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È positivo l’avvio del percorso per il riordino normativo del settore termale verso un testo unico. Si deve però preservare la funzione svolta all’interno del sistema sanitario nazionale, evitando di finire in una logica di mercato. È questo, in sintesi, il commento di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sul progetto di legge in discussione in questi giorni.

“Sono condivisibili – si legge in una nota unitaria – le proposte che puntano ad un generale riordino delle terme, a sanare e a integrare il corredo normativo oggi incompleto, nel quale si deve inserire il rapporto tra terme e sanità pubblica all’interno dei Lea: gli stabilimenti termali non possono rientrare in una dinamica puramente di mercato, in quanto è necessario preservare la loro operatività sul territorio finalizzata all’espletamento della loro funzione all’interno del Sistema Sanitario Nazionale”.

I sindacati chiedono regole certe per rilanciare un settore in crisi ormai da anni: “Abbiamo serie preoccupazioni – spiegano – sulla tenuta occupazionale. Ben venga dunque la proposta di creare un Fondo per la riqualificazione termale e misure relative al credito di imposta e alle deduzioni Iva per gli investimenti”. Al contempo, serve “una particolare attenzione al contrasto della criminalità organizzata che ha già dimostrato forti interessi nel settore”.

“Uno degli elementi di debolezza strutturale – osservano ancora Filcams, Fisascat e Uiltucs – è l’assenza di un piano per la promozione del turismo termale integrato con il complesso dell’offerta turistica. È quindi positiva l’idea di istituire la Giornata nazionale del termalismo con l’avvio di iniziative promozionali”.

Ma il rilancio deve prevedere anche interventi di formazione per l’accoglienza di chi non arriva dal sistema sanitario nazionale, come per esempio i clienti stranieri. “È inoltre necessario dare seguito ad alcuni aspetti normativi già previsti dalla legge 323 e mai del tutto attuati, come la definizione della figura professionale dell’operatore termale”.

In conclusione, per le categorie di CGIL, CISL e UIL il percorso di rilancio va effettuato con attenzione alla buona occupazione, alla qualità dei servizi e alla legalità.