Sviluppo Italia, i forzisti con Rigotti

11/07/2005
    sabato 9 luglio 2005

    Pagina 32 – Economia

      LE NOMINE

        In corsa anche Gamberale e Ferranti, ora alla Consip
        Sviluppo Italia, i forzisti con Rigotti
        ma An punta su un suo uomo

          LUCA IEZZI

            ROMA – La corsa ai vertici di Sviluppo Italia entra nella sua fase più dura e meno "presentabile". L´assemblea che si doveva tenere ieri è stata aggiornata senza l´indicazione di una nuova data. Così la società controllata al Tesoro che ha ereditato i resti di alcuni pezzi delle partecipazioni statali, rimane con il bilancio 2004 non approvato e soprattutto con l´incognita dei vertici in scadenza.

            L´amministratore delegato Massimo Caputi ha dato la propria disponibilità a lasciare l´incarico operativo per la presidenza. E´ un´ipotesi gradita a Siniscalco per via dei molti incarichi fuori dalla società detenuti dal manager abruzzese, ma questo non ha contribuito alla semplificazione.

            Nella lista dei candidati attenzione del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, si sono prefigurate le ipotesi più svariate. Spinto da Forza Italia, specie da esponenti veneti, si fa più consistente la candidatura Alberto Rigotti, fondatore della Abm Network, una merchat bank in cui lavora l´ex manager Iri, Mario Zamorani. Tra le relazioni di Rigotti c´è anche quella con Stefania Craxi, recentemente tornata nell´alveo della Cdl.

            In realtà il governo starebbe pensando anche a Vito Gamberale (non troppo entusiasta dell´incarico). La vicenda sarà seguita con particolare attenzione da An direttamente dal presidente Gianfranco Fini. Il presidente attuale Stefano Gaggioli è in quota An, Caputi è un manager gradito e di cui si è apprezzato l´operato. Ma soprattutto a via della Scrofa ritengono di essere stati penalizzati nella tornata di nomine (Eni, Enel, Poste e Rai) quindi su Sviluppo Italia non si ammettono ulteriori ridimensionamenti. Tra le ipotesi che piacerebbero ad An si fa il nome dell´attuale ad della Consip, Ferruccio Ferranti o di una riconferma di Caputi. E come obiettivo immediato (e raggiungibile) c´è di rimandare la decisione all´autunno.

              Ma non è solo una questione di poltrone, tra i motivi per cui il bilancio 2004 non è stato approvato c´è una diatriba tra il ministero dell´Agricoltura e quello dell´Economia. Infatti è previsto lo scorporo da Sviluppo Italia di alcune aziende da conferire ad Isa, Istituto superiore dell´agrolimentare, che arriverebbe a gestire fondi per 400 milioni di euro. Alemanno rimprovererebbe a Siniscalco di non favorire tale spostamento e per questo a negato il propri via libera al bilancio di Sviluppo Italia.