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lavoratori in appalto scuole

I sindacati denunciano un atteggiamento discriminatorio del Governo, che esclude dal processo di stabilizzazione circa 18mila lavoratori in appalto ausiliari scolastici.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, unitamente ai 18.000 addetti ai servizi di pulizia, servizi di ausiliariato e di ripristino del decoro e della funzionalità degli immobili scolastici (i lavoratori cosiddetti Appalti Storici ed Ex LSU) denunciano il comportamento discriminatorio del Governo per la decisione di prevedere l’internalizzazione solo dei 519 colleghi Ex Lsu che operano per gli stessi servizi nelle scuole di Palermo.

A seguito di un emendamento della senatrice Vicari (AP) la Legge di Bilancio 2018 provvederà ad internalizzare i lavoratori occupati nelle scuole della provincia di Palermo che provengono dai percorsi di stabilizzazione per i Lavoratori Socialmente Utili avviati 20 anni fa. Di fronte all’approvazione dell’emendamento, la stessa senatrice ha dichiarato con grande gioia di aver portato a questi lavoratori “il regalo di Natale che aspettavano” grazie allo sforzo da lei profuso e ringraziando del supporto anche la Ministra Fedeli.

“Fermo restando l’importante risultato raggiunto – dichiarano in una nota congiunta i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti – il Governo e la Senatrice si sono dimenticati che nelle stesse condizioni, e provenienti dagli stessi percorsi di stabilizzazione, sono 20 anni che 27.000 lavoratori allora e ancora 18.000 oggi, vivono la stessa situazione di continua precarietà degli Ex Lsu di Palermo”.

La denuncia è chiara: Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, infatti, considerano incomprensibile e inaccettabile il metodo con cui si cercano soluzioni dividendo tutta la amplia platea dei lavoratori ex LSU ad oggi ancora precari e costretti a condizioni di lavoro particolarmente pesanti. È necessario infatti sottolineare che i 18.000 lavoratori  coinvolti, occupati nell’attuale Convenzione Consip Scuole, da tre anni ottengono una retribuzione piena solo completando l’orario di lavoro attraverso il loro impiego nel progetto decoro che li porta a lavorare il sabato e la domenica, a percorrere centinaia di chilometri tra un istituto da sistemare e un altro, oltre ad essere sempre in attesa, ad ogni scadenza, di vedere riconfermate le risorse per il progetto “Scuole Belle”; se questo dovesse saltare, si ritroverebbero a dover lavorare per non più di 15 ore a settimana, esclusivamente nei servizi di pulizia.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil ricordano che è da marzo 2017 che chiedono la riconvocazione del tavolo presso la Presidenza del Consiglio per “[…] individuare una possibile soluzione di prospettiva concernente la platea delle lavoratrici e dei lavoratori cosiddetti Ex Lsu ed Appalti Storici” come previsto negli accordi quadro del 2016 sottoscritti dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia.

“Soluzioni – sottolineano ancora i sindacati nella loro nota – che dovevano definire, entro la vigenza della Convenzione Consip Scuole, un effettivo piano di intervento che desse finalmente stabilità e continuità occupazionale vera a 18.000 lavoratori e servizi alle scuole degni di tal nome”.

Le Organizzazioni Sindacali provvederanno a chiedere urgentemente la convocazione del tavolo alla Presidenza del Consiglio e alle forze di Governo alla Camera perché si possa intervenire per risolvere in modo compiuto, per tutta la platea degli Ex Lsu e Appalti Storici, la disparità prevista dalla norma contenuta nella legge di Bilancio 2018 in discussione al Senato. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti dichiarano fin da ora che “la soluzione non può essere quella di riportare indietro gli Ex Lsu di Palermo, venendo tacciati come quelli che fanno perdere il posto di lavoro sicuro a 519 lavoratori, ma bisogna lavorare per prevedere condizioni che mettano tutti i lavoratori nelle stesse condizioni e avviare dei veri percorsi di stabilizzazione definitiva”.

In assenza di risposte tempestive per affrontare la discussione del testo della Legge di Bilancio 2018 alla Camera, si attiveranno tutte le iniziative necessarie per non dividere ma dare risposte di stabilità e equità a tutti i lavoratori.