Tag Archives: Sciopero generale 12-12-2008

L’UNITA’ del 13 dicembre 08

Polemiche – la protesta della sola Cgil è stata condannata da Cisl e Uil
Fronte – Ma le organizzazioni sono convinte dell’insufficienza delle misure del governo

DOPO IL GELO, I SINDACATI POSSONO RITROVARSI UNITI SU FISCO E PENSIONI

Al governo la Cgil ha mandato un segnale. Lo ascolterà? Se sarà dialogo o ancora conflitto dipende in gran parte da palazzo Chigi. Pensionati e fisco potrebbero intanto ridare chance all’unità tra Cgil e Cisl

ROMA – Felicia Massocco

In tanti ieri hanno sfidato il brutto tempo e sono scesi in piazza con la Cgil. Per dire no alle scelte del governo. Dal palco di Bologna Guglielmo Epifani ha esortato Berlusconi a «occuparsi» di loro, cioè del Paese e «non fare finta di nulla’. La crisi lo costringerà a farlo, ha detto, e quando vorrà fare sul serio «ci convochi».
Si aspetta gennaio, la palla è nelle mani del governo. Dalle sue scelte, non solo di merito, dipenderà se i prossimi mesi saranno di dialogo o di conflitto. Potrebbe, ad esempio, smettere di operare per dividere il sindacato anche a mezzo di incontri riservati, e aprire un tavolo di confronto sulla crisi con le parti sociali, tutte. La Cgil non direbbe di no. Alla fine sarebbe il merito a fare la differenza, ma un confronto corretto sarebbe un passo avanti verso la coesione nazionale da tanti invocata.
Ieri ha parlato di coesione il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Ha parlato anche di «dialogo» e gli astanti quasi non credevano alla loro orecchie. Il fatto è che Sacconi, in compagnia del collega Renato Brunetta e con il contorno di tutta la destra, ha passato il pomeriggio a contare le adesioni allo sciopero, a minimizzare, a gridare al flop e a criticare: “Un rito consumato” ha detto.
Sarà pure consumato, ma intanto a colpi di proteste (compreso uno sciopero) il governo ha dovuto fare marcia indietro sulla scuola.
Peccato che a contare gli scioperanti ci si sia messa anche la Cisl che si è distinta nel compatto scuola dove Raffaele Bonanni ha calcolato “il 5%” di adesioni. Perfino il ministero della Gelmini ne ha contate di più: l’8,11%. “Un regolamento di conti nella sinistra”, questo lo sciopero che per il leader cislino ha avuto “un risultato gramo”. Peccato, perché anche in momenti difficili come questo, nessuno nel sindacato ha mai pensato che l’unità fosse irrecuperabile. A riprova, un incontro tra Epifani e lo stesso Bonanni avvenuto un paio di settimane fa. Si tenta di riaprire un canale unitario: ne hanno bisogno entrambi. Sicuramente Epifani, altrimenti costretto a una lunga guerra di trincea da solo. E sicuramente Bonanni che sta facendo i conti con i mal di pancia della sua organizzazione, con i fischi dell’assemblea dei pensionati, con gli applausi che all’assemblea dei quadri e delegati di ottobre sono arrivati quando annunciava proteste contro il governo e usava argomenti che ricalcavano quelli del collega della Cgil.
Un paio di terreni in comune ci sono, uno è proprio quello dei pensionati. L’altro potrebbe essere una vertenza unitaria sul fisco, studiare insieme una bozza di riforma. I due leader sindacali ne hanno parlato, e Bonanni qualche giorno dopo ne ha fatto cenno in una conferenza stampa avanzando il nome di Vincenzo Visco tra quelli che avrebbe voluto a collaborare.
Altra cosa è se Cisl e Uil insistono col chiedere alla Cgil il consenso sulla riforma del modello contrattuale.
Non lo avranno, c’è troppa distanza.
Una ritrovata unità sindacale, almeno su qualche punto, toglierebbe poi le castagne dal fuoco al Pd che su questo sciopero generale ha mostrato imbarazzo. Non ha preso una posizione ufficiale, né pro né contro. Così ieri in piazza, a titolo personale, c’erano sostanzialmente gli ex Ds, mentre gli ex Margherita, con rare eccezioni, parlavano di errore e di inutilità della protesta.
“Il Pd non è diviso sullo sciopero – afferma da Parigi il leader Walter Veltroni -. Il fatto è che è sceso in campo solo un sindacato e noi guardiamo e lavoriamo per l’unità di tutte le forze sindacali. Così, se “una protesta sociale in un momento così drammatico è del tutto naturale”, l’auspicio di Veltroni è che “questa protesta, questa richiesta di un’alternativa salga unitariamente dalle forze sindacali e sociali e dalle rappresentanze dell’impresa piccola e media”.