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    giovedì 20 dicembre 2007

      Pagina 13 – Economia & Lavoro

      Accordo fatto per mezzo milione
      di lavoratori delle pulizie

        Avrà durata quadriennale. Aumento medio di 115 euro al mese. Damiano: sia preludio ad altre intese

          È stato firmato – dopo 32 mesi – al ministero del Lavoro il contratto nazionale dei 500mila lavoratori delle pulizie. L’intesa, raggiunta dalle organizzazioni datoriali con le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uil interessa circa 500mila lavoratori e prevede – a regime aumenti retributivi medi di 95 euro mensili più 20 euro come elemento distinto della retribuzione. Gli aumenti verranno erogati a partire dal prossimo gennaio. Non è prevista alcuna una tantum per il periodo di vacanza contrattuale.

          «Si è conclusa una lunga ed estenuante trattativa, si è data una giusta risposta sul piano economico a più di 500 mila persone impiegate nel settore – afferma il sindacato -. Si è potuto riaffermare il tema delle regole, della tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, con l’obiettivo di contrastare i fenomeni di lavoro nero e procedure di appalto al di sotto dei costi di gestione previsti dal contratto».

          Soddisfatto anche il fronte datoriale, che ha apprezzato «i precisi impegni assunti dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, su questioni di fondamentale importanza per il corretto sviluppo del settore».

          Il contratto – che decorrerà dal primo gennaio – avrà validità quadriennale.

          Soddisfazione per la conclusione della vertenza anche al ministero del Lavoro, che – attraverso la mediazione del sottosegretario Rosa Rinaldi e gli impegni assunti dallo stesso ministro – ha operato nelle scorse settimane per fare uscire il confronto da una lunghissima empasse.

          «Spero che il rinnovo del contratto dei lavoratori del settore delle pulizie possa preludere alla conclusione di altri contratti – ha affermato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, parlando in Transatlantico dopo il question-time -. Di questo risultato sono particolarmente soddisfatto. Il governo ha consentito di giungere ad una conclusione con il contributo delle parti sociali, per un settore che non sempre trova l’attenzione dovuta per mancanza di forza di impatto e di visibilità, nonostante rappresenti una attività indispensabile». Anche per questo – ha proseguito il ministro – «il risultato è doppiamente importante, perchè ci consente di mettere al centro l’importanza del lavoro e del lavoro manuale, che il più delle volte è tralasciata».