Taglia-spese, salvi lsu e ammortizzatori

04/12/2002

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Mercoledì 4 Dicembre 2002


Taglia-spese, salvi lsu e ammortizzatori

GHERARDO BRUDER
Il decreto taglia-spese, che riduce tutte le uscite di bilancio non obbligatorie del 15%, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Ma la potatura di tutte le spese pubbliche non obbligatorie entro la fine dell’anno non colpirà nè i fondi per gli ammortizzatori sociali nè quelli per pagare i lavoratori socialmente utili. Parola di Pasquale Viespoli, sottosegretario al Lavoro, che rassicura: «Si tratta di erogazioni che non vengono toccate dal decreto taglia-spese del ministro Tremonti». Nessun timore, quindi, nè per i 400 miliardi di vecchie lire stanziati dalla Finanziaria 2002 per gli ammortizzatori sociali, già utilizzati quasi integralmente perchè siamo ormai a dicembre, nè per i fondi destinati agli lsu. Al ministero delle Infrastrutture, invece, i più stretti collaboratori di Lunardi spiegano che proprio in questi giorni la segreteria tecnica sta valutando dove e che cosa tagliare. Interpellati al ministero della Salute, non sono stati in grado di rispondere. Così come al ministero dell’Istruzione.
Il decreto messo a punto dalla Ragioneria generale dello Stato, ribadiscono al ministero dell’Economia, nasce dall’obiettivo di rispettare per il 2002 il rapporto tra deficit e pil al 2,1%. Di qui la necessità di potare tutte le uscite non obbligatorie di cassa, che escludono quindi stipendi, pensioni e interessi sui titoli pubblici, di una percentuale uguale per tutti i centri di spesa. Ma anche gli impegni già assunti, le prestazioni obbligatorie, come quelle scolastiche o sanitarie, quelle per il funzionamento delle strutture e così via. Ciascun centro di spesa dovrà autonomamente decidere dove e in che quantità tagliare le proprie spese discrezionali del 15% su base annua.
Nel mirino ci sono, in particolare, quelle spese che riguardano consulenze, acquisti di beni e servizi, corsi di formazione, prestazioni esternalizzate, tutte quelle, cioè, che non rientrano tra quelle ordinarie della pubblica amministrazione. La mannaia del taglia-spese incide, però, sia sulla competenza che sulla cassa. E riguarda anche quelle attività svolte da enti pubblici che presentino un bilancio privatistico, come le Asl, le società controllate dal Tesoro, gli enti previdenziali. Sono, invece, esclusi da queste misure sia gli enti locali che le Regioni. Il blocco delle erogazioni a quanti non rispettino il decreto Tremonti è automatico, nel senso che non vengono più pagati dal ministero dell’Economia.
Il fatto che quest’anno il decreto taglia-spese sia giunto solo a dicembre è perchè la sua approvazione è recentissima. Dal prossimo anno, invece, andrà a incidere più direttamente sulle spese pubbliche, monitorandole mese per mese, per evitare che finiscano, come spesso accade, fuori controllo. Un esempio per tutti sono le spese sanitarie, che normalmente alla fine dell’anno hanno già sforato il budget. In ogni caso già nel 2002 il decreto eviterà il tradizionale malvezzo di impegnare negli ultimi giorni di dicembre, per evitare di perderle, tutte le risorse stanziate ma non utilizzate fino a quel momento. Spesso in base a obiettivi di spesa non sempre realmente utili e produttivi.