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Roma, 16 novembre 2017

    Testo Unitario

    Le delegate e i delegati di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs e i lavoratori in sciopero della Campania hanno tenuto il 14 novembre u.s. nei pressi della sede di Lega Coop nazionale un presidio per denunciare la situazione occupazionale di Unicoop Tirreno e preoccupazione sulle prospettive dell’impresa.
    La Presidenza dell’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumo (ANCC) ha ricevuto una delegazione delle predette OO.SS..
    Nel corso dell’incontro è stato reso noto all’Associazione le motivazioni che sono alla base delle mobilitazioni proclamate e che culmineranno nello sciopero generale di tutti i dipendenti di Unicoop Tirreno il prossimo 13 dicembre.
    In particolare, abbiamo stigmatizzato la circostanza che, nonostante la ratio politica – condivisa dalle parti – nell’accordo quadro del 9 maggio scorso sia stata la difesa della continuità occupazionale, Unicoop Tirreno, che ha già chiuso il negozio di Terracina (LT) e si appresta a cessare la propria attività presso i due negozi campani di Napoli – via Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere (CE), non abbia preso alcun impegno per il futuro occupazionale dei propri dipendenti facenti capo ai negozi precitati; analogamente, abbiamo criticato la scriteriata politica di esternalizzazione, che per ora ha riguardato tre reparti di pescheria e la logistica, realizzata dalla direzione aziendale senza il benché minimo confronto con le OO.SS. e su cui temiamo che sia l’inizio di un processo che la stessa cooperativa nell’ultimo incontro del 2 Novembre non ha negato.
    Rispetto al ricorso agli ammortizzatori sociali per il personale di Vignale, nonostante le reiterate ed inascoltate richieste delle Federazioni sindacali territoriali, la direzione di Unicoop Tirreno, anche se l’intesa sulla CIGS sottoscritta lo scorso mese di luglio rinviasse al confronto sindacale in sede per tutto quanto non espressamente pattuito nella stessa, si è malamente sottratta ad un negoziato di merito sui criteri applicativi della cassa. Inoltre il mancato confronto sul modello organizzativo della sede preoccupa per il futuro occupazionale in quanto la cassa integrazione concessa è di soli 12 mesi.
    Più in generale, abbiamo espresso una seria preoccupazione in ordine alla prospettiva di Unicoop Tirreno; infatti, il sistematico bypassare il confronto con le OO.SS. da parte del gruppo dirigente della cooperativa, inevitabilmente, condurrà all’innalzamento del livello di conflittualità, la scia di sofferenza sociale che, per effetto dei programmi di chiusura dei negozi, si creerà, nonché i deludenti risultati della gestione caratteristica che per stessa ammissione della direzione aziendale potrebbero non essere coerenti agli obiettivi, prefigurano un mix di potenziali fattori critici che potrebbero ulteriormente complicare una situazione commerciale già di per sé critica.
    Per parte sua Ancc, purtroppo, si è limitata ad ascoltare ed a prendere atto di quanto riferito, le OO.SS. hanno dichiarato che si aspettano un intervento dell’associazione sulla propria associata pe rimportarla ad un approccio costruttivo volto alla salvaguardia occupazionale e al rispetto dell’accordo sottoscritto.
    La mobilitazione dei lavoratori di Unicoop Tirreno prosegue, in quanto è necessario, da un lato, richiamare la direzione alle sue responsabilità nei confronti dei dipendenti e, dall’altro, contestare le scelte unilaterali da questa compiute (in tema di chiusure ed esternalizzazioni e anche rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali) perlopiù volte a mortificare il lavoro.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio