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Dipartimento Salute, Sicurezza e Ambiente

Oggetto: Decreto legislativo 21/04/2011 n.67 sui Lavori Usuranti

Care compagne, cari compagni,

l’11 maggio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, che prevede il diritto al pensionamento con tre anni di anticipo, rispetto agli altri lavoratori dipendenti, per i lavoratori impegnati in lavori usuranti.

Sono considerati ”usuranti” i lavori in gallerie, cave e miniere, in cassoni ad aria compressa, in spazi sottomarini, quelli eseguiti ad alte temperature, in spazi ristretti, per asportazione dell’amianto, nonche’ alcuni lavori notturni, quelli delle cosiddette ‘linee catena’, le attivita’ di conduzione di determinati veicoli di trasporto collettivo.

In Italia si stima che siano circa 800.000 i lavoratori impegnati in settori usuranti: per quello che riguarda la Filcams è senza dubbio il settore della Vigilanza Privata che potrà essere il più interessato dal Decreto (si considera lavoratore notturno colui che ha effettuato almeno 64 notti di lavoro, anche se esistono vari “scaglioni” nello schema di Decreto, cui vi rimandiamo per approfondire gli aspetti tecnici ).

Da un punto di vista politico dobbiamo rilevare finalmente, dopo oltre trent’anni di lotte, il recepimento per via legislativa di un concetto per noi molto importante: i lavori NON SONO TUTTI UGUALI.
Rimangono però le criticità relative al tetto di compatibilità economica (o clausola di salvaguardia) che sottopone il godimento di un diritto al rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal Governo.
Questo significa che l’inevitabile scostamento tra il numero delle domande effettive e la copertura finanziaria potrebbe produrre l’ennesima lotteria che trasforma un diritto che dovrebbe essere di tutti in un privilegio di pochi.
E’ necessario poi prevedere una sorta di “sterilizzazione” dei periodi di cassa integrazione o altro ammortizzatore sociale, e cercare di superare il vincolo che lega il diritto al beneficio allo svolgimento del lavoro usurante nell’anno di maturazione del requisito.

In questo caso, la CGIL unitariamente con CISL e UIL sta portando avanti l’iniziativa per conquistare i miglioramenti procedurali che permetterebbero di superare le criticità ancora presenti, ma è importante che ogni struttura si impegni nella gestione di questo decreto, poiché saranno i lavoratori a dover dimostrare l’esistenza dei requisiti soggettivi per il godimento del beneficio e per quanto riguarda coloro che matureranno il requisito nel corso del 2011, il termine per presentare la domanda scade il 30 settembre prossimo.

A tal fine vi alleghiamo la nota tecnico-informativa predisposta da CGIL e INCA con preghiera di diffusione, attraverso il ruolo attivo delle delegate e dei delegati, in ogni posto di lavoro.

Un caro saluto.

Sabina Bigazzi Giuliana Mesina

Resp. Settore Vigilanza Privata Dip. Salute Sicurezza e Ambiente

Filcams Nazionale Filcams Nazionale

Allegati:
a. Decreto Legislativo n.67 del 21/04/2011
b. Nota informativa CGIL-INCA

Dipartimento Salute, Sicurezza e Ambiente

Roma, 21 febbraio 2011

Alleghiamo la circolare in oggetto, firmata l’11 febbraio scorso dal Ministro Sacconi, in materia di appalti e subappalti.

La circolare offre una panoramica complessiva sul tema degli appalti, concentrando l’analisi su alcune tematiche relative all’applicazione della normativa vigente in tema di sicurezza sul lavoro , anche al fine di chiarire eventuali dubbi interpretativi.

Nello specifico, si richiama il regime di responsabilità solidale, oltre che per i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali, anche relazione ai danni da infortunio sul lavoro non indennizzabili da INAIL.

Si rafforza poi la possibilità di beneficiare della tutela posta dal regime della responsabilità solidale, chiarendo che essa opera a favore di tutti i lavoratori impiegati in un determinato appalto, indipendentemente dalle tipologie contrattuali (ad es. per eventuali contratti a progetto, associati in partecipazione ecc.), e anche per i lavoratori in nero.

La circolare poi approfondisce la questione del DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali), indicandolo come strumento principale di cooperazione fra committenti e appaltatori, e sotolineandone le finalità di prevenzione globale e di riduzione dei rischi.

La logica che viene richiamata è quella del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) previsto per i cantieri temporanei e mobili dal Titolo IV , art.100 del D.Lgs.81/2008: estendere a tutti i settori di attività il livello di coordinamento, monitoraggio, studio preventivo e progettazione del PSC è senz’altro uno degli elementi più qualificanti della circolare.

Viene poi ricordato il diritto di accesso dei RLS e delle OO.SS. ai dati relativi ai costi per la sicurezza (che non possono essere oggetto di ribasso nel contratto di appalto) e la possibilità per i RLS di richiedere copia del DUVRI per l’espletamento delle proprie funzioni.

Nel complesso, si tratta di uno strumento importante per dare forza alle nostre rivendicazioni, soprattutto in situazioni di debolezza come quelle che vivono le nostre lavoratrici e i nostri lavoratori in appalto.

p. Filcams Nazionale

Dipartimento Salute Sicurezza e Ambiente

Giuliana Mesina

All. 1

Circolare n 5/2011 Quadro giuridico degli appalti