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Roma, 30 luglio 2018


Nell’incontro tenutosi in data 25 luglio u.s. presso il Ministero del Lavoro per la procedura di mobilità aperta da Galimberti in concordato preventivo non ci sono stati avanzamenti particolari ed è oggi prevedibile che nel prossimo incontro che si terrà il giorno 31 Luglio 2018 alle ore 11,00 presso il Ministero del Lavoro in via Fornovo, 8 si arriverà ad un mancato accordo.

La nostra richiesta di ricercare la ricollocazione dei lavoratori in mobilità, considerata la presenza di stagisti e tempi determinati nella rete vendita ed il sopraggiungere di alcune dimissioni, è stata respinta. Stante la situazione diversa da provincia a provincia, in fase sindacale, avevamo proposto di demandare la ricerca di soluzioni a livello territoriale ma anche questa proposta non è stata accolta.

L’impresa infatti non ha voluto ricercare nessuna soluzione alternativa ai licenziamenti, offrendo esclusivamente circa 6000 euro lordi, rateizzati, che riconoscerebbe come incentivo al licenziamento sulla base di criteri che dovremmo condividere.

Se pur in alcuni territori non ci siano molte alternative di ricollocazione, nelle province dove l’impresa è maggiormente radicata si sovrappongono punti vendita in chiusura, punti vendita in continuazione di attività e punti vendita in cessione ed è assolutamente da escludere che la Filcams CGIL possa determinare chi viene licenziato e chi continuerà a lavorare.

In sede di esame congiunto, il commissario nominato dal Tribunale ha confermato la proposta sui 5 punti vendita da parte di Unieuro, ma l’avvio dell’asta per la cessione ed il conseguente passaggio non avverranno prima della chiusura della procedura di mobilità. Secondo l’impresa dovremmo comunque isolare i dipendenti dei punti vendita in cessione dalla procedura di mobilità se pur non ancora formalizzato il passaggio alle rappresentanze sindacali se non attraverso una procedura ai sensi della 428/90 che ha evidenti vizi di forma non essendo specificato l’acquirente.

Abbiamo proposto all’impresa di aprire una procedura su base volontaria e di gestire attraverso gli ammortizzatori sociali gli eventuali esuberi rimanenti, chiedendo in supporto un piano di sviluppo anche per capire quale siano le reali prospettive di tenuta occupazionale per la rete vendita che rimarrà. L’azienda ha respinto questa proposta e ha ribadito che l’unica strada sono i licenziamenti.

Considerata la complessa situazione per la Filcams CGIL non risultano esserci alternative al mancato accordo.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio