“Svuotato” il magazzino di Giacomelli

19/03/2003

        martedì 18 marzo 2003

        I 12 dipendenti temevano di aver subito un furto, invece dal week end rischiano di perdere il posto

        “Svuotato” il magazzino di Giacomelli

        CESENA – Ieri mattina, come sempre, si sono recati in magazzino per iniziare una nuova settimana di lavoro. Ma lo shock, arrivati sul posto, è stato fortissimo: non c’era più traccia della merce che trattavano quotidianamente. I ladri, però, questa volta non c’entrano nulla. La spiegazione è molto più semplice, ma ancora più amara: di punto in bianco, senza informare i suoi dipendenti, il datore di lavoro aveva deciso di chiudere l’attività. Il “blitz” è stato compiuto durante il week end, quando i facchini incaricati hanno “ripulito” il fabbricato di Giacomelli Sport, in via Cavalcavia, destinato al commercio on line. Ma la dozzina di lavoratori, rimasti naturalmente di stucco, non l’hanno mandata giù. Immediatamente hanno allertato i sindacati. Ed ora la Filcams Cgil promette battaglia e non esclude azioni legali contro l’azienda, accusata di avere tenuto un “comportamento inaccettabile sia dal punto di vista etico che da quello giuridico”.
        A parlare è Paolo Montalti, che annuncia che in questa vertenza la Camera del Lavoro avrà al suo fianco anche le altre organizzazioni sindacali: Uiltucs e Fisascat. “Tra un paio di giorni ci sarà un incontro con i responsabili della Giacomelli – spiega l’esponente della Filcams – Se non ci verranno date risposte chiare, siamo pronti a percorrere le vie legali, perché è inammissibile che un’azienda internazionale, che tra l’altro ha anche tavoli di confronto aperti stabilmente con il sindacato a livello nazionale, prenda certe decisioni senza comunicarlo preventivamente ai lavoratori”. Il rappresentante della Cgil fa poi un passo indietro. “Già da qualche settimana – racconta – i lavoratori del magazzino di via Cavalcavia erano preoccupati perché circolavano voci di un non rinnovo del contratto d’affitto del fabbricato. Perciò ci avevano chiesto rassicurazioni ed immediatamente, con una raccomandata inviata il 21 gennaio, avevamo chiesto un incontro con i vertici della Giacomelli. Ma non è arrivata alcuna risposta, fino alla sconcertante sorpresa di ieri.
        La faccenda non sembra promettere nulla di buono e la dozzina di dipendenti che operano nel magazzino sono angosciati. Potrebbe però esserci uno spiraglio. Dalle prime spiegazioni date dai resposnabili dell’azienda ai sindacalisti sembra che non si chiuderà il magazzino. Lo si vorrebbe semplicemente convertire da centro impegnato sul fronte dell’e-coomerce a struttura per lo smistamento della merce resa. Resta il fatto che, finora, non c’è stata chiarezza e c’è odore di una battaglia sindacale che si preannuncia aspra.