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Il prossimo 9 ottobre si terrà nuovamente al Miur un incontro con la RTI Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo, aggiudicataria dell’ appalto Consip Lotto 5 per i servizi di pulizie e manutenzione della scuole nelle province di Latina e Frosinone, del valore di svariati milioni di euro. “Dopo molte irregolarità denunciate dalle Organizzazione Sindacali a più riprese sui comportamenti della RTI, ora si è giunti ad una situazione insostenibile, con i lavoratori che non ricevono lo stipendio da oltre 2 mesi”. Così le Segreterie Nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti sintetizzano la condizione al limite della soglia di povertà di circa 600 lavoratori, che non ricevono stipendio da oltre 2 mesi, stipendi che variano dai 200 agli 800 euro al mese.

“Su richiesta del Ministero della Istruzione, abbiamo consegnato un dossier, destinato alla Consip, di documentazione dei gravi reiterati comportamenti datoriali in materia di organizzazione del lavoro, applicazione del contratto nazionale di lavoro e sicurezza sul lavoro, che i lavoratori della RTI subiscono sin dal 2014, anno in cui divenne titolare dell’appalto. Dopo che l’azienda si è resa indisponibile ad una recente convocazione del Miur con i Sindacati, il Ministero ha provveduto ad una nuova convocazione per il 9 ottobre. Intanto i lavoratori responsabilmente, nonostante senza stipendio, continuano a prestare la loro opera nelle scuole, ma ciò non potrà protrarsi ancora per molto” continuano le Organizzazioni Sindacali.

“Ciò che Ma.Ca.-Servizi Generali-Smeraldo stanno perpetrando è in chiara violazione della norme del protocollo Consip e precisamente del punto 6 delle norme generali della Convenzione. Come si evince con chiarezza dalla informativa dell’Autorità Garante, il compito dell’Anac non è solo la vigilanza sulle gare per gli appalti pubblici, ma anche quella sul rispetto delle regole e delle normative nella produzione dei servizi appaltati. Chiediamo quindi che anche Anac, oltre a Consip, si prenda carico di questa insopportabile situazione”.

Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti occorre che la Direttiva europea sugli appalti sia meglio interpretata dalle istituzioni italiane, ripristinando, sia dal punto di vista del lavoro che da quello dell’utenza, l’originaria centralità del valore sociale degli appalti, mettendo in campo tutti i necessari controlli perché cessino queste pratiche illegali, oltretutto sviluppate con ingenti quantitativi di denaro pubblico.

“Se non ci saranno interventi immediati e risolutivi per il ripristino dei diritti dei lavoratori e di normali condizioni di lavoro, ci vedremo costretti a attuare forme più incisive di lotta” concludono le organizzazioni sindacali.