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Roma, 3 novembre 2010

Si è svolto in data 19 ottobre u.s. l’incontro concordato con Fadalti Spa avente ad oggetto la messa in liquidazione della società stessa.
La Fadalti, che opera nel settore del commercio di materiale edile e termoidraulico, ha la Sede commerciale a Sacile in provincia di Pordenone e una rete di 24 Filiali così distribuite: 15 nel Veneto e 9 nel Friuli Venezia Giulia.
Nel Luglio 2009 la Fadalti ha convocato il sindacato e ha illustrato la situazione di estrema difficoltà che l’azienda sta attraversando. La crisi del settore nei mesi ha causato una caduta verticale del fatturato portando l’azienda a gestire una situazione economica difficile, a fronte di questo presenta un esubero di circa 100 unità su un organico generale di 388 lavoratori, per scongiurare gli esuberi è stato sottoscritto con le OOSS in data 25 agosto 2009 un accordo di CIGS per crisi aziendale per 12 mesi a rotazione e una procedura di mobilità volontaria per 388 lavoratori.
Nel Luglio 2010 è stato sottoscritto un secondo accordo di CIG in deroga per 8 mesi per 335 lavoratori.
L’assemblea straordinaria dei soci di Fadalti S.p.a. che si è tenuta lo scorso 4 ottobre ha deciso la messa in liquidazione volontaria dell’azienda, in tale occasione sono stati nominati 2 liquidatori sia che per l’esercizio provvisorio delle attività produttive e commerciali che per la rappresentanza della Società fino alla fine del 2010.
La strategia dei liquidatori dovrebbe portare al dimagrimento della Società in modo da riportarla verso un equilibrio rispetto alla pesante situazione debitoria e renderla così più appetibile agli occhi dei potenziali compratori entro la fine dell’anno.
Da subito delle 24 filiali ne verrà sospesa l’attività produttiva di 10, di cui 7 nel Veneto: Belluno, Cencenighe Agordino(BL), Ponte nelle Alpi (BL), S. Maria Formosa (VE), Pianzano (TV), Vedelago (TV) , Cortina (BL) e 3 nel Friuli Venezia Giulia; Prata (PN), Campo Marzio (TS), Tarvisio (UD).
Le persone messe in cassa a 0 ore saranno all’incirca 130 /140 unità su un organico attuale di 303 lavoratori.
Lo scenario presente è sicuramente preoccupante visto le enormi difficoltà del settore, abbiamo chiesto ai curatori che le credenziali dei possibili acquisitori devono essere orientate verso chi garantisce maggiormente l’occupazione in essere, l’impegno delle Parti rimane quello di valutare con attenzione l’evoluzione degli eventi prossimi e mettere in campo tutte le azioni possibili per dare garanzie di continuità dell’attività in difesa dei posti di lavoro.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Banchieri – Scala