«Sviluppo, governo inerte» è mobilitazione sindacale

19/04/2004


SABATO 17 APRILE 2004

 
 
Pagina 34 – Economia
 
 
LA PROTESTA

Vertice tra Epifani, Pezzotta e Angeletti: non ci convocano
"Sviluppo, governo inerte"
è mobilitazione sindacale

Non parte il confronto sul tema cruciale della crisi sociale ed economica
ROBERTO MANIA


    ROMA – Cgil, Cisl e Uil continueranno la mobilitazione fino a quando il governo non li convocherà a Palazzo Chigi per aprire il confronto sul tema cruciale dello sviluppo economico. Ieri sera, nella sede della Uil a Via Lucullo, i tre segretari generali Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti hanno fatto il punto dopo lo sciopero generale di fine marzo. E hanno deciso di convocare per il 26 aprile la riunione delle segreterie unitarie che, a loro volta, dovranno esaminare la situazione e, eventualmente, concordare le prossime iniziative. «Vedremo come affrontare la situazione – ha detto Angeletti – abbiamo esaminato un lungo elenco di problemi che ha il paese sui quali il governo non ha risposte efficaci e a volte neppure risposte».
    Nei tempi brevi non c´è un nuovo sciopero, ma certo per Cgil, Cisl e Uil la situazione appare del tutto inedita e con essa sono costretti a fare i conti e dunque ad adeguare le risposte. A memoria di sindacalista, infatti, non era mai successo che una richiesta formale di incontro da parte delle confederazioni venisse del tutto ignorata dal governo. E ora l´evoluzione della crisi irachena mette in secondo piano l´emergenza economica e industriale. Ma i sindacati continuano a denunciare una situazione di deficit di democrazia. Ne ha riparlato ieri sera, al termine della riunione, il leader della Cisl Pezzotta: «Siamo di fronte ad una vicenda anomala. Quando organizzazioni sociali che rappresentano oltre 10 milioni di cittadini chiedono un incontro e vengono ignorate, non c´è solo un problema di relazioni sindacali. C´è qualcosa di più, c´è qualcosa che riguarda gli stessi processi democratici».
    Epifani, Pezzotta e Angeletti si sono detti particolarmente preoccupati per il dilagare delle crisi aziendali, in particolare nell´industria e nei trasporti. L´Alitalia è il caso più clamoroso, ma non è il solo. Sta poi scoppiando la mina dei contratti pubblici. I sindacati calcolano che per i prossimi rinnovi dovranno essere stanziati nella legge Finanziaria almeno quattro miliardi di euro contro un´ipotesi governativa intorno a 1,7 miliardi. Per il 21 maggio è già stato proclamato lo sciopero dei dipendenti pubblici. Così la questione che aveva scatenato lo scontro tra governo e sindacati – cioè la riforma delle pensioni – sembra destinata, temporaneamente, a perdere di rilievo. L´approvazione delle delega è slittata per l´ennesima volta. Ora l´obiettivo del governo – secondo il ministro del Welfare, Roberto Maroni – è quello di ottenere il via libera dal Parlamento prima delle vacanze estive. Ma nel frattempo ci saranno le elezioni di giugno con possibili ripercussioni sul quadro politico nazionale. Tra i sindacalisti c´è chi non esclude che anche la riforma previdenziale, dopo quella sull´articolo 18, possa finire su un binario morto. «Come è noto – ha commentato ieri Angeletti – noi non abbiamo una grande ansia di fare questa riforma».