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La raccomandata di Autogrill Spa è arrivata il 24 marzo alle ore 18 e 43. Il linguaggio, gelido, comunica "l`avvio della procedura di licenziamento collettivo per complessivi n. 77 lavoratori".
Il negozio Autogrill di via del Corso, la strada dello shopping di Roma, chiude i battenti. Tanti saluti all`intero personale, direttore incluso: 69 dipendenti a tempo indeterminato e altri 8 con contratto di apprendistato. Nessun preavviso, nessuna cautela, un fax di quattro pagine per notificare la perdita
del lavoro: dall`8 giugno tutti a casa. Le parole della lettera seguono il protocollo. La forma è asettica, la sostanza violenta: "Non sono programmate misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell`attuazione dei licenziamenti collettivi". Chiudiamo, affari vostri.
L`AUTOGRILL di via del Corso ha aperto negli anni 90. Ha sede in un locale storico, che ha segnato la vita culturale di Roma. Si chiamava Caffè Aragno. Era frequentato da intellettuali, artisti, giornalisti. Gli "amici al caffè" sono ritratti in un dipinto di Amerigo Bartoli del 1930: si riconoscono Aurelio Saffi, Vincenzo Cardarelli, Giuseppe Ungaretti. Tra i frequentatori c`era anche Luigi Pirandello, che cita l`Aragno ne Il fu Mattia Pascal. Nel 1955 il locale si è trasformato in Alemagna. Poi, in ossequio alla trasformazione del Corso in via commerciale, è arrivata Autogrill. Un bar, una tavola calda e uno "Spizzico", il fast food della pizza. Tanti coperti, un fiume di turisti e romani in sosta dallo shopping. Infine – recita il ritornello di chi chiude – è arrivata la crisi. Autogrill Spa lamenta una perdita, nel negozio di Via del Corso, di 700 mila euro nel 2012 e di 930 mila euro nel 2013. Quindi tutti a casa, nonostante l`eccellente stato di salute complessivo di una società che si fregia di essere "il primo operatore nel mondo nei servizi di ristorazione per chi viaggia". Laura è al lavoro dietro la cassa del ristorante. È stata assunta dieci anni fa. Ha iniziato da apprendista, oggi è una responsabile. "Non sapevamo niente – racconta – . Non si sono degnati di dirci nulla. Io l`ho saputo dal portiere, che stavamo per chiudere". Tra i 77 che perdono il lavoro c`è anche Daniel, rumeno de Roma. Ha sposato un`italiana, Arianna, che porta avanti il suo percorso precario in un`università romana. Daniel mostra la sua busta paga. Novecento euro netti, più trecento di contributi familiari. Hanno due figli con disabilità: il più grande ha una forma di autismo, il piccolo una malattia rara e terribile: la sindrome del vomito ciclico. Daniel lavora all`Autogrill dal 2003. Da domani, chissà: "Non resteremo senza cibo, c`è sempre almeno una parrocchia che ti dà una mano, ma non ho la più pallida idea di come faremo a curare i nostri figli".