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Ci sono voluti quasi vent’anni e un ultimo cambio di appalto per mettere ordine nella giungla di contratti applicati alle lavoratrici e ai lavoratori stenotipisti occupati nei tribunali negli appalti di servizi di fonia, trascrizione e stenotipia degli atti dibattimentali penali.

Da quando i servizi richiamati sono stati esternalizzati dall’amministrazione della Giustizia, nonostante il delicato lavoro svolto nella registrazione, trascrizione e stenotipia delle udienze di carattere penale – tra cui gli atti dei maxi processi per mafia e camorra – e nonostante tale lavoro venga svolto da personale che ha una preparazione specialistica, nonché investito di una importante responsabilità, finora non era mai stato possibile dare risposte certe in ordine al Contratto Collettivo Nazionale da applicare e riconosciuto le figure professionali che vi operano.

Nel corso degli anni le lavoratrici e i lavoratori, in funzione dell’impresa di cui diventavano dipendenti, in assenza di una riconducibilità chiara delle loro figure professionali e le attività svolte, si sono visti applicare i più disparati CCNL: dal contratto del commercio, terziario e servizi, agli studi professionali, al contratto dei dipendenti degli istituti del clero, fino alle colf e badanti, senza contare tutte le partite iva e gli associati in partecipazione.

Dopo la gara indetta nel 2014 e tre anni di proroghe intervenute rispetto ai continui ricorsi, a luglio del 2017 l’appalto è stato definitivamente aggiudicato al Consorzio C.I.C.L.A.T. che ha dato la gestione operativa alle società consorziate Nuovi Orizzonti, Ricina e Verbatim.

Le tre imprese, che da sempre applicano il CCNL dei servizi di pulizia, servizi integrati/multiservizi, hanno dato immediatamente avvio alle procedure di cambio di appalto, secondo l’articolo 4 del dettato contrattuale, per il passaggio alle loro dipendenze dei lavoratori già occupati con le precedenti aziende esecutrici dei servizi.

La procedura del cambio di appalto, che prevede obbligatoriamente il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali, ha fatto emergere da subito tutte le criticità di dare una corretta applicazione contrattuale alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, sia per le specificità dei servizi svolti, sia per la pluralità di condizioni contrattuali da cui provenivano.

Inoltre, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, firmatarie del CCNL applicato dalle aziende, hanno valutato lo stesso non propriamente rispondente alle attività svolte e la necessità di intervenire con una contrattazione integrativa aziendale ad hoc per armonizzare le diverse provenienze e creare un quadro di riferimento certo per il riconoscimento di un vero e proprio settore di attività.

Le imprese, unitamente al Consorzio, hanno accolto la richiesta delle Organizzazioni Sindacali consapevoli che la definizione di un contratto integrativo interaziendale con contenuti di merito avrebbe permesso di dare ordine e regole chiare per perimetrare il settore dei servizi di fonia, trascrizione e stenotipia, determinando un punto di riferimento certo anche per la committenza nell’ambito della definizione delle nuove gare di appalto e permettere una più leale concorrenza.

Per le difficoltà di centrare l’obbiettivo che si sono date le parti è trascorso un anno dall’avvio della trattativa e il 31 luglio 2018 è stato sottoscritto il primo Contratto Integrativo Interaziendale per le lavoratrici e i lavoratori addetti ai servizi di fonia, registrazione e stenotipia degli atti dibattimentali penali.

Il contratto integrativo ha nei suoi punti di forza: la stessa affermazione che l’applicazione del CCNL di riferimento, con la clausola sociale, fornisce una immediata risposta al problema della continuità occupazionale nel cambio di appalto; la declinazione puntuale e precisa dei profili professionali, incastonati nella declaratoria del CCNL; traduce le particolarità dell’organizzazione del lavoro sempre nelle condizioni dettate dal contratto nazionale; riconosce trattamenti economici migliorativi sugli scatti di anzianità, la reperibilità, le trasferte e codifica una indennità specifica per chi svolge lavori di trascrizione oltre la normale produzione; regolamenta il lavoro agile e il telelavoro, dove sono impiegati tutte le lavoratrici e i lavoratori che svolgono servizi di trascrizione.

Un ulteriore impegno preso dalle parti è quello di trasmettere congiuntamente il Contratto Integrativo Interaziendale sottoscritto al Ministero della Giustizia e al Ministero del Lavoro per avere pieno riconoscimento dei trattamenti contrattuali definiti e utili per la determinazione del costo del lavoro per le future gare di appalto, soprattutto per eliminare il ricorso a gare che pagano sulla base dei caratteri trascritti, definendo di fatto un lavoro a cottimo.

Un risultato che le Organizzazioni Sindacali, unitamente alle Rappresentanze Sindacali Aziendali, hanno costruito con grande fatica e che su alcuni aspetti sconta delle debolezze determinate dal primo contratto integrativo del settore, ma che getta le basi vere su cui finalmente le lavoratrici e i lavoratori potranno dire di poter avere un perimetro contrattuale di riferimento certo, la giusta definizione dei profili professionali che esprimono e il riconoscimento dovuto ad un settore di attività così importanti e delicate.