Sviluppo, salta il piano Marzano

13/01/2005

    giovedì, 13 gennaio 2005

    Pagina 34 – Economia

    Berlusconi: "È superato, fondi anche a Tfr e ammortizzatori".
    Il ministro assente al vertice, competenze a Siniscalco
    Sviluppo, salta il piano Marzano
    Montezemolo scrive al governo: misure insufficienti
    Oggi è in programma l´incontro con le parti sociali sul provvedimento

    ROMA – Il governo abbandona la bozza Marzano per il rilancio della competitività e affida al ministro dell´Economia, Domenico Siniscalco, la preparazione del provvedimento che dovrebbe essere varato entro la fine del mese. La clamorosa decisione è stata presa ieri mattina a Palazzo Chigi nel corso di una riunione tra quasi tutti i ministri, alla quale però non ha polemicamente partecipato proprio il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano. Nei giorni scorsi le sue proposte erano state attaccate da tutte i settori della Casa delle libertà, con la sola eccezione di Forza Italia. E ieri sono state affondate. Marzano, chiamato per telefono da Berlusconi, è arrivato a Palazzo Chigi dopo due ore e ha avuto un colloquio esclusivamente con il premier. Poi non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Berlusconi ha ridimensionato il tutto ad un «equivoco». Poi ha spronato la sua coalizione: «Ora dobbiamo voltare pagina, occorre un salto di qualità».

    Oggi pomeriggio il governo incontrerà le parti sociali. Ma non sarà l´unico appuntamento perché prima dell´approvazione del decreto ci sarà un nuovo round con Confindustria e sindacati. «Domani (oggi per chi legge, ndr) – ha detto il premier – indicheremo soltanto tre direzioni che sono: la modernizzazione del Paese, l´amministrazione pubblica e privata, le nuove tecnologie». La bozza Marzano – secondo il premier – recepisce in gran parte ciò che è già stato fatto anche nella Finanziaria e quindi costituisce un tassello dell´intero percorso.

    Sulla competitività, così, si riaprono i giochi, sia tra i partiti della maggioranza, sia nel rapporto tra governo e parti sociali. Il nodo resta quello delle risorse. Per il 2005 sono disponibili – stando alle stime di Marzano – solo 300 milioni di euro. Siniscalco non sembra disposto a concederne di più ma soprattutto da Alleanza nazionale si chiede di aumentare il budget almeno di 100 milioni. Tanto più che Berlusconi ha fatto sue le richieste del ministro del Welfare, il leghista Roberto Maroni: riforma degli ammortizzatori sociali e stanziamenti per il decollo della previdenza complementare, usando il Tfr, faranno parte del decreto. Non è ancora chiaro quali conseguenze avrà questa scelta sul disegno di legge fermo in Parlamento che contiene la riforma della cassa integrazione ma anche quella dell´articolo 18.

    All´appuntamento di oggi la Confindustria non si presenterà con un documento. Ma ieri il presidente Luca Cordero di Montezemolo ha inviato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e al ministro Siniscalco, una lettera in cui sintetizza le proposte degli industriali per la competitività. «Le misure finora ventilate – ha detto Montezemolo parlando al direttivo di Viale dell´Astronomia – appaiono insufficienti non solo per la limitatezza delle risorse disponibili, ma anche per le divisioni nel governo sul loro utilizzo». Ma quello che c´è – secondo gli industriali – va bene utilizzato. E senza incidere sulla finanza pubblica, chiedono: sgravi contributivi per i neo assunti al Sud; una riduzione del costo dell´energia; un alleggerimento del carico fiscale; il blocco strutturale dell´addizionale Irap; misure di semplificazione fiscale e una riformulazione della norma prevista nella Finanziaria che riguarda l´Ici sui capannoni.

      (r. ma.)