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Al Comitato Esecutivo di EFFAT del 5 e 6 dicembre si sono discussi i seguenti argomenti:
-gli impatti sociali della crisi
-le iniziative dell’EFFAT per contrastare il lavoro precario
-le ulteriori iniziative prioritarie di EFFAT, all’interno di questo Panel é stato presentato dalla Filcams il Progetto Safe Host: http://www.safehostfilcams.org/
-è stato definito il percorso per il Congresso EFFAT che si terrà nel 2014 e il piano di attività del prossimo anno

Il 6 giugno 2013 a Bruxelles, si é riunito il Comitato del settore Turismo di EFFAT; per l’Italia hanno partecipato Gabriele Guglielmi e Stefania Radici della Filcams, nonché Emilio Fargnoli della Uiltucs che ne é il Presidente; oltre a preparare il meeting di Dialogo Sociale del giorno successivo, il Comitato ha dibattuto in merito alla discussione in atto per riformare le procedure degli appalti di servizio, dell’andamento dei progetti in itinere quali: Passaporto delle qualifiche, Osservatorio virtuale sul turismo, ed é stato anche illustrato il progetto Safe Host http://safehost.filcams.it/ che potrebbe essere presentato anche nel corso dei lavoro del prossimo Forum Europeo del Turismo organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con il Paese Presidente di turno del secondo semestre 2013: la Lituania.
Sono stati esaminati anche alcuni casi aziendali di dimensione europea quali la ri-negoziazione dell’accordo CAE di Compass, e lo spin-off del settore retail di Autogrill, nonché la possibilità di organizzare una riunione sindacale europea su McDonald’s.
Sono infine state aggiornate le date delle iniziative in programma nei prossimi mesi, si veda l’allegato piano di lavoro.

Comitato Esecutivo EFFAT – Bruxelles 3 giugno 2013

Inizialmente previsto su due giornate per poi limitarsi al solo 3 giugno, a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, si è tenuta la riunione del Comitato Esecutivo di EFFAT. Oltre 50 i partecipanti da tutti i Paesi europei, 7 dall’Italia; per la Filcams ha partecipato Gabriele Guglielmi.
Dalla relazione di Harald Wiedenhofer, Segretario Generale, e dal dibattito che ne è seguito sono emersi i seguenti punti.
Gli economisti hanno fallito l’analisi della crisi economica e di conseguenza hanno sbagliato le proposte per uscirne e, con loro, le istituzioni politiche e finanziarie mondiali europee e nazionali; l’obiettivo per uscire dalla crisi deve essere finalizzato alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro specie per i giovani.
Le raccomandazioni pubblicate il 29 maggio sono ancora di stampo neo-liberiste e contestiamo le ingerenze del Consiglio dei Ministri nelle politiche contrattuali e salariali nazionali. Per quanto riguarda l’Italia il cartellino rosso relativo alle politiche per l’impiego e lo stato sociale riguardano pressoché tutti gli aspetti.
L’Europa necessita di investimenti e EFFAT ha chiesto che sia la CES a formulare proposte concrete.
Si sono prese in esame le Direttive: distacchi e appalti pubblici; i dialoghi stanno giungendo a termine; continuiamo ad insistere affinché il prezzo non sia la sola discriminante ma i bandi dovranno sancire il rispetto dei diritti dei lavoratori. Grande adesione alla giornata di lotta quando 11 mense su 12 dei palazzi europei sono rimaste chiuse. A breve verrà pubblicato l’aggiornamento della posizione della CES; su entrambe le Direttive va accentuata la pressione sui parlamentari nazionali.
Era prevista la presenza del Presidente del Comitato per la revisione delle politiche agricole europee: On. Paolo Di Castro che non ha potuto partecipare.
Relativamente al settore turistico Kerstin Howald, nel confermare le prossime riunioni del board e del dialogo sociale ha illustrato i progressi del passaporto delle qualifiche e della novità dell’interessamento del portale EURES; ha inoltre parlato del progetto a Capofila Filcams Safe Host

ed ha invitato tutti gli affiliati a collaborare col progetto che verrà illustrato al prossimo Comitato esecutivo di dicembre.
E’ stato infine ribadito che il prossimo Congresso di EFFAT calendarizzato per ottobre 2014 si terrà a Roma.

