Sviluppo, accordo a un passo ma sulle professioni è scontro

07/03/2005

    sabato 5 marzo 2005

    Pagina 17 – Economia

    Sviluppo, accordo a un passo ma sulle professioni è scontro
    Epifani:"Non è vero che il governo dialoga"
    An frena sull´inserimento della riforma degli ordini: deciderà una commissione
    Lunedì il testo definitivo ai partiti e poi il varo mercoledì o giovedì

      ROMA – Sul Piano per lo sviluppo la Casa delle libertà ha deciso di trovare l´accordo. Il pacchetto competitività sarà varato mercoledì (oppure giovedì) con una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri. Nel weekend, tuttavia, il ministro dell´Economia, Domenico Siniscalco, sarà impegnato a riordinare il testo del provvedimento (un decreto legge e un disegno di legge collegato) che invierà lunedì a tutti i partiti della coalizione, i quali – su richiesta della Lega – avranno 24 ore di tempo per esprimere le proprie valutazioni. È questa la tabella di marcia concordata ieri in un vertice tra le forze del centrodestra. «C´è accordo su tutto, la maggioranza è compatta e coesa», ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una dichiarazione condivisa dagli altri partecipanti, dal vicepremier Marco Follini (Udc) al ministro per le Riforme, Roberto Calderoli (Lega), a quello delle Comunicazioni Maurizio Gasparri (An). Tutti d´accordo sul fatto che non c´erano alternative al rinvio (il decreto doveva essere varato ieri) data la mole di proposte arrivate dalle parti sociali e, soprattutto, dai partiti. La selezione, tenendo conto che di risorse aggiuntive non ce ne sono (a disposizione quattro miliardi per quattro anni prelevati da vari capitoli, più sei miliardi previsti nel Fondo rotativo) spetterà al ministro dell´Economia.

      Il titolare delle Attività produttive, Antonio Marzano, non ha partecipato al vertice di ieri. «Era una riunione di carattere politico», è stato spiegato, ma verosimilmente è stato l´ennesimo gesto polemico del ministro spogliato delle sue competenze.

      «C´è un solo punto – ha ammesso Berlusconi – su cui abbiamo deciso un approfondimento ed è quello sull´articolo relativo alla riforma delle professioni». È stata istituita una sorta di commissione ristretta che deciderà entro martedì. Ne fanno parte il vicepresidente vicario di An, Ignazio La Russa, il sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti (Udc) e il ministro della Giustizia, Roberto Castelli (Lega). A frenare sull´inserimento della riordino delle professioni nel decreto per lo sviluppo è Alleanza nazionale. «Vedremo – ha detto Gasparri – se farà parte o meno del provvedimento. Dipenderà dall´esito del confronto perché vogliamo fare una riforma che tenga conto degli indirizzi europei ma anche delle proposte del mondo delle professioni».

      Resta invece incandescente il clima con i sindacati. Berlusconi ha detto che il ritardo accumulato nella definizione del provvedimento è da attribuire anche al confronto con le parti sociali e alla volontà di accogliere diverse loro proposte. «Non ci si può lagnare da una parte perché si dice che non si ascoltano le parti sociali e, dall´altra, lamentarsi per di tempi lunghi», ha spiegato il premier. Ma il confronto di cui ha parlato non sembra lo stesso al quale hanno assistito i sindacalisti. Durissima la replica del leader della Cgil, Guglielmo Epifani: «Per quello che riguarda la Cgil, le affermazioni del presidente del Consiglio tese ad accreditare un governo che dialoga ed accoglie le richieste del sindacato, non sono fondate. Piuttosto – ha aggiunto – cresce la distanza fra i problemi del Paese e la capacità del governo di affrontarli». E a Berlusconi che, infine, si è augurato un giudizio non preconcetto da parte delle organizzazioni dei lavoratori, ha risposto il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta: «Le nostre sono questioni di merito non pregiudiziali. Il sindacato non si è mai mosso sulla base di pregiudiziali e lo ha dimostrato più volte, anche partecipando a tutti i confronti». E ancora: «Il presidente del Consiglio ha dichiarato che molte delle nostre indicazioni sono state accolte, gradiremmo pertanto che prima di lunedì ci fornisse i documenti comprovanti tale dichiarazione». Ieri Berlusconi ha parlato anche di un nuovo incontro per lunedì con le parti sociali, ma il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha escluso categoricamente questa ipotesi.

      Confermato il consenso della Confindustria. «È un provvedimento importante che va nella direzione giusta», ha detto il vicepresidente Marco Tronchetti Provera.

        (r.ma.)