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unicoop tirreno

Filcams CGIL. Fisascat CISL e Uiltucs denunciano che la situazione in Unicoop Tirreno sta diventando insostenibile, le iniziative della cooperativa continuano ad essere improvvisate e incoerenti con il piano industriale presentatoci e quindi in contraddizione con quanto condiviso con le organizzazioni sindacali il 9 Maggio 2017. In particolare Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono drammatico l’annuncio improvviso della chiusura di Terracina e l’abbandono dei due punti vendita della Campania, oltre che grave l’improvviso aumento della cassa integrazione in sede senza la condivisione dei criteri di rotazione. Rotengono altresì inaccettabile il processo di terziarizzazione delle attività avviato sulle pescherie di tre punti vendita e della logistica. Poco lucida anche la gestione dei punti vendita critici su cui si susseguono continue voci contrastanti sul destino e su cui la cooperativa poi agisce improvvisamente senza neanche dare il dovuto preavviso ai lavoratori interessati e determinando innumerevoli attriti con i soci e le amministrazioni locali. Crea imbarazzo la confusione organizzativa nella rete vendita in cui alle dichiarazioni di esuberi si contrappone uno spropositato utilizzo di flessibilità positiva fuori dai limiti previsti dalla contrattazione. A tutto questo si aggiungono voci di ulteriori terziarizzazioni e chiusure. Nelle ultime settimane, alla mancanza di risultati che si registrano sul conto economico, la cooperativa sta reagendo di impulso e scaricando tutto sulle lavoratrici ed i lavoratori, ne è la dimostrazione l’improvvisa impennata di utilizzo della cassa integrazione in sede che pare essere più una reazione del gruppo dirigente alle accuse delle organizzazioni sindacali che una reale azione di efficientamento della sede per dare solidità all’impresa cooperativa. Per i sindacati la leva delle terziarizzazioni è uno dei punti maggiormente critici, se Unicoop Tirreno pensa che il salvataggio della cooperativa passi attraverso uno sgretolamento delle attività tutto a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori deve anche sapere che l’azione delle organizzazioni sindacali sarà di totale contrasto a questo processo con tutti gli strumenti utili. Il grande assente è il sistema cooperativo. L’attuale riorganizzazione di Unicoop Tirreno ha origine dall’iniziativa di tutto il sistema cooperativo che responsabilmente è intervenuto sulla stabilità patrimoniale e dando obiettivi precisi di risanamento del conto economico. L’attuale gruppo dirigente di Unicoop Tirreno, per quanto abbia autonomia decisionale, sta evidentemente lavorando su mandato. La presenza in Unicoop Tirreno di dipendenti di altre cooperative con ruoli di massima responsabilità soprattutto nella direzione commerciale è un’ulteriore dimostrazione. In virtù di questo, ritenendo quindi tutto il sistema responsabile di quanto sta avvenendo, si ritiene indispensabile che l’Associazione Nazionale delle Cooperative ANCC sia presente e partecipe agli incontri sindacali. “I sindacati – si legge in una nota unitaria – non si sono mai sottratte al confronto e alla definizione di accordi difficili al fine di salvaguardare la stabilità della cooperativa e prioritariamente l’occupazione. Riteniamo però inammissibile che la cooperativa agisca unilateralmente a danno dei lavoratori e senza neanche produrre i risultati preposti.” Pertanto, dando seguito allo stato di agitazione, verranno messe in campo iniziative di mobilitazione. Confermando la disponibilità all’incontro previsto per il 2 Novembre 2017 in delegazione plenaria, ribadiamo la richiesta che Unicoop Tirreno riveda le decisioni prese e che sia presente ANCC.