Sviluppo Italia punta sul turismo al Sud

14/01/2003

          14 gennaio 2003

          L’investimento diretto della società sarà di 200 milioni di euro
          Sviluppo Italia punta sul turismo al Sud
          Tre poli in Puglia, Calabria e Sicilia: 4.000 occupati
          Vanni Masala

          Marco Tedeschi
          MILANO Sviluppo Italia rilancerà tre
          poli turistici integrati, in Puglia, Calabria
          e Sicilia per aumentare i flussi
          turistici e l’occupazione, prevedendo
          nelle tre aree l’impiego totale di
          circa 3.800 addetti. Nell’altro settore
          in cui opera, quello agroindustriale,
          Sviluppo Italia ha costituito un fondo
          mobiliare per interventi nelle
          aziende. Per questi progetti, Sviluppo
          Italia impegna in totale 400 milioni
          di euro.
          L’investimento previsto per i tre
          poli turistici, Otranto in Puglia, Simeri
          in Calabria e Sciacca in Sicilia -hanno
          spiegato il presidente e l’amministratore
          delegato di Sviluppo
          Italia, Carlo Pace e Massimo Caputi
          - è di 450 milioni di euro, coperti
          per 200 milioni da Sviluppo Italia
          Turismo e per la parte rimanente
          attraverso il ricorso al mercato.
          Sviluppo Italia Turismo, mediante
          l’utilizzo di una società preesistente,
          diventerà la società dedicata
          al sostegno di interventi mirati nel
          settore; sarà controllata al 60% da
          Sviluppo Italia e partecipata al 40%
          da soci privati. Inoltre, attraverso
          un’asta internazionale, Sviluppo Italia
          dismetterà a breve immobili turistici
          non funzionali al piano.
          «Il nostro turismo è ancora fortemente
          stagionalizzato – ha rilevato
          Caputi – Negli anni Settanta l’Italia
          era al primo posto per incoming
          mentre oggi è terza in Europa. Il
          nostro obiettivo è di creare poli
          destagionalizzati che riescano a reggere
          il turismo dodici mesi l’anno. Oggi
          lo fanno solo le città d’arte e il
          Garda».
          L’investimento di 200 milioni di
          euro nel turismo, ha infine rilevato
          Caputi, attiva un indotto di ulteriori
          450 milioni, mentre i 200 milioni
          del Fondo mobiliare fanno da vola-
          no ad investimenti per altri 600 milioni
          circa.
          Dei 450 milioni di euro previsti
          per l’investimento totale nei tre poli,
          200 saranno coperti da Sviluppo Italia
          Turismo, 180 milioni da contratti
          di programma con le regioni e 70
          milioni saranno recuperati sul mercato
          con la vendita (asta internazionale)
          di strutture turistiche di proprietà
          di Sviluppo Italia che, ritenute
          non strategiche, dovranno essere
          dismesse.
          Tutti e tre i progetti turistici prevedono
          interventi coordinati (ricettività,
          porti turistici, strutture entertainment
          e commerciali, cultura e
          sport, marketing e distribuzione, servizi
          generali) che possano far crescere
          in particolare imprese locali e, se
          possibile, giovanili. Sviluppo Italia
          intende uscire dal programma dopo
          quattro anni.
          Per quanto riguarda il settore
          agroindustriale, Caputi ha dichiarato
          che Sviluppo Italia «può partecipare
          ad una newco che rilevi le attività
          in Cirio, ma non può comunque
          mai entrare in società in crisi».
          Siluppo Italia lancerà inoltre -ha
          annunciato Caputi – una cartolarizzazione
          su un totale di 650 milioni
          di crediti maturati con i mutui
          erogati in passato. Il presidente Carlo
          Pace ha spiegato che «l’ulteriore
          somma che deriverà dalla cartolarizzazione
          verrà messa a disposizione
          di un fondo rotativo per le attività
          di Sviluppo Italia».
          Questo tipo di operazione è prevista
          dalla Finanziaria 2003 che stabilisce
          la possibilità di cartolarizzare
          crediti già maturati con i mutui erogati
          da Sviluppo Italia in passato.