“TangenteSanità” Accusato l’ex governatore della Puglia

21/06/2006
    mercoled� 21 giugno 2006

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    L’INCHIESTA - L’ASSEGNAZIONE DI UNA GARA PER LA GESTIONE DELLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTITE IN PUGLIA SVELA UN COMPLESSO INTRECCIO TRA POLITICA E FINANZA

    Tangente sanit�

    L’ex governatore della Puglia accusato di aver
    preso 500 mila euro per pilotare un appalto

      Vincenzo Tessandori
      inviato a BARI

        Il disegno, il piano, insomma l’idea aveva un nome di quelli che fanno presa: �La Puglia prima di tutto�. Pare anche dell’onest�, ma la gente non sembra insensibile, a simili slogan. Il fatto � che per dare speranze al progetto, il rampante Raffaele Fitto, 37 anni, figlio d’arte in campo politico, di Forza Italia, ex presidente della Regione, avrebbe avuto bisogno di denaro e, per ottenerlo, che cosa di pi� sbrigativo di qualche maneggio, come l’ultimo dei pr�ncipi, per favorire affari e malaffari per quasi 198 milioni di euro? Un intervento per un appalto, dice l’accusa, che avrebbe portato nelle casse del gruppo mezzo milione netto. Un affare rischioso, certo, finito con gli arresti, sia pure domiciliari, per un paio di presunti complici, con la richiesta di carcerazione avanzata alla Camera dei deputati per l’ex governatore delle Puglie, e con un maxi sequestro di beni per 55 milioni.

          Coinvolti nell’affaire, Giampaolo Angelucci, 35 anni, di Roma, imprenditore della sanit� fra i pi� attivi, amministratore della Tosinvest, e Paolo Pagliaro, proprietario dell’emittente Telerama: entrambi detenuti in casa propria. L’appalto � quello che riguarda il �Consorzio San Raffaele�, il gioiello che stava a cuore di Angelucci che per quello si sarebbe adoperato, dice il giudice per le indagini preliminari Giuseppe De Benedictis, �al fine di far compiere e per aver fatto compiere a Raffaele Fitto, Governatore in carica della Regione Puglia, e Mario Morlacco, direttore generale dell’Ares Puglia, atti contrari ai propri d’ufficio�.

            Cento pagine per spiegare perch� � stato puntato l’indice, e nella rete gettata dai pubblici ministeri Roberto Rossi, Lorenzo Nicastro e Renato Nitti, e tirata su dal dottor De Benedictis, sono finiti anche altri venti, indagati a piede libero, c’� pure monsignor Cosmo Francesco Ruppi, vescovo di Lecce, accusato di corruzione. Era auspicabile un intervento della Regione per gli oratori pugliesi, la richiesta sarebbe stata fatta al presidente che l’avrebbe esaudita. Dalla Curia informano che �l’Arcivescovo � pronto per ogni chiarimento che gli verr� richiesto dalla competente autorit� giudiziaria, nell’auspicio che, in tempi reali, possa emergere la sua estraneit� alla vicenda�.

              La quale vicenda � esplosa improvvisa, ma non tanto da sorprendere. A Fitto, pi� o meno tutti riconoscono genuino talento politico. C’� stato un tempo in cui pareva flirtare anche con la sinistra, poi aveva fatto la sua scelta, lui forse si vedeva come l’�homo novus�, ma quel suo certo modo d’intendere il potere non piaceva e anche della sua parte qualcuno gli rimproverava un atteggiamento da satrapo. Cos� c’� stato pure chi, anche fra i suoi, e a dispetto delle dichiarazioni ufficiali, ha brindato alla notizia del terremoto che lo ha coinvolto. Una cosa seria, questa storiaccia plebea, che sembra aver stravolto il concetto, ormai logoro, di �cosa pubblica�.

                Riguarda, osserva il gip, l’assegnazione della gara (per offerta tecnicamente pi� vantaggiosa) per la gestione delle residenze sanitarie assistite nella regione Puglia, assegnazione non ispirata n� successivamente determinata dal perseguimento del pubblico interesse (segnatamente quello alla migliore gestione del delicato servizio appaltato) quanto, attraverso l’asservimento delle strutture politiche e burocratiche della regione Puglia, all’ottenimento di un cospicuo e non dichiarato, e come tale illecito, finanziamento per la lista elettorale “La Puglia prima di tutto” (costituita con la finalit� di portare alla rielezione, in qualit� di governatore della Regione Puglia nella primavera dell’anno 2005, Raffaele Fitto)�. Il progetto naufrag� perch� il governatore venne battuto, per 14 mila voti, da Nichi Vendola.

                  Ma il gip si mostra colpito da tutte queste manovre opache. �Il quadro giuridico della corruzione � caratterizzato dalla sussistenza del mercimonio della funzione pubblica, attuato mediante la funzionalizzazione della stessa al soddisfacimento di interessi di parte, e mediante l’adozione di una serie di atti amministrativi illegittimi�. La gestione delle Rsa �di fatto � stata ispirata, e di fatto determinata, non dal perseguimento del pubblico interesse� ma piuttosto �attraverso l’asservimento delle strutture politiche e amministrativo-burocratiche della Regione Puglia, alla realizzazione di un compenso, frutto di corruzione, per il finanziamento illecito�.

                    Illuminante al proposito il tono di una telefonata del 9 marzo 2005 fra Fitto e il commercialista salentino Aurelio Filippi che riportiamo qui sotto. Naturalmente tutto questo scandalizza. Soprattutto i politici di parte che gridano all’�operazione mediatica� e l’onorevole Angelo Sanza parla di filo diretto fra Vendola e i giudici, e il governatore ribatte: �Chiede scusa o lo querelo�.