Sussidiarietà nel Welfare: entro l’estate il «Libro bianco»

29/04/2002





Sussidiarietà nel Welfare: entro l’estate il «Libro bianco»
(DAL NOSTRO INVIATO)

STRESA – Il «Libro bianco» sul Welfare annunciato da Maroni sarà pronto entro la fine dell’estate e punterà sulla sussidiarietà tra Stato, Regioni, enti locali, privato sociale. «Occorre – ha detto il sottosegretario al Welfare, Grazia Sestini – fare i conti con il federalismo. In questo contesto anche la legge quadro sull’assistenza, che pure ha costituito un passo importante verso la valorizzazione del terzo settore e del volontariato nella rete dei servizi alla persona, pone non pochi problemi di attuazione. E se la materia è di stretta competenza delle Regioni, gli atti di indirizzo del Governo cui è legata la distribuzione dei fondi non hanno ragion d’essere». Tuttavia, il Libro bianco partirà proprio dalla legge 328, ha spiegato Sestini, introducendo la prima giornata del convegno sulle nuove forme del Welfare promosso a Stresa dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale Onlus, presieduto da Guido Rossi. Più attenzione ai disabili, ma anche nuove politiche giovanili a partire dal reddito minimo di inserimento. Sulla possibile discrasia tra welfare garantito o equo (come l’ha definita Guido Rossi) si sono concentrati gli interventi di esperti italiani e stranieri. Bruce Ackerman, professore alla Yale University (Usa) ha lanciato l’idea di una «società di stakeholders», basata su una dote fino a 80mila dollari per i cittadini maggiorenni che rispondono a determinati livelli di istruzione, verificati attraverso un esame di Stato. Un plafond da spendere senza vincoli (per creare un’impresa o per pagare l’università), enfatizzando la responsabilità individuale. È per certi versi analogo il progetto presentato in Gran Bretagna sul "fondo" acceso dallo Stato alla nascita di ogni bambino (che può portare da 2 a 5mila sterline all’età di 18 anni). Con il sistema del voucher è alle prese il Governo tedesco per tentare di rompere il monopolio, di fatto, del collocamento pubblico. Tuttavia, come ha rilevato Christoph Strunck, professore a Dusseldorf, anche se il voucher può trasformare i consumatori in «coproduttori», i servizi sociali hanno bisogno di parametri trasparenti di qualità.

M.C.D.

Sabato 27 Aprile 2002