EFFAT Project “Changing ownership patterns in transnational hotel and restaurant chains and their impact on workers’ information and consutation rights”

In questi 2 giorni si è tenuto il convegno sul progetto che EFFAT sta sviluppando per valutare l’impatto sui lavoratori delle multinazionali, sia alberghiere che di ristorazione, conseguente ai vari tipi di gestione delle singole strutture e ai cambiamenti che stanno avvenendo in questo campo. Infatti in questi anni stiamo assistendo alla trasformazione di molte catene multinazionali (soprattutto alberghiere) in aziende estremamente leggere, ovvero si stanno liberando sia dei beni immobiliari, vendendo gli edifici di proprietà sedi degli hotels, sia di parte dei servizi offerti, esternalizzando soprattutto il pulimento ma non solo. Questo permette alle multinazionali di avere profitti più alti e più rapidamente. A questo proposito va ricordato come le catene alberghiere siano state tra le prime aziende ad internazionalizzarsi e ad offrire esempi di modelli di gestione complessi quali il leasing, il franchising e gli altri contratti differenti.
Questa cessione di asset non avviene solo in multinazionali in difficoltà economica che devono recuperare costi e liquidità, ma anche in quelle “floride”, che si sono espanse comunque grazie a finanziamenti di azionisti e banche, i quali, soprattutto in questo momento di crisi finanziaria, hanno necessità o gradiscono, dividendi più alti.
Qual è la ricaduta di questo processo e dei vari contratti di gestione o affiliazione sui lavoratori? Quali cambiamenti subiscono i lavoratori di strutture che cambiano marchio? Si parla di hotel virtuali per quegli hotel che espongono un brand ma all’interno lavorano persone dipendenti di più società di outsourcing. A questo punto sorge la domanda: chi ha le chiavi dell’albergo? Ovvero chi ha il vero potere decisionale sull’organizzazione del lavoro? Chi ha il dovere fondamentale di informare e consultare i lavoratori, come da Direttiva Europea 2002/14? Spesso la risposta è assai confusa e per illustrarci la questione sono intervenuti alcuni esperti che hanno tenuto le seguenti sessioni:

    ·PROF.SSA Angela Roper, modelli di affari delle catene alberghiere multinazionali in Europa , ha illustrato le varie tipologie contrattuali di gestione usate dalle principali catene alberghiere multinazionali in Europa, e quali sono i motivi delle scelte che le aziende stanno operando in questo campo. Questo intervento è stato molto utile per aiutarci a visualizzare quale direzione stanno prendendo le multinazionali e di fronte a quali problemi ci si troverà sempre più ad operare;
    ·Mappatura delle catene alberghiere multinazionali in Europa, tenuto sempre dalla prof.ssa Roper, ci ha dato un quadro di riferimento sulle cifre della presenza delle multinazionali alberghiere in Europa e dei vari marchi che li appartengono.
    ·Dr. Ricardo Rodriguez, Mappa degli effetti e della rappresentanza dei lavoratori nelle catene alberghiere tansnazionali in Europa, nel progetto dell’Effat il dr Rodriguez si occupa della realizzazione di un database sulle multinazionali alberghiere e sulla rappresentanza presente al loro interno a tutti i livelli nei 27 Paesi EU, nei Paesi dell’area europea più Turchia e Croazia. Per questo mastodontico progetto è stato richiesto un grande impegno alle OOSS per il recupero dei dati sia del numero dei lavoratori sia del tipo di rappresentanza presente e dove. Risulta subito evidente come sia difficile recuperare i dati, anche solo occupazionali, in molte compagnie che operano solo con franchising o simili.
    ·PROF. Philip Dorssemont, Proprietà/strutture giuridiche VS i diritti dei lavoratori a l’informazione e alla consultazione. In questa sessione il professore ci ha illustrato i problemi giuridici dell’applicazione della direttiva europea 2002/14 nelle aziende dove applicano contratti di gestione che rendono difficoltoso capire chi ha il dovere di informazione e consultazione. La direttiva impone l’informazione in temi di aspetto economico e la consultazione in temi di aspetto sociale. Ci ha anche illustrato alcuni casi in dibattuti davanti alla Corte di Giustizia Europea sulla responsabilità dell’applicazione dei suddetti diritti dei lavoratori.

