuova concertazione"
        Tanta industria e arriva Epifani
        torna la "competition" Ds-Dl

          ROBERTO MANIA

            TORINO – "Competition is competition", diceva Romano Prodi. E competizione è tra i Ds e la Margherita per conquistare la sponda delle organizzazioni sociali, Confindustria e sindacati. «Una competizione collaborativa», certo, per usare l´ossimoro coniato da Arturo Parisi. Ma pur sempre concorrenza.

            Il primo colpo l´ha messo a segno la coppia Prodi-Rutelli, con la due giorni del Lingotto. Una conferenza programmatica che precede di poco il congresso diessino. Tra ieri e oggi a Torino ci saranno tutti: quattro vicepresidenti della Confindustria, Andrea Pininfarina, Alberto Bombassei, Ettore Artioli, Anna Maria Artoni; i leader della Cgil e della Cisl, Guglielmo Epifani e Savino Pezzotta, il numero due della Uil, Adriano Musi. E poi ancora i rappresentanti degli artigiani e degli agricoltori. Insomma, il mondo produttivo, deluso e abbandonato dal centrodestra. Quello stesso "bacino" a cui guardano i diessini liberi, ormai, dalle incrostazioni della ideologia classista. Postcomunisti e postdemocristiani hanno bisogno entrambi di "coprirsi le spalle". Dice proprio così Enrico Letta, responsabile dell´Economia, che insieme a Tiziano Treu è stato il promotore dell´appuntamento torinese. «Nel 2006 – aggiunge – il governo Prodi dovrà preparare una cura da elettrochoc. Per farlo serve il consenso». Ecco spiegato l´imponente schieramento al Lingotto: una specie di "petalo sociale" della Margherita. Con sintonie evidenti nonostante ciascuno rimarchi la propria autonomia. C´è la Cisl di Pezzotta che con il ritorno di Sergio D´Antoni nel centrosinistra non vive più tensioni interne per ragioni di schieramento politico; c´è la Confindustria («un´altra Confindustria rispetto a quella dell´articolo 18», sottolinea Pininfarina) che – come Prodi – chiede di mettere al centro della politica economica il rilancio del sistema industriale. «E´ la nostra richiesta al centrosinistra e al centrodestra», ripete per l´ennesima volta Pininfarina. E agli imprenditori non è affatto sfuggito che è in una «fabbrica», quella del quartiere Corticella a Bologna, che Prodi darà corpo al programma del centrosinistra. Oggi, invece, nella ex fabbrica della Fiat, ci sarà anche Epifani. Non è la prima volta che il segretario del sindacato di Corso d´Italia interviene ad un appuntamento della Margherita, ma questa volta il diessino-socialista Epifani è stato davvero corteggiato. Senza, va detto, che opponesse resistenze.

            Ancora prima di Natale è stato Letta a chiedergli di partecipare al Lingotto perché nel 2006 – ammette l´esponente diellino – «avremo bisogno di una Cgil pronta a sostenere la nostra cura».

            E dunque Cgil, Cisl, Confindustria: interlocutori di quella di D´Antoni definisce «la politica concertativa». «Non potevamo che partire dalle forze sociali – spiega Treu – visto che in questi ultimi mesi sono state le uniche a presentare una proposta organica contro il declino. Un documento che non può non essere un punto di riferimento».

            Le proposte economiche e sociali dei Ds e della Margherita non sono, in realtà, molto diverse: la famiglia è una recente scoperta della Quercia ma la centralità dell´industria la Margherita l´ha "rubata" ai diessini. «Sono le inevitabili contaminazioni di una concorrenza virtuosa», è la spiegazione di Treu.

              Ma sullo sfondo si gioca anche un´altra partita: quella delle primarie. E questa riguarda, semmai, soprattutto i sindacati. Se si dovessero schierare diventerebbero decisivi con gli oltre 10 milioni di iscritti. «Purché ciascuno resti autonomo», rimarca Letta. «I voti, in generale, si contano e non si pesano», conclude Treu.