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Il Decreto legislativo n. 276 introduce l’obbligo di ricondurre i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, ad uno o più progetti, programmi o fasi di lavoro determinate dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa.

Non rientrano in questi obblighi:
·Le professioni regolate dagli albi o dagli ordini,
·gli amministratori di condominio, società e associazioni sportive dilettantistiche,
·le prestazioni dei pensionati di vecchiaia,
·le prestazioni occasionali.

Cosa distingue il lavoro a progetto dalle prestazioni occasionali?
Le collaborazioni occasionali hanno una durata inferiore a 30 giorni l’anno per singolo committente e ricevono un compenso non inferiore a 5.000 euro l’anno.

La forma del contratto a progetto
Il contratto di lavoro a progetto deve essere stipulato per iscritto all’atto del rapporto di lavoro. Il contratto dovrà contenere:
·la durata (determinabile o determinata) del rapporto di lavoro di lavoro,
·la caratteristica del progetto,
·le forme di coordinamento con il committente, che in ogni caso non possono essere tali da pregiudicarne l’autonomia nell’esecuzione dell’obbligazione lavorativa,
·il corrispettivo (compenso) e i criteri per la sua determinazione, nonché i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese.
·le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto (l. 626 quando la prestazione avviene nel luogo di lavoro del committente).

Il corrispettivo/compenso
Sul corrispettivo/compenso, la legge fa riferimento ai compensi vigenti per il lavoro autonomo.

Pluricommittenze
Salvo diverso accordo tra le parti, il collaboratore a progetto può svolgere la sua attività a favore di più committenze.

Obblighi del lavoratore a progetto/concorrenza
Il lavoratore a progetto non deve svolgere attività in concorrenza con i committenti né, in ogni caso, diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi e all’organizzazione di loro, né compiere, in qualsiasi modo, atti in pregiudizio dell’attività dei committenti medesimi.

Riconoscimenti/invenzioni
Al lavoratore a progetto spetta il riconoscimento delle invenzioni da lui realizzate e la prelazione in caso di loro sfruttamento economico

Quando si sospende il rapporto di lavoro a progetto
Si sospende nei casi di:
·malattia e infortunio senza erogazione di retribuzione. La sospensione non comporta l’allungamento del contratto (salvo diverso accordo individuale tra le parti)
·Maternità per 180 giorni (per tutta la durata della maternità vale l’integrazione INPS d.lgs 151/01). In caso di maternità la durata del rapporto è prorogata per 180 giorni (salvo condizioni più favorevoli del contratto individuale)

Casi di estinzione del rapporto di lavoro
La collaborazione a progetto si estingue:
·al compimento del progetto
·qualora la sospensione per malattia, infortunio o altro, si protrae per un periodo superiore ad un sesto della durata stabilita nel contratto (quando la stessa sia determinata), ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di natura determinabile,
·le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa, ovvero secondo le diverse causali o modalità. Incluso il preavviso, stabilite dalle parti nel contratto di lavoro individuale

Sicurezza sul lavoro
Qualora la prestazione lavorativa avvenga all’interno dell’azienda, si applicano le norme previste dal D.lgs n. 626/94)

Quali le sanzioni a carico delle imprese
In caso di mancanza di uno specifico progetto, il rapporto di collaborazione si converte in rapporto subordinato a tempo determinato.

Certificazioni
Il lavoro a progetto è tra quelli che possono essere certificati. La legge prevede che, sempre in sede di certificazione, le parti possono “concordare” rinunzie o transizioni tra le parti di cui al titolo V della presente legge.

Divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa atipici e conversione del contratto
I rapporti di collaborazione instaurati senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto. Qualora un Giudice accerti che sia un lavoro subordinato, esso si trasforma in rapporto dipendente corrispondente alla tipologia negoziale. Il controllo da parte del Giudice è limitato all’accertamento del progetto, programma di lavoro o fase di esso, e non può sindacare nel merito di valutazioni o scelte tecniche, organizzative, produttive che spettano al committente.

Norme transitorie e finali
Le collaborazioni coordinate e continuative, stipulate ai sensi della disciplina vigente, che non possono essere ricondotte a un progetto o ad una fase di esso, mantengono l’efficacia fino alla loro scadenza e, in ogni caso, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento.
Termini diversi, anche superiori all’anno, possono essere stabiliti in sede di accordi aziendali con le istanze dei sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale.