“Tagliamo le tasse ai giovani lavoratori” il patto generazionale di Montezemolo

24/11/2010

ROMA – La disoccupazione giovanile «è la vera emergenza nazionale ed è il frutto più chiaro del fallimento della politica degli ultimi quindici anni». È scritto nelle prime pagine del nuovo Rapporto della Fondazione "Italia Futura" di Luca di Montezemolo. Giovani, al lavoro!, si intitola e verrà presentato oggi a Roma. Senza alcun politico. Per scelta.
Nel Rapporto, curato da Irene Tinagli (Università di Madrid), Marco Simoni (London School of Economics) e Stefano Micelli (Ca´ Foscari), ci sono tre proposte: aumentare l´età pensionabile di un anno e finanziare così 100 mila borse di studio; ridurre le tasse innanzitutto sui giovani lavoratori utilizzando i proventi dalla lotta all´evasione fiscale; azzerare per tre anni (cinque per chi sceglie di quotarsi) le imposte sulle aziende messe in piedi da giovani imprenditori. Un vero e proprio piano per i giovani, fondato su un nuovo patto generazionale e maggiore equità distributiva dopo un decennio in cui il lavoro giovanile è stato soprattutto precarietà.
La recessione ha aggravato la situazione. Perché in Italia l´emergenza occupazione tra i giovani (il 27% tra i 15 e i 24 anni è disoccupato) è un fenomeno strutturale, diverso dagli altri paesi europei (Spagna e Irlanda, per esempio) dove è stata la crisi a farla esplodere. Da noi parte da lontano e ha più d´una causa. Anche se la crisi si è scaricata prevalentemente sulle giovani generazioni, perché i primi posti a saltare sono stati quelli temporanei. «A che serve gloriarsi della relativa tenuta dell´occupazione "adulta" – scrive la Tinagli – quando abbiamo oltre due milioni di giovani in uno stato di totale smarrimento e abbandono?».
Tante cause, dunque. Intanto un basso livello di istruzione e un alto tasso di abbandono scolastico (il 20% contro quasi la metà di Germania o Francia). In Italia – si legge nel Rapporto – un ragazzo su cinque non consegue né diploma né qualifica professionale. Poi c´è una formazione scollegata dalle imprese e un apprendistato che assomiglia a un flop. Il tutto accentuato dalla precarietà che ha diviso nettamente in due il mercato del lavoro con effetti negativi anche sulla produttività.
Per aiutare i giovani la leva fiscale è quella decisiva. Riducendo – propone tra l´altro "Italia Futura" – le tasse sui lavoratori dai 15 ai 34 anni usando le risorse della lotta all´evasione. Raggiunto un determinato livello si passerebbe a tagliare il "cuneo fiscale" anche sulle generazioni adulte. Si invertirebbe – scrive Simoni – «la tendenza che negli ultimi quindici anni ha visto i giovani sempre svantaggiati in termini distributivi».