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Uni Europa Ps Steering Committee, 11 Settembre 2014

I lavori del Comitato articolati su tutta la giornata si sono divisi come segue:
-Elezioni dei 2 vice-presidenti del Comitato Direttivo (Adriano Montorsi, Filcams-CGIL, It; Benson Apkodaefe, UniteTheUnion, Gb)
-Condivisione dello stato dell’arte dei settori rappresentati a livello europeo
-Valutazione e implementazione del lavoro in seno all’attività di Dialogo Sociale Europeo
-Adozione del piano d’Azione 2014-2016
-Elaborazione di una stategia di lavoro nei confronti delle Multinazionali del settore con specifico riferimento a EWCs (European Work Councils)
-Posizionamento del sindacato europeo nel processo di trasposizione in legge da aprte degli stati membri della nuova direttiva europea sugli appalti pubblici
-Progetti su lavoro precario, lavoro nero e miglioramento delle condizioni di lavoro nei settori rappresentati.
-Adozione dell’agenda dei lavori sino a fine 2015

L’agenda di questo primo meeting era a carattere prettamente organizzativo e programmatico.
Oltre alla valutazione dello stato dell’arte nei due Comitati di Dialogo Sociale Europeo di riferimento (Cleaning and Security Guards), e all’adozione del piano d’azione per il settore per i prossimi due anni (2014-2016) uno dei temi portanti è stata l’analisi e la decisione di come intervenire, come UNI Europa, nell’attuale implementazione della recente Direttiva Europea sugli appalti pubblici (emanata il 15 Gennaio 2014) e la sua conseguente trasposizione in legge da parte degli stati membri, processo che deve completarsi entro due anni dall’emanazione della Direttiva stessa.
Alcuni paesi sono già in una fase avanzata della discussione sul piano Nazionale (è il caso della Finlandia) per cui era urgente valutare un’azione di indirizzo sul tema.
Allo stato attuale sono state prodotte due Dichiarazioni congiunte con le rappresentanze datoriali che mirano a focalizzare i punti comuni su cui basare la trasposizione della direttiva nel processo legislativo dei singoli stati membri.
La prima delle due è stata concordata con CoEss (in rappresentanza delle controparti datoriali operanti nel settore sicurezza) e la seconda con EFCI-FENI (in rappresentanza del settore delle aziende di pulizie).
L’obiettivo è portare tali posizioni condivise all’attenzione della commissione europea nei già calendarizzati prossimi incontri di Dialogo sociale in modo che le sollecitazioni delle parti sociali possano fungere come stimolo, o, ancora più auspicabilmente, linee di indirizzo per la trasposizione della direttiva in legge da parte degli stati membri.
In tal senso la dichiarazione congiunta con CoEss è a un livello decisamente più avanzato e il direttivo ha avallato pienamente il testo che contiene riferimenti diretti agli artt. 18 (che identifica le “misure appropriate” all’annullamento dell’appalto in caso di mancato rispetto degli accordi collettivi e sull’inserimento del costo del lavoro come base di gara) e 57 della Direttiva (esclusione dell’operatore economico/azienda che non sia in regola con il versamento dei contributi, fiscali e assistenziali). Inoltre si riafferma con piena forza il principio del criterio di aggiudicazione per offerta economicamente vantaggiosa, come unico criterio da ritenere ammissibile in sede di gara.
Più generico e più legato a intenzioni di principio la dichiarazione congiunta (sotto forma di bozza) elaborata con le rappresentanze datoriali del settore Cleaning (EFCI-FENI).
Su quest’ultima nel tempo che ci separa dalla prossima sessione plenaria del Dialogo Sociale del settore Cleaning prevista per il giorno 29 ottobre prossimo, il Direttivo si è dato mandato per un approfondimento sugli articoli maggiormente pregnanti per il settore per completare e integrare, sulla base di tale individuazione, il testo già condiviso con EFCI-FENI, rendendone i contenuti quanto più cogenti e perseguibili possibili.
Tale azione non è priva di rilevanza a livello pragmatico e dovrà divenire, per i vari livelli nazionali di rappresentanza sia di parte sindacale che datoriale, il faro sotto la cui luce porre l’attività di commutazione in legge da parte dei vari stati membri e conseguentemente la nostra stessa attività di rivendicazione di regole confacenti e condivise per il settore degli Appalti Pubblici (e non solo, aggiungiamo noi).

Oltre poi ad una analisi delle varie situazioni a livello di singole nazioni, ci si è concentrati sul definire l’agenda degli impegni futuri a partire dall”adozione del Piano D’Azione 2014-2016.
I temi portanti saranno focalizzati a costruire una maggiore solidarietà transnazionale tra i vari sindacati afferenti a UNI Europa, attraverso specifiche campagne mirate alla promozione di un lavoro più sicuro e di qualità nei nostri settori (Multiservizi/Pulizie e Vigilanza) e contrasto a ogni forma di impoverimento del lavoro o, più in generale, peggioramento delle condizioni di lavoro nel settore del lavoro in appalto.
Più nello specifico i punti focali su cui organizzare l’attività per i prossimi anni saranno legati ai temi della Conciliazione tempi di vita e di lavoro (a partire dall’iniziativa già prevista per il giorno 24 Settembre prossimo dinanzi al Parlamento Europeo in favore del lavoro diurno per i lavoratori del settore pulizie); il tema della salute e sicurezza che è cruciale in settori ad alta intensità di manodopera quali sono quelli da noi rappresentati e che hanno una notevole incidenza (come dimostrato da svariati studi svolti in questi anni) sui disagi muscolo-scheletrici per i lavoratori e le conseguenti ricadute sociali.
Connesso a quest’ultimo punto e, con la finalità aggiuntiva, di valorizzare i meccanismi che possano favorire un lavoro di qualità, un ‘altro tema cardine sarà quello della formazione professionale.
Infine ulteriori obiettivi saranno quelli del favorire quanto più possibile l’attività dei comitati aziendali europei (altissima è la presenza di Multinazionali in questi settori) al fine di uniformare quanto più possibile il livello di relazioni sindacali anche attraverso specifici accordi a livello europeo e organizzare campagne e iniziative su temi di specifico interesse con l’obiettivo di influenzare le politiche europee al riguardo, su temi ad esempio come il lavoro nero, il fenomeno dei subappalti, e la prevenzione del rischio nei settori Pulizie e sicurezza (in collaborazione con l’agenzia europea per la Salute e Sicurezza).
Rafforzare il livello di attività sindacale a livello europeo in un’ottica propositiva e di promozione delle relazioni sindacali che può favorire la condivisione delle cosidette “Best practices” (buone pratiche) e che si ponga inoltre come obiettivo primario e ultimo il contrasto con tutti i mezzi possibili alla continua “race to the bottom” acuita dai recenti anni di crisi strutturale dell’economia e del mercato del lavoro (su cui è appena stata pubblicata una ricerca dell’agenzia Eurofound, che mostra come le condizioni siano peggiorate a tutti i livelli e generalmente in tutti i paesi dell’Euro-zona.
(A cura di Adriano Montorsi)