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Roma, 2 febbraio 2015

Oggetto:importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità,indennità di disoccupazione, Aspi , Mini Aspi e assegno per attività socialmente utili relativi all’anno 2015.

    L’INPS con la circolare n. 19 del 30 gennaio , ha comunicato gli aggiornamenti relativi agli importi mensili massimi delle indennità, (ed alla retribuzione mensile comprensiva dei ratei delle mensilità aggiuntive utile ai fini dell’individuazione del massimale) da corrispondere ai titolari dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità, indennità di disoccupazione Aspi e Mini-aspi. Vi ricordiamo che, a partire dal 2008, i trattamenti suddetti sono determinati nella misura del 100% (in precedenza era l’80%) dell’aumento derivante dalla variazione media annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, con decorrenza 1 gennaio 2015 sono stabiliti nelle seguenti misure:

    Cassa integrazione guadagni

    gli importi sono indicati al lordo ed al netto della trattenuta previdenziale del 5,84%

      retribuzione
      Importo lordo
      Importo netto
      Inferiore o uguale a 2.102,24
      Euro 971,71
      914,96
      Superiore a 2.102,24
      Euro 1167,91
      1099,70

    Indennità’ di mobilità

    Gli importi massimi mensili da applicare all’inizio della mobilità per i primi 12 mesi, per i licenziamenti intervenuti dall’ 1.1.2015, sono gli stessi della cassa integrazione (riportati sopra).Vi ricordiamo che il massimale assunto a riferimento per la corresponsione dell’indennità di mobilità per gli anni successivi è quello in vigore al momento del licenziamento e non è quindi soggetto a rivalutazioni, come invece avviene per la CIGS.

    Indennità di disoccupazione Aspi, e Mini-Aspi
    La retribuzione da prendere a riferimento per l’anno 2015 per il calcolo dell’indennità di disoccupazione Aspi e Mini-aspi è quella imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divise per il totale delle settimane e moltiplicata per 4,33.

    L’indennità mensile è rapportata alla retribuzione media mensile

        Ø75% retribuzione pari o inferiore a € 1195,37
        Øper retribuzioni superiori incremento del 25% tra il differenziale della retribuzione e € 1195,37
        Øin ogni caso non può essere superiore a € 1.167,91
        Øl’indennità non è soggetta a prelievo contributivo 5,84%

    Assegno per attività socialmente utili (ASU EX LSU)
    L’importo mensile dell’assegno spettante ai lavoratori che svolgono attività socialmente utili per l’anno 2015 è pari a € 580,14 l’indennità non è soggetta a prelievo contributivo 5,84%.
    Per le prestazioni riconosciute ai lavoratori inoccupati impegnati nei lavori di pubblica utilità, non operano né la rivalutazione annuale né l’aumento ai sensi dell’art. 45 della legge n. 144/99 . p/la

    FILCAMS-CGIL NAZIONALE
    L. Mastrocola

    Inps – circolare n.19 del 30/01/2015

    Come si calcola l’importo di Cassa Integrazione Guadagni (ordinaria, straordinaria o in deroga), quali sono gli elementi della retribuzione da considerare, come si calcolano i ratei di tredicesima e di quattordicesima.
    Riportiamo di seguito una breve nota e gli esempi in base alle ore lavorabili nel mese che a seconda delle giornate lavorative possono essere di 160, 168, 176 o di 184 hh.
    1. Oltre alla retribuzione base devono essere considerate le voci fisse, compresi i superminimi e le indennità (turno, trasferta, mensa, cassa, ecc.).
    2. La retribuzione di riferimento deve essere adeguata nel tempo per considerare gli aumenti della retribuzione, degli scatti di anzianità successivi all’inizio della cassa.
    L’importo della retribuzione va diviso per le ore lavorabili ricadenti in ogni singolo mese e il risultato va moltiplicato per le ore perse nel mese (cir. n. 50 GS/12 del 21/1/82)nell’esempio che viene fatto appresso è stato preso in considerazione il mese di febbraio gg. 20 x 8 = 160 h.
    Deve poi considerare i ratei di tredicesima e di 14^ maturati nel periodo di CIG, CIGS o deroga.
    3. I ratei delle mensilità aggiuntive sono a carico dell’INPS per le ore di sospensione del lavoro (all’80%) e del datore di lavoro per le ore lavorate (al 100%).
    4. Per calcolare la QUOTA ORARIA dell’integrazione INPS della mensilità aggiuntiva si divide l’importo della 13^ e/o della 14^ per 2000 (ore lavorabili nell’anno) per l’anno intero (2000/12 in caso di periodi inferiori all’anno).
    5. Se l’80% della retribuzione ordinaria supera il massimale ORARIO di integrazione deve essere corrisposto il massimale orario per ogni ora di intervento di CIG/CIGS o deroga, ma non vi è l’integrazione salariale per le mensilità aggiuntive.
    6. Se invece non viene superato il massimale al lavoratore spetta un’indennità pari all’80% della retribuzione ordinaria e può rimanere una differenza per le mensilità aggiuntive. In questo caso il datore di lavoro annota la quota a carico dell’INPS e la chiederà a rimborso all’INPS in occasione del pagamento della 13^ o della 14^.