Durante queste sessioni è stato fondamentale e molto importante l’apporto dei partecipanti alla discussione, ciascuno dei quali ha dato il suo punto di vista dalla prospettiva della propria esperienza.

La giornata del 9 è iniziata con la presentazione del marchio Fair Hotels, progetto realizzato dai sindacati irlandesi nel loro Paese. L’iniziativa nasce dall’esigenza delle unions di rientrare negli hotels dopo che la parte padronale, negli anni ’90 in piena espansione liberista, aveva smantellato la forte presenza sindacale nei grandi hotels irlandesi arrivando a chiudere molte strutture per riaprirle qualche mese dopo con personale diverso o non sindacalizzato. Questa politica aggressiva appoggiata dal governo conservatore, unita al fatto che in Irlanda non vi è obbligo di contrattazione collettiva (esiste la tariffa minima salariale e spesso viene applicata quella) e i sindacati non hanno personalità giuridica, ha obbligato le unions a cercare strade alternative per far recuperare densità sindacale sui posti di lavoro e strumenti per le contrattazioni. Nasce così la proposta di questo marchio che attraverso un percorso di verifiche, certifica che vi è rappresentanza dei lavoratori all’interno del singolo hotel e che vi si applica un contratto collettivo (siglato e valido per singole unità operative). Quale è il vantaggio per le aziende? Attraverso una politica di sconti ad hoc rivolta agli iscritti ai sindacati nazionali (e non solo!) si assicurano la leadership su un mercato che solo sul suolo nazionale conta 800.000 persone, in più i sindacati scelgono questi hotels per i loro numerosi meetings e congressi.
Fair hotels è un progetto assai interessante, soprattutto per quei Paesi dove i diritti di rappresentanza e consultazione dei lavoratori non sono garantiti dal legislatore o da una prassi consolidata. In Paesi come il nostro potrebbe essere interessante sviluppare altri criteri per creare una certificazione simile, anche se bisognerebbe rendere le verifiche estremamente precise e continue.
La discussione è proseguita con la relazione delle attività svolte dall’Effat e con la presentazione e progetti futuri. Tra questi risalta il progetto SAFE HOST sviluppato dal dipartimento attività internazionali della Filcams per combattere l’orrendo fenomeno dello sfruttamento sessuale minorile nel turismo, attraverso un percorso di iniziative che coinvolgono anche i principali tour operators europei e che potrebbero portare alla stesura di un codice etico per la filiera del turismo, anche quale nuova base di discussione nell’ambito del Dialogo Sociale Europeo.
L’esperienza di questi due giorni è stata assolutamente positiva, il condividere le problematiche dei sindacati nei vari Paesi europei per cercare soluzioni comuni, l’aiuto di validi esperti per studiare e comprendere quale strada le aziende multinazionali del settore stiano percorrendo o, ancora meglio, per percorrere, ci offre strumenti essenziali che dobbiamo fare nostri per poterci organizzare meglio e affrontare così il confronto con le stesse imprese.

A cura di Nicola Poli

Brussels 26 September 2012
EFFAT Management Committee

Sintesi dei principali argomenti trattati e di interesse della Filcams

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti dei sindacati affiliati dei seguenti paesi: Beòlgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Svezia; per l’Italia Ermanno Bonaldo FAI-CISL e Gabriele Guglielmi Filcams CGIL; per la Segreteria di Effat erano presenti: Harald Wiedenhofer (Segretario Generale), Kerstin Howald (Seg, Settore Turismo), Daria Cibrario (Seg. Agro-industria); Simon Cox Responsabile CAE; erano presenti anche Sylvie De Bruycker, Emilia Bianchi (Stagista italiana proveniente da FAI-CISL) e Dominique Mitchell che è la nuova responsabile EFFAT per la comunicazione.
Dominique si sta occupando anche del sito di EFFAT ed ha illustrato il sito sul lavoro precario

http://www.precarious-work.eu/

Eventuali commenti e richieste di pubblicazione vanno inviate a: effat@effat.org
all’attenzione di Dominique Mitchell

Con il coordinamento di Therese Guovelin, Presidente della riunione, I Segretari hanno presentato le relazioni.

KH:
Il negoziato sulla Direttiva Orario di lavoro sta continuando con enormi difficoltà; c’è un attacco concentrico ai diritti; è alto il rischio di una forte regressione dei diritti; vanno continuati e rafforzati i rapporti con i Parlamentari nazionale presenti nel Parlamento Europeo.

DC:
Direttiva Distacco: CES voleva revisione vecchia Direttiva, in vece su sta andando verso un nuova Direttiva che si aggiungerà alla precedente; la precedente Presidenza dell’Unione, Danese, ha accelerato discussione; esistono ancora posizioni lontane in merito all’aspetto sanzionatorio; il Consiglio è in stan-by, ma resta in attesa di una espressione del consensuale del Parlamento che a breve inizierà la discussione degli emendamenti. Sembrano esserci aperture sul principio del Paese ospitante in caso che sia più favorevole al lavoratore. Ci si sta orientando al superamento del contratto individuale informale con la formalizzazione del contratto scritto, ovviamente nella lingua del lavoratore. Esiste una Federazione Europea degli Ispettori del Lavoro, con i quali la CES è in contatto, che si sta attivando in particolare sugli aspetti relativi all’effettiva derogabilità delle sanzioni. Va aumentata la pressione sui Parlamentari Europei.

KH:
Appalti pubblici: come mantenere gli standard sociali così faticosamente ottenuti. Dal Dicembre 2011 sta circolando una proposta, entro luglio sono stati presentati ben 1.500 emendamenti. EFFAT ha espresso posizione comune con UNI ( e anche con ONG) sull’offerta economicamente più vantaggiosa, quindi valutazione dell’intera offerta; come si chiede che vadano escluse in partenza le offerte eccessivamente basse. Si stanno sviluppando positive relazioni anche con le Associazioni Datoriali, a partire da quelle del Catering.
La votazione avverrà nel 2013 e le relazioni con i Parlamentari vanno attivate da subito e continuate.

HW:
Direttiva Lavoratori stagionali; fatti progressi, vanno individuati soggetti a chi gli standard minimi andranno applicati; relatori parlamentari, essendo procedura di co-decisione, sono in contatto con la Commissione; l’approvazione è prevista entro metà 2013. La Commissione ha ritirato sua proposta, contestata da Sindacato e da alcuni Governi, in merito alla limitazione del diritto di sciopero; aspetto questo che è però ancora senza definizione giuridica in numerosi Paesi.

DC
Interessante la discussione sul Codice di Condotta nella catena alimentare; una autoregolamentazione volontaria di linee guida controllate e sorvegliate dall’Unione Europea. Si prevederà una sperimentazione di un paio di anni; nel caso non funzionasse la Commissione sarebbe orientata a dotarsi di un Regolamento (più rapido ed immediatamente applicabile rispetto a una Direttiva). Nella piattaforma B2B sono presenti numerose associazioni datoriali europee fra le quali anche Euro-commerce ed Euro Coop. Sindacato non è coinvolto in prima istanza ma esercita un controllo esterno in diretto rapporto con la Commissione.

Oltre alla discussione sulle tassazioni su prodotti Alimentari che sta in maniera indiscriminata danneggiando vari settori produttivi e della distribuzione; il problema evidenziato è che generalmente il tema viene affrontato dai Governi più che in funzione di tutela della salute quale ulteriore possibilità di nuove entrate.

KH:
Convenzione sul lavoro domestico: i seguenti Paesi hanno ratificato sono: Uruguay, Filippine, Mauritius; serve una maggiore pressione anche in Europa e l’obiettivo è che siano almeno 12 i Paesi che nel 2012 ratificheranno la Cionvenzione. Il 27 e 28 novembre a Torino ci sarà la Conferenza conclusiva del progetto.

HW:
Il 20 settembre c’è stata la prima riunione di EFFAT giovani (per la Filcams c’era Stefania Radici) con l’obiettivo di trovare le forme di sindacalizzazione dei giovani e la proposta strategica che ogni giovani o trova lavoro entro 4 mesi dal diploma o avrà la possibilità partecipare a corsi di formazione aggiuntiva.

Vengono ribaditi gli impegni progettuali nei confronti dell’area MeNA in particolare in Tunisia; abbiamo ribadito l’impegno reciproco, anche della Filcams, chiedendo una cabina di regia sindacale che consenta di sviluppare iniziative coordinate avendo particolare attenzione alla parità di genere anche nei nostri settori.

Tutte i punti in discussione verranno portati al Comitato Esecutivo del 21 2 22 novembre prossimi.

Working group meeting on Youth Work in the EFFAT sectors

Giovedì 20 settembre 2012, in rappresentanza della Filcams, la compagna Stefania Radici, ha partecipato alla riunione su Lavoro Giovanile in Europa nei settori EFFAT, la federazione europea dei sindacati del turismo e agroalimentare.
L’iniziativa scaturisce dalla consapevolezza che il problema della disoccupazione giovanile e della precarietà non è solo nazionale: ha una dimensione europea e globale, è conseguenza di un preciso modello economico e sociale ed è aggravata da una crisi che sta scaricando i suoi costi sulle giovani generazioni. La risposta necessita di uno sforzo congiunto di tutti gli attori nazionali e europei impegnati a sostenere l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e combattere la precarietà di lavoro e di vita.
Il tasso di disoccupazione giovanile in Europa è pari al 22%, con picchi del 50% in Spagna e Grecia. In Italia, come in Portogallo, 1 giovane su 3 è disoccupato. Aumentano i giovani NEET, coloro che non lavorano né studiano e vivono con rassegnazione un presente di inattività. I tassi più bassi di disoccupazione giovanili si registrano in Danimarca, Belgio e Germania.
L’EFFAT intende far sentire la sua vicinanza e il suo sostegno agli affiliati nazionali, promuovere lo scambio di esperienze e buone pratiche in tema di politiche attive per il lavoro, dare risonanza alle campagne sindacali di mobilitazione e agli esempi di contrattazione collettiva a favore dei giovani lavoratori.
L’incontro è stato una sorta di brainstorming in cui giovani sindacalisti da Svezia, Danimarca, Germania, Slovacchia, Italia e Turchia si sono scambiati informazioni sullo stato dell’occupazione giovanile nei loro paesi, sulle politiche dei governi e sulle attività del sindacato.
Durante il pomeriggio i partecipanti hanno scambiato prime idee e proposte per elaborare il piano di lavoro biennale EFFAT in tema di Politiche Giovanili e Lotta alla Precarietà. Tra le idee quella di condividere una piattaforma rivendicativa diretta ai governi nazionali, alla Commissione europea, alle associazioni datoriali e alle aziende multinazionali, lanciare una campagna europea contro la precarietà e costruire un network che favorisca le sinergie tra tutte le associazioni giovanili nazionali e europee.
Il prossimo appuntamento è il workshop organizzato da EFFAT e ETUI dal titolo “Assicurare l’accesso ad un lavoro dignitoso, condizioni inclusive e mobilità sociale per i giovani lavoratori nei settori EFFAT”, che si svolgerà dal 12 al 14 dicembre a Vienna. Focus del workshop sarà la comprensione delle cause e dei meccanismi che stanno alla base degli alti tassi di disoccupazione giovanile in Europa, l’analisi degli ostacoli che impediscono l’accesso al lavoro, l’identificazione di strategie comuni per i sindacati e linee-guida per i componenti dei CAE.