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il 21 dicembre scorso sono stati siglati gli accordi Stato-Regioni in materia di formazione per la sicurezza di lavoratori e datori di lavoro.
E’ importante innanzitutto precisare che l’applicazione dei contenuti presenti nell’accordo ha natura facoltativa, sebbene costituisca corretta applicazione dell’art.37 comma 7 D.Lgs 81/2008.
Questo significa che il datore di lavoro che realizzi una formazione di durata differente dovrà dimostrarne comunque l’adeguatezza e la specificità.
Per tale motivo, è importante sollecitare le aziende al rispetto degli accordi, monitorandone costantemente l’applicazione.
Da notare che gli accordi si riferiscono agli obblighi in tema di formazione ( e non informazione e addestramento, per i quali rimane valido quando stabilito rispettivamente dall’art.36 e dai Titoli del Decreto 81 relativi all’utilizzo di attrezzature).
E’ previsto per tutti i lavoratori un percorso formativo articolato in due momenti: una formazione generale di base, obbligatoria e uguale per tutti, e una successiva formazione specifica.
La formazione specifica a sua volta è articolata in corsi con ore definite in base alla classe di rischio (alto, medio, basso) in cui è catalogata l’attività prestata.
Il preposto dovrà svolgere, in aggiunta, anche la formazione particolare aggiuntiva relativa al ruolo ricoperto (antincendio, primo soccorso, ecc.).
Prevista poi anche una formazione specifica per i Dirigenti, strutturata in quattro moduli (giuridico-normativo, gestione e organizzazione, individuazione e valutazione rischi, comunicazione formazione e consultazione).
Un altro aspetto dell’accordo, che potrebbe sollevare criticità, è il riconoscimento della formazione a distanza (o e-learning) per i percorsi formativi generali dei lavoratori, dei dirigenti, per i corsi di aggiornamento periodici e per la formazione dei preposti.
Gli accordi prevedono la validità dell’e-learning a condizione che vengano adottate modalità tecniche in grado di tracciare le attività dell’allievo all’interno della piattaforma multimediale. Sono poi necessarie prove di autovalutazione in itinere ed è prevista la nomina di un tutor esperto come supporto all’attività di formazione.
Anche in questo caso rimangono le nostre perplessità, trattandosi di una formazione orientata alla prevenzione e alle conoscenza dei fattori di rischio, conoscenza che potrebbe essere penalizzata dalle modalità di erogazione a distanza.
L’accordo sui datori di lavoro, pur da valutare con cautela, offre però finalmente una base comune di conoscenze da possedere per poter esercitare il ruolo di RSPP, anche nel caso sia ricoperto dallo stesso datore di lavoro e non da un professionista esterno.
Come prevedibile, le aziende argomenteranno con le difficoltà economiche la necessità di non dare piena applicazione degli accordi: è evidente che non possiamo seguire questo pensiero, neanche da un punto di vista economico, potendo facilmente dimostrare il risparmio in termini di prevenzione e di calo degli indici infortunistici.
Rimane ancora pendente la questione della qualificazione della figura del formatore ed i soggetti formatori, demandata alla Commissione Consultiva Permanente, che dovrà elaborarne i criteri.
Per ora gli accordi prevedono quale requisito di base un’esperienza almeno triennale dei docenti e indicano una serie di soggetti formatori, fra i quali anche gli Organismi paritetici e gli Enti Bilaterali.
Questi debbono essere coinvolti preventivamente nella progettazione formativa, anche qualora non siano incaricati di realizzare i corsi.
Per inciso segnaliamo che fra i soggetti formatori sono previsti anche i Fondi Interprofessionali: vale in questo caso quanto già più volte comunicato in altre sedi e in altri contesti, e cioè l’invito ad agire con consapevolezza il ruolo negoziale in sede di stipula degli accordi sindacali a corredo dei progetti formativi.
E’ pertanto fondamentale, dopo aver realizzato la mappatura degli Enti Bilaterali in occasione del recente seminario sulla contrattazione della Filcams Nazionale, procedere anche a un’analisi della situazione degli Organismi Paritetici .
Siamo quindi a chiedere alle strutture di comunicarci in tempi brevi i seguenti dati:

    se è stato costituito un O.P. nel proprio territorio e di che tipo (provinciale/regionale)
    se negli organismi vi sono membri in quota Filcams e con quale ruolo

