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È stata sottoscritta oggi (6 febbraio 2017) l’Ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale Obi, scaduto dal 2013.

Nonostante la piattaforma per il rinnovo fosse stata presentata alla scadenza del CIA, alcuni aspetti del confronto particolarmente controversi avevano la trattativa in una fase di stallo. Ciò non ha compromesso comunque l’erogazione di un salario variabile, grazie all’individuazione – di anno in anno – di soluzioni condivise.

Partendo dalla piattaforma presentata alla fine del 2013, il confronto serrato che si è tenuto negli ultimi mesi, ha consentito la sottoscrizione di un’Ipotesi di Accordo che riconferma il valore delle relazioni sindacali quale strumento principe per affrontare e risolvere i problemi.

L’equilibrio raggiunto, oltre a riconfermare il solido impianto delle relazioni sindacali già previsto, chiarisce, in senso positivo, alcuni temi già presenti nel precedente Contratto Integrativo, come – ad esempio – il passaggio da full time a part time e viceversa.

Si ripristina il full time a 40 ore che, dal 1995 era ridotto a 39 con l’assorbimento di 52 ore di permesso retribuito totalmente a carico dei lavoratori, diversamente da quanto previsto dal Contratto collettivo nazionale. Stessa regola varrà per i part time ai quali la riduzione veniva applicata in proporzione.

Si riconferma anche il gettone presenza per le domeniche e viene definito un salario variabile suddiviso su tre parametri, di cui uno ad obiettivi quadrimestrali, che dovrebbe consentire una più equa redistribuzione su una platea molto ampia di lavoratori.

“Anche se il negoziato non è stato certamente facile – dice Sabina Bigazzi, di Filcams Cgil nazionale – si sono trovati i giusti equilibri grazie alla ferma e condivisa convinzione che, nonostante il persistere della crisi che investe anche il mondo del bricolage, le relazioni sindacali siano lo strumento principe per dare indistintamente risposte alle esigenze delle imprese e dei lavoratori”.

L’accordo passa ora al vaglio dei lavoratori che entro il 28 febbraio (attraverso assemblee convocate ad hoc) dovranno esprimersi sul merito dell’intesa.