Svimez: sul lavoro deroghe al Sud

15/07/2004


        sezione: IN PRIMO PIANO
        data: 2004-07-15 – pag: 4
        autore: B.F.
        L’analisi del Rapporto 2004: crescita bloccata, calo degli incentivi, meno infrastrutture
        Svimez: sul lavoro deroghe al Sud
        ROMA • Crescita bloccata, occupazione in calo, investimenti in infrastrutture in discesa: il Sud «in assenza di un deciso cambio di marcia non sembra essere in grado di rispondere alle sfide di una geografia economica profondamente mutata, all’acuirsi della competizione sui mercati internazionali e prevedibilmente su quello nazionale, ed agli effetti dell’allargamento ad Est della Ue».
        È questo il monito che giunge dal Rapporto 2004 della Svimez sull’economia del Mezzogiorno che verrà presentato questa mattina nella sede dell’Abi. Ma bisogna fare presto. Incentivi, infrastrutture, politiche del lavoro: sono ancora questi i capisaldi da cui partire per il rilancio del Sud.
        «Nel 2003 — si legge nel Rapporto — l’attività di impegno delle misure di incentivazione per l’industria delle aree depresse del Paese ha segnato, nel complesso, un rallentamento».
        La riduzione ha riguardato tanto la legge 488 che i crediti d’imposta per gli investimenti.
        Anche sul fronte occupazionale i risultati sono stati negativi. Dopo un triennio di crescita superiore al 2% «la dinamica dell’occupazione nel 2003 si è sostanzialmente bloccata (0,2%), mentre nel Centro-Nord si è mantenuta sui livelli dello scorso anno (1,4% nel 2003 e 1,2% nel 2002».
        Ma dalle politiche del lavoro può arrivare un contributo decisivo al rilancio dello sviluppo.
        Nel Mezzogiorno — propone la Svimez — occorre «adottare "deroghe contrattuali" gestite dalle parti sociali interessate, a sostegno dei progetti di investimento che favoriscano lo sviluppo dei sistemi locali». Un’ipotesi ben diversa — aggiunge l’Istitituto — dalla reintroduzione di un meccanismo rigido e basato su parametri fissi predeterminati, quale fu quello delle gabbie salariali».
        Un nuovo sistema di relazioni industriali — spiega il Rapporto — «più funzionale agli obiettivi di crescita economica dovrebbe passare dal benchmark dell’inflazione programmata a quello della produttività attesa». Quanto alle infrastrutture, il documento segnala che nel periodo 2001-2003 gli investimenti in infrastrutture sul territorio nazionale hanno registrato «un andamento assai contenuto», che dal 2001 è ormai stabile sul 2,2% in rapporto al Pil.
        Ma disaggregando territorialmente il dato si scopre, paradossalmente, che gli investimenti (sempre in rapporto al Pil) al Sud risultano in costante riduzione (dal 3,8 del ’95 al 2,5% del 2003) mentre al Nord la dinamica è costantemente (anche se moderatamente) positiva (dall’1,6 al 2,1%).
        In generale, nel 2003 il Pil del Mezzogiorno è aumentato ad un tasso dello 0,3%, un valore di poco inferiore a quello del Centro-Nord (+0,2%) e decisamente inferiore al dato 2002 (1,1% contro lo 0,1% al Centro-Nord).
        La spesa pubblica sia corrente che in conto capitale destinata al Sud risulta «ridotta» nel 2002 «con un aumento delle differenze rispetto al CentroNord». In particolare dal Rapporto emerge che «la spesa in conto capitale pro-capite al Sud risulterebbe inferiore del 26,6% rispetto al Centro-Nord».
        Mentre la spesa complessiva — sempre con riferimento al Mezzogiorno — «risulta pari al 44,2% del totale, contro il 50% degli anni precedenti».
        Questi dati, secondo la Svimez, evidenziano «l’esigenza di una maggiore attenzione nella destinazione territoriale della spesa dello Stato al fine di raggiungere una distribuzione più adeguata all’obiettivo di ridurre gli squilibri interni al Paese».

        La «ricetta» per il rilancio del Mezzogiorno
        - Calo dell’occupazione. Crescita bloccata e risultati negativi sul fronte lavoro. Dopo tre anni di crescita superiore al 2%, la dinamica dell’occupazione nel 2003 si è fermata allo 0,2%, mentre nel Centro-Nord si è mantenuta sui livelli dello scorso anno: 1,4% nel 2003 e 1,2% nel 2002. Per la Svimez occorre rilanciare puntando su incentivi e infrastrutture
        - "Deroghe contrattuali" per il Sud. Quanto alle politiche del lavoro, nel Mezzogiorno — secondo la Svimez — «occorre adottare "deroghe contrattuali" gestite dalle parti sociali interessate, a sostegno dei progetti di investimento che favoriscano lo sviluppo dei sistemi locali». Niente a che vedere — precisa l’istituto — «con la reintroduzione di un meccanismo rigido e basato su parametri fissi predeterminati, quale fu quello delle gabbie salariali»