Avere una fotografia della situazione a livello nazionale è essenziale per evitare pericolose derive verso enti non paritetici e per riaffermare il ruolo centrale delle rappresentanze dei lavoratori nella costruzione della prevenzione.
Vi alleghiamo, oltre ai testi dei due accordi, lo schema riassuntivo degli accordi predisposto da AIFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro), per l’estrema chiarezza con cui indica i contenuti essenziali degli accordi.

p. la Filcams Nazionale
Giuliana Mesina

PROTOCOLLO D’INTESA
TRA
L’AGENZIA NAZIONALE PER LA PROTEZIONE
DELL’AMBIENTE E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI
CGIL, CISL, UIL

L’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (di seguito denominata ANPA) con sede e domicilio fiscale in Roma, Via Vitaliano Brancati 48, C.F. e P.I. 04658061009, legalmente rappresentata dal Presidente Prof. Walter Ganapini

e

le Organizzazioni Sindacali: Confederazione Generale Italiana del Lavoro, con sede in Roma, Corso d’Italia, 25, rappresentata da Giuseppe Casadio, Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, con sede in Roma, Via Po, 2 1, rappresentata da Giovanni Guerisoli, Unione Italiana del Lavoro, con sede in Roma, Via Lucullo, 6, rappresentata da Guglielmo Loy

PREMESSO

·che l’ANPA è un ente pubblico chiamato ad espletare attività nel campo della protezione dell’ambiente;
·che, in questo ambito, essa è chiamata, in particolare, a svolgere le attività tecnico-scientifiche di interesse nazionale;
·che ai sensi dell’art. 01 comma 3 della legge istitutiva del 21 gennaio 1994 n. 6-1/94, l’ANPA è tenuta a prevedere forme di consultazione delle associazioni imprenditoriali di categoria e delle organizzazioni sindacali nelle materie di cui al comma 1 del medesimo articolo;
·che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL hanno da tempo sviluppato proprie attività, elaborazioni e iniziative volte a conseguire un più elevato grado di sicurezza del lavoro e dei lavoratori individuando nelle questioni della qualità dell’ambiente e delle produzioni uno degli aspetti centrali per il perseguimento di tali obiettivi;

CONSIDERATO

·che la vastità e la complessità delle problematiche ambientali richiedono sempre più un approccio integrato, di consultazione, concertazione e collaborazione tra pubbliche istituzioni e organizzazioni espressione della società civile;
·che le istituzioni e le strutture tecnico-scientifiche preposte alla salvaguardia ambientale, e tra queste l’Agenzia Nazionale e le Agenzie Regionali e delle Province Autonome, sono chiamate a rafforzare il ruolo promozionale della cultura di prevenzione e valorizzazione della qualità ambientale dello sviluppo;
·che pur in ruoli distinti, il sistema delle Agenzie ANPA-ARPA-APPA e le Organizzazioni Sindacali sono interessate a promuovere, sulle materie ambientali, confronti e informazioni che stimolino il superamento di letture parziali o strumentali, consentendo un confronto plurale;
·che l’ANPA e le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UILsono interessate a sviluppare i più ampi terreni di collaborazione nell’ambito e nei limiti delle rispettive funzioni e delle competenze presenti, al fine di promuovere la scelta strategica dello sviluppo sostenibile assunta dall’Italia nelle sedi internazionali, quale elemento di riconoscimento dei diritti delle generazioni future e di rafforzamento della coesione sociale;

SI CONVIENE E SI STABILISCE QUANTO SEGUE
ART. 1

Le premesse fanno parte integrante e sostanziale del presente accordo.

ART. 2

L’ANPA e le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL, firmatarie del presente Accordo Quadro, nell’ambito dei compiti e delle funzioni attribuite loro dalle leggi, riconoscono la necessità di attivare tutte le sinergie disponibili al fine di perseguire gli obiettivi prioritari di seguito specificati e concordano di realizzare un sistema di relazioni strutturato e organizzato in raccordo ai programmi di avanzamento della attività istituzionali dell’Agenzia che si impegna a promuovere accordi e specifiche intese anche a livello regionale con le Agenzie Regionali.

