Taglio di 10 punti ai contributi per chi «rinuncia» all’anzianità

08/01/2003

            Mercoledì 8 Gennaio 2003

            Dai sindacati sì con riserva agli aiuti per stare al lavoro
            Taglio di 10 punti ai contributi per chi «rinuncia» all’anzianità

            ROMA. Un taglio dei contributi previdenziali di
            dieci punti accompagnato da un pacchetto di sconti
            fiscali. Con l’obiettivo massimo di far salire la
            retribuzione del 30% e, comunque, non meno del
            15-20 per cento. In attesa che il Tesoro concluda
            l’esame sull’impatto contabile del nuovo super-bonus
            in favore di chi deciderà di restare al lavoro
            dopo aver maturato i requisiti per il pensionamento
            di anzianità, prende corpo l’emendamento alla delega
            pensioni al quale stanno lavorando il Welfare e
            l’Economia (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).
            Un correttivo che punta anzitutto sulla riduzione
            dell’aliquota contributiva dal 32,7% al 22,7 per cento.
            A beneficiarne sarebbe per l’1,5% il datore di
            lavoro e per l’8,5% il lavoratore che vedrebbe
            salire automaticamente la busta paga. Che lieviterebbe
            poi di un altro 7-12% grazie alle agevolazioni
            fiscali. Che, in parte minore, interesserebbero
            anche il "datore". L’obiettivo massimo per il Governo
            sarebbe di maggiorare le retribuzione del 30%;
            quello minimo di garantire un’entrata superiore del
            30% dell’importo della pensione che verrebbe corri-
            sposta in caso di uscita dal lavoro. Non è escluso
            che la soluzione finale si fermi a metà strada:
            aumento del 15-20% dello stipendio.
            La bozza di emendamento prevede anche altre
            due misure: calcolo della pensione per i periodi
            successivi alla decisione di restare al lavoro con il
            metodo contributivo; permanenza in attività non
            più vincolata all’assenso obbligatorio del datore. Il
            Governo, comunque, prenderà la decisione definitiva
            solo dopo aver incontrato le parti sociali la prossima
            settimana. Dai sindacati è arrivato un sì con riserva
            al super-bonus. Cgil, Cisl e Uil sono pronte a riaprire il
            confronto sulle pensioni, ma solo a patto che si discuta
            di incentivi. E ribadiscono il no a una nuova
            riforma e interventi sulle "anzianità". Favorevole
            agli incentivi è il presidente della commissione
            Lavoro della Camera, Domenico Benedetti Valentini
            (An), che però ha espresso perplessità sul nuovo
            super-bonus. Che invece vede d’accordo il relatore
            della delega, Luigi Maninetti (Udc), secondo cui il
            Governo dovrebbe incontrare subito le parti sociali.
            M.ROG.