Svimez: al Sud è irregolare il 23% dei posti

07/10/2002



            5 ottobre 2002


                    ITALIA-LAVORO


            Svimez, al Sud è irregolare il 23% dei posti


            ROMA – Cresce in Italia il lavoro sommerso, soprattutto al Sud dove quello irregolare è circa il doppio rispetto al Centro-Nord: il 23% contro 11,9%. A guidare la classifica del sommerso è la Calabria dove, nel 2001, quasi 3 lavoratori su dieci erano irregolari. È quanto emerge da un’indagine contenuta nell’ultimo bollettino dello Svimez, secondo cui complessivamente nel Paese lo scorso anno «il 15% delle unità di lavoro sarebbe rappresentato da lavoro non regolare». A preoccupare ulteriormente è il fatto che il fenomeno è in continua espansione. Tra il 1995 e il 2001, infatti, si è registrato un incremento a livello nazionale dal 14,5% al 15% dell’occupazione totale. Aumento dovuto interamente alla crescita del tasso di irregolarità nelle regioni del Sud passato dal 20,7% del 1995 al 23% del 2001. Anche se di poco, invece, si riscontra una flessione al Centro-Nord (dal 12,1 all’11,9%). Una maggiore incidenza del sommerso si rileva in tutti i settori dell’economia meridionale ad eccezione delle costruzioni dove, anche per effetto delle forti agevolazioni fiscali, il tasso di irregolarità si è ridotto dal 29,3% del 1995 al 27,5%. Gli incrementi più rilevanti si hanno in agricoltura, dal 34,8% del 1995 al 40% del 2001, e nel terziario, dal 18,2% al 21,5%. A livello regionale, il tasso di irregolarità più elevato si ha in Calabria con il 29,5%, segue la Campania con un 25,3%, la Sicilia con un 24,2%. In particolare, la Calabria presenta tassi di irregolarità più alti di quelli delle altre regioni italiane in tutti i settori produttivi. Particolarmente elevati sono i livelli in agricoltura (47,6%) e nell’industria in senso stretto (29,8%). Nelle costruzioni il peso del sommerso raggiunge il 40%.