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È online il nuovo numero di Diario Terziario, inserto di Rassegna Sindacale
Parliamo di Carta dei Diritti Universali del Lavoro, di regolamentazione delle aperture festive e di comportamenti antisindacali nei confronti di un nostro delegato. Con un bel album fotografico del Primo Maggio a Portella della Ginestra.

Scarica e leggi QUI Diario Terziario n.3/2017

E ora, pensiamo alla Carta dei Diritti Universali del Lavoro

“Aboliti i voucher e reintrodotta la responsabilità del committente negli appalti, ora pensiamo alla Carta dei Diritti Universali del Lavoro”. Il messaggio è chiaro, lanciato dal palchetto allestito in piazza della Rotonda a Roma, davanti al Pantheon, in attesa del voto definitivo del Senato che ha trasformato in legge il decreto del Governo varato per scongiurare il ricorso alle urne.

Una giornata di presidio, quella del 19 aprile, in attesa di un voto che ha tenuto col fiato sospeso i tanti militanti e i dirigenti sindacali che si erano dati appuntamento in piazza.

La sospensione definitiva del referendum è arrivata qualche giorno dopo, con il pronunciamento dell’Ufficio Centrale della suprema Corte di Cassazione, che ha così certificato la corrispondenza tra le richieste della Cgil (abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti e abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio) e gli effetti della legge.

“Da oggi abbiamo un Paese migliore” ha detto Susanna Camusso parlando ai presenti immediatamente dopo la comunicazione dell’esito del voto al Senato (140 Sì; 49 No; 31 astenuti, ndr).  “Oggi – ha aggiunto – si afferma un primo risultato importante e diciamo a noi tutti grazie per quello che abbiamo fatto in questi due anni di mobilitazione”.

La mobilitazione, però, non si ferma. Perché se da un lato si festeggia per il risultato ottenuto, dall’altro si fa largo la preoccupazione che in qualche modo ci sia chi tenta già un colpo di mano, pensando di reintrodurre i voucher per regolamentare il lavoro accessorio nella sua forma più deleteria, e ancora in settori come l’agricoltura e il turismo dove esistono molte altre forme contrattualizzate per la flessibilità dei rapporti di lavoro.

L’impegno della Cgil tutta sarà quindi nella promozione di qualsiasi iniziativa possa contribuire al varo della legge di iniziativa popolare destinata ad affermare un nuovo diritto universale di lavoratrici e lavoratori.

“Con lo stesso entusiasmo che ci ha portato a centrare l’obiettivo su voucher e appalti – dice Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil – dobbiamo ora impegnarci per mantenere al centro della discussione politica i temi del lavoro, del diritto ad un lavoro dignitoso, equamente retribuito, sicuro e legale. Tutti elementi che sono contenuti nel progetto di legge di iniziativa popolare presentato grazie al milione e mezzo di firme di cittadini e lavoratori che hanno creduto alla nostra proposta. Il primo appuntamento è fissato per il 6 maggio, alla manifestazione nazionale di Roma, per sostenere l’iter parlamentare della Carta”.

Una proposta chiara, che ridefinisce i confini del diritto, in capo alle persone che lavorano indipendentemente dalla tipologia di contratto applicato. Per semplificare: un lavoratore è definito dal lavoro che fa (autonomo o dipendente non importa) e non dal rapporto che ha con il suo datore di lavoro; la persona deve tornare ad essere il baricentro dell’azione politica e sindacale. E la Cgil una buona parte di questo impegno l’ha rispettato, andando ad incontrare in ogni luogo di lavoro milioni di lavoratori, anche non iscritti, che hanno risposto all’appello, firmando tanto le richieste di referendum quanto la proposta di legge per un nuovo statuto dei lavoratori.

“Con la nostra mobilitazione – conclude Gabrielli – siamo riusciti a riportare l’attenzione su temi veri, concreti come il lavoro nero, la precarietà, la disoccupazione, le disuguaglianze; condizioni che costituiscono la negazione del valore del lavoro e di una prospettiva ai giovani come lavoratori e pensionati di domani. Su questa strada è necessario proseguire per produrre il cambiamento possibile e positivo del nostro paese.”