    MASSIMALI ANNO 2014:
    per retribuzioni mensili fino a € 2098,04
    Indennità mensile lorda € 969,77
    Indennità mensile netto contribuzione € 913,14
    per retribuzioni mensili superiori a € 2098,04
    Indennità mensile lorda € 1165,58
    Indennità mesile netto contribuzione € 1097,51

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    LA FASE DI COSULTAZIONE SINDACALE

    Si svolge con le seguenti modalità (art. 5 L. 164/75 e art, 1 c. 7 L. 223/91):

    L’azienda che intende richiedere l’intervento della CIGS (direttamente o tramite l’associazione datoriale cui conferisce mandato), deve darne tempestiva comunicazione alle RSU/RSA, in mancanza di queste, alle OO.SS. di categoria dei lavoratori comparativamente più rappresentative dei lavoratori, territoriali o nazionali se si tratta di aziende localizzate su più regioni.
    La comunicazione deve contenere:

      -l’indicazione delle cause che determinano la richiesta della CIGS,
      -l’entità e la durata prevedibile della stessa,
      -il numero dei lavoratori coinvolti,
      -i criteri di individuazione degli stessi,
      -le modalità previste per la rotazione* dei lavoratori coinvolti e occupati nelle unità produttive interessate dalla CIGS o le ragioni tecnico – organizzative che non consentano di applicare la rotazione.

    Entro 3 giorni dalla comunicazione, l’azienda o l’associazione a cui ha conferito mandato, presenta la domanda di esame congiunto della situazione aziendale (L.223/91 art. 1 c.7, D.P.R. 218/2000 art.2). la richiesta di esame congiunto è presentata: all’ufficio regionale competente per materia e territorio, qualora l’intervento riguardi unità produttive/filiali ubicate in una sola regione; al Ministero del Lavoro, qualora l’intervento riguardi unità produttive/filiali ubicate in più regioni. In tal caso, l’ufficio richiede comunque il parere delle regioni interessate (le regioni devono esprimere parere entro 20 gg. Dalla conclusione della procedura di consultazione attivata dalla richiesta di esame congiunto – D.L. 158/01 art. 2 c.6).
    Costituisce oggetto dell’esame congiunto:

      -il programma che l’azienda intende attuare,
      -l’indicazione della durata e il numero dei lavoratori coinvolti dalla sospensione,
      -le misure previste per la gestione di eventuali eccedenze di personale,
      -i criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere,
      -le modalità della rotazione* tra i lavoratori occupati nelle unità produttive interessate dalla sospensione o le ragioni tecnico – organizzative della mancata adozione di meccanismi di rotazione.

    * Qualora l’azienda, ritenga di non adottare il criterio della rotazione, Il Ministero può intervenire per:
    - promuovere l’accordo tra le parti sulla materia,
    - stabilire con proprio decreto (qualora l’accordo non sia stato raggiunto entro 3 mesi dalla data del decreto di approvazione della CIGS) l’adozione di meccanismi di rotazione, sulla base delle specifiche proposte formulate dalle parti.
    Qualora l’azienda non rispetti tale decreto, è tenuta, per ogni lavoratori in cigs, a corrispondere, in misura doppia, il contributo addizionale. Il medesimo contributo, con effetto dal 1° giorno del 25° mese successivo all’atto di concessione del trattamento di cigs, è maggiorato di una somma pari al 150% del suo ammontare (l. 223/91 art. 1 c. 8).

    L’intera procedura di consultazione, attivata dalla richiesta di esame congiunto, deve terminare entro i 25 gg. successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta medesima, ridotti a 10 per le aziende fino a 50 dipendenti (circ. Min. Lav. N. 64/2000).

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