Tagli: tregua con i Comuni, sindacati all’attacco

26/07/2004

        domenica 25 luglio 2004

          IL GOVERNO E IL DPEF

            Tagli: tregua con i Comuni, sindacati all’attacco
            Domani vertice a palazzo Chigi con le parti sociali. Epifani minaccia lo sciopero. E’ scontro sull’inflazione programmata

              ROMA – Tregua armata fra governo ed enti locali in attesa della versione definitiva del Dpef, Documento di programmazione economica e finanziaria per il 2005-2008. Ieri il governo, col ministro dell’Economia Domenico Siniscalco e il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, ha cominciato il giro di consultazioni sul piano di risanamento e rilancio incontrando i vertici delle associazioni dei comuni, delle regioni e delle province. Ma sarà necessario un nuovo vertice, mercoledì. Un po’ perché ieri non erano presenti né il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, né il vice, Gianfranco Fini, come ha polemicamente osservato il presidente dell’Anci, Leonardo Domenici. E soprattutto perché non è stata ancora definita nel dettaglio la parte della manovra da 24 miliardi di euro per il 2005 della quale dovranno farsi carico le autonomie locali. Siniscalco ha ribadito la volontà di concordare le azioni di politica economica e ha rivolto un appello a fare ciascuno la propria parte, ricordando che regioni, province e comuni pesano per il 15% sulla spesa complessiva delle pubbliche amministrazioni. Il ministro ha comunque insistito sul fatto che la manovra sarà di tagli ma anche di misure per lo sviluppo delle quali beneficeranno pure le autonomie locali. «Nelle parole di Siniscalco – dice Domenici – abbiamo sentito la novità del metodo, la volontà di dialogare. Noi vogliamo fare la nostra parte, aspettiamo però mercoledì. Siamo contrari a ulteriori tagli ai trasferimenti dopo quelli appena subiti». In attesa del prossimo incontro l’Anci conferma lo stato di mobilitazione, avvertendo che a settembre potrebbero esserci altre manifestazioni dei sindaci. Più positivo il commento di Enzo Ghigo, presidente della Conferenza Stato-Regioni, che comunque ricorda come resti da risolvere il grave problema dei deficit sanitari.
              Domani il governo incontrerà sindacati e imprese, con Cgil, Cisl e Uil sarà scontro sull’inflazione programmata. Intanto da Boston, dove si trova per la Convention dei Democratici, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, avverte che se la prossima Finanziaria colpirà «ancora una volta dipendenti e pensionati, ci sarà da parte nostra una risposta ferma». Che in sindacalese significa sciopero in autunno.
              Siniscalco dovrebbe finire il giro di consultazioni sulle linee guida del Dpef mercoledì e poi giovedì o venerdì il documento vero e proprio, sarà formalmente varato dal consiglio dei ministri. Il Dpef non ha immediate conseguenze pratiche, nel senso che non è una legge, ma annuncia le misure della legge finanziaria per il 2005, che sarà varata dal governo a settembre. Misure che saranno la conseguenza dell’analisi sui conti pubblici contenuta appunto nel Dpef. Un’analisi che ha ricevuto qualche apprezzamento anche dall’opposizione. L’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco (Ds) ha detto infatti che Siniscalco ha fatto un’«operazione verità» sulla gravità dei conti, smentendo così il predecessore. Una critica che avrebbe assai irritato Giulio Tremonti, raccontano i suoi collaboratori, sottolineando che i numeri al centro del Dpef in preparazione erano già stati presentati da tempo alla Commissione europea.

              Enr. Ma.