ART. 3

Le parti convengono che costituiscono obiettivi prioritari comuni del presente Accordo:
· la diffusione e lo scambio di informazioni e dati riferiti alla situazione ambientale del paese e di singoli territori con particolare attenzione per le aree a rischio di crisi ambientale e quelle interessate da patti o accordi territoriali;
· il confronto sui programmi di miglioramento della qualità ambientale dello sviluppo, con particolare riferimento all’attuazione degli interventi previsti dai Programmi Comunitari, alla sicurezza ambientale e professionale nei luoghi di lavoro, alla riconversione di impianti o cicli produttivi particolarmente impattanti e sulla situazione ambientale delle aree soggette a bonifica;
· le azioni di promozione culturale, di formazione ambientale e divulgazione della conoscenza tecnico-scientifica in campo ambientale, soprattutto tra i rappresentanti dei lavoratori.

ART. 4

Gli argomenti di cui al precedente articolo 3 costituiscono indirizzo generale e nel loro ambito saranno individuate le attività di maggiore interesse delle parti e di condivisa priorità che potranno essere oggetto di specifici atti coi quali saranno definiti:
· il programma annuale degli incontri, le modalità di preparazione e i contenuti tematici specifici;
· i contenuti di sessioni annuali di confronto cui parteciperanno rappresentanti delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell’Ambiente, nonché delle sessioni di aggiornamento o di verifica semestrali degli argomenti strutturate a livello nazionale o regionale;
· scopi e finalità delle iniziative e l’eventuale periodicità degli incontri di approfondimento e di preparazione delle attività;
·i soggetti di volta in volta coinvolti e le ulteriori collaborazioni con altri soggetti terzi;
· le eventuali risorse necessarie allo svolgimento delle attività e in tal caso le forme di finanziamento delle stesse, il riparto degli impegni tra le parti ivi compreso l’eventuale impiego d risorse professionali dell’Agenzia;
Per il primo anno il Programma si incontrerà in via prioritaria sulle problematiche indicate nell’allegato I.

ART. 5

Al fine di dare attuazione a quanto concordato con il presente Protocollo d’Intesa viene costituito un Comitato permanente d consultazione e di monitoraggio sulle attività formato da due membri dell’ANPA, uno per le ARPA e APPA e uno per ciascuna delle Organizzazioni Sindacali firmatarie; uno dei due rappresentanti di ANPA sovrintende al funzionamento organizzativo del comitato.

ART. 6

Alla scadenza di ogni anno, il Comitato predispone una relazione sullo stato di attuazione del presente Protocollo d’Intesa che sarà inviata a ciascuno dei firmatari.

ART. 7

Il presente Accordo Quadro entra in vigore alla data della sottoscrizione, ha durata triennale e, alla scadenza, le parti potranno concordare l’eventuale proroga.
ANPA OO.SS.
Il Presidente CGIL
Prof. Walter Ganapini Giuseppe Casadio

CISL
Giovanni Guerisoli

UIL
Gglielmo Loy

Roma, 25 gennaio 2001

ALLEGATO1
PROGRAMMA DI ATTIVITA’2001

Nell’ambito del Protocollo d’intesa che ne regola i rapporti di consultazione e collaborazione, ANPA e le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL individuano come prime linee di attività e di intervento progettuale i seguenti temi:
1.Aree a rischio di incidente rilevante e a forte concentrazione di stabilimenti industriali, in applicazione della recente normativa comunitaria e nazionale.
2.Aree ad elevato rischio idrogeologico e siti da bonificare di interesse nazionale e attuazione delle disposizioni contenute nella legge n.267/98.
3.Problematiche connesse alla gestione dei rifiuti pericolosi e dei rifiuti industriali.
4.Attività promozionali connesse allo sviluppo e diffusione delle pratiche volontarie di certificazione ambientale dei cicli produttivi e dei prodotti.
5.Attività relative alla mobilità urbana sostenibile.