Sviluppo, nuovo obiettivo sindacale

24/02/2004



        Martedí 24 Febbraio 2004

        ITALIA-POLITICA


        Sviluppo, nuovo obiettivo sindacale

        Cgil, Cisl e Uil: mobilitazione sulla politica dei redditi, non sulla previdenza


        ROMA – Il sindacato non ha archiviato il capitolo pensioni, perché resta viva l’attenzione, soprattutto per quanto accadrà in queste prossime settimane in Parlamento, ma le priorità sulle quali si è iniziato a discutere sono altre. La discussione alla riunione dei quadri e delegati fissata per il 10 marzo servirà infatti a fissare l’agenda dei prossimi mesi, a calibrare le forze in vista di un risultato sul piano dello sviluppo. È questa infatti la priorità vera, perché il risveglio che si sta manifestando nelle regioni più avanzate non interesserà obbligatoriamente il nostro Paese, perché ciò accada occorre stimolare nel modo opportuno l’economia.
        Le segreterie di Cgil, Cisl e Uil se ne sono rese perfettamente conto nei giorni scorsi, quando hanno approvato i termini generali dell’accordo raggiunto per la riforma delle pensioni, ma soprattutto hanno deciso di spostare il loro interesse verso i temi dello sviluppo. Lo hanno fatto con piena considerazione del risultato politico che coglievano, perché, come ha rilevato il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta, «è di estrema importanza che il sindacato abbia deciso un cambio di priorità, non andando a rimorchio del Governo, ma indicando i temi che a suo avviso dovranno essere nei prossimi mesi al centro del confronto tra Governo e parti sociali». Una vittoria del sindacato riformista nei confronti delle spinte massimaliste che pure avevano avuto spazio all’interno del sindacato confederale, mettendo in discussione, per esempio, la stessa politica dei redditi. Le recenti prese di posizione esplicite del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani a favore di una politica dei redditi in grado di realizzare una equa distribuzione della ricchezza prodotta sono del resto la testimonianza di un interesse al ruolo attivo che il sindacato confederale può svolgere in questo ambito. E da questo confronto dipenderà anche il possibile sviluppo futuro dei collegamenti unitari tra le tre confederazioni. Nessuno si illude più sulla possibilità di realizzare un nuovo soggetto sindacale, che raccolga le eredità di Cgil, Cisl e Uil. L’«unità organica», come si chiamava questo sogno degli anni settanta, è lontanissima, ma la sensazione dell’importanza di marciare assieme è molto diffusa all’interno del sindacato e proprio i risultati di principio che sono stati colti con la riforma delle pensioni danno il segno della rilevanza politica di questa unità d’azione.
        Il calendario delle confederazioni prevede, quindi, per ora la massima attenzione per il dibattito parlamentare sulle pensioni, perché Cgil, Cisl e Uil non hanno assolutamente rinunciato ad arricchire i risultati ottenuti e sperano di cogliere qualche nuovo risultato facendo pressioni sui due rami del Parlamento, sensibilizzando i diversi gruppi politici. Ma parallelamente inizierà il dibattito sulle vie da seguire per avere maggiore sviluppo. In questo senso, in vista del confronto politico, il possibile sciopero da decidere il 10 acquista un sapore tutto differente dalla semplice pressione massimalista.

        MASSIMO MASCINI