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5 dicembre 2014

JOBART, FA TAPPA A TORINO
Dalla deindustrializzazione all’industria della cultura:
passaggi e paesaggi di un cambiamento

Il processo di riqualificazione della città di Torino è un percorso emblematico nella storia recente del nord del paese.
Polo dell’industria dell’automobile per eccellenza, a partire dalla crisi del settore degli anni ’80 la città fino ad oggi è stata protagonista di cambiamenti economici, culturali e architettonici, passando attraverso fasi più o meno traumatiche: gli anni della riorganizzazione infinita della Fiat fino alla recentissima nuova denominazione e all’abbandono della sede legale storica; la cassa integrazione di massa per i lavoratori e le lavoratrici di Mirafiori e degli altri stabilimenti torinesi con il relativo indotto e la diminuzione dei redditi della popolazione; l’apertura nei primi anni ’90 dei centri commerciali come nuove “fabbriche” per la ripresa dell’economia e del lavoro; la maggiore occupazione femminile nel settore servizi a scapito dei lavoratori “storicamente” impiegati; fino alle Olimpiadi invernali del 2006 come culmine del processo di restyling di una città intera.
Niente è passato senza traccia e senza problemi.
La grande scommessa di una Torino turistica come le capitali europee non risulta ancora vincente davanti ai bilanci della ricettività alberghiera della città, ma anche di fronte ai dati sull’occupazione giovanile e sull’invecchiamento della popolazione.
Questa città non può diventare un polo dell’assistenza e dei servizi, dove per i giovani non c’è un futuro. Il lavoro nel settore del turismo non ha seguito di pari passo alcune trasformazioni in atto: al lavoro stabile e a tempo pieno tipico dell’industria si è stato sostituito in gran parte il lavoro figlio della deregulation e della flessibilità selvaggia, con una perdita di reddito, ma anche di dignità del lavoro nel settore, troppo spesso considerato un impiego minorisiuris di ripiego, di serie B, destinato a donne o a studenti che arrotondano l’indennità di cassa integrazione o di disoccupazione del lavoratore principale del nucleo familiare. Un settore stagionale, legato ai flussi dei grandi eventi per lo più, che oggi in modo prepotente chiede di essere riconosciuto come nobile e produttivo, con i suoi quasi 2 milioni di addetti in tutta la Regione.

Questa città, i suoi cittadini e i lavoratori hanno bisogno di investimenti in attività e lavoro di qualità: nelle eccellenze agroalimentari, nel territorio e nei paesaggi, nella storia del suo tessuto, nel turismo e nell’offerta turistica integrata tra arte, musei, cibo e intratrattenimento, in innovazione e sviluppo con i sui poli universitari d’eccellenza.

La Filcams CGIL ha la grande ambizione, ma anche la consapevolezza, di conoscere i lavoratori e le lavoratrici del settore, le loro difficoltà, ma anche le loro potenzialità. Sappiamo di poter fare proposte e progetti. Insieme.

#Jobart, con la cultura si cresce, la campagna lanciata della Filcams Cgil, è l’occasione di parlarne e di conoscerci.

Il 15 dicembre a Torino, presso la Sala conferenze della GAM, alle ore 9, dopo i saluti del sindaco Piero Fassino e quelli della segretaria della Camera del Lavoro Enrica Valfrè, introdurrannno i lavori della tavola rotonda “Dalla deindustrializzazione all’industria della cultura: passaggi e paesaggi di un cambiamento”, i segretari della Filcams Torino Elisabetta Mesturino e della Filcams Piemonte Marinella Migliorini.
Interverranno: Paola CASAGRANDE, direttore cultura, turismo, sport regione Piemonte; Silvio BARBERO, Vice Presidente dell’Università degli Studi di Scienza Gastronomiche; Cristian SESENA, segretario nazionale Filcams CGIL; Generoso URCIUOLI, Museo Arte Orientale di Torino, operatore culturale torinese e ideatore di vari progetti tra cui Archeoricette.com.
Modera il confronto, Bruno GAMBAROTTA, giornalista e scrittore, autore, conduttore e attore radio e tv.

Jobart 15 dicembre 2014- Torino, via Magenta 31
GAM (Galleria di Arte Moderna) Sala conferenze – ore 9