Sussidi di disoccupazione più alti

23/02/2005

    Mercoledì 23 febbraio 2005

      Pagina 25

        Agevolazioni a chi assume i cassintegrati. Domani vertice a Palazzo Chigi con le parti sociali
        Sussidi di disoccupazione più alti

          Competitività, nel piano del governo un premio per chi accetta la mobilità territoriale

          Sergio Rizzo

            ROMA – Il piano per rilanciare la competitività «sarà a saldo zero» per le casse dello Stato. Lo afferma lo stesso ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, alla vigilia dell’incontro fra il governo e le parti sociali previsto per domani. «A saldo zero» non significa che le misure non costeranno nulla. Ma che ci sarà uno spostamento di fondi da una posta all’altra. Le risorse andranno certamente individuate, per esempio, per finanziare un corposo pacchetto di misure per l’occupazione, a cominciare dall’aumento dell’indennità di disoccupazione.

              E a chi, come il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, ironizza sul fatto che «il governo non è pie’ veloce», Siniscalco risponde con una dichiarazione alla Reuters : «L’Italia aspetta da 25 anni, non è quindi questione di una settimana in più o in meno». Anche se di queste misure non si parla da settimane, ma da quasi un anno: esattamente dal convegno di Cernobbio-Confcommercio del marzo 2004, quando il governo annunciò una iniziativa di legge per dare «la scossa» all’economia.

                I provvedimenti saranno due. Prima di tutto un decreto legge per gli interventi più urgenti, quindi un disegno di legge. Che cosa conterranno l’uno o l’altro, però, ancora non è ben chiaro.

                Uno dei pilastri principali sarà in ogni caso quello costituito delle misure per l’occupazione, che Economia e Welfare stanno rifinendo in queste ore. L’ipotesi su cui si sta lavorando è innanzitutto quella di aumentare l’indennità di disoccupazione, portandola dall’attuale 40% al 50-55% del salario, e prolungandone la durata da sei a sette mesi per i lavoratori di età inferiore a 50 anni e da nove a dieci mesi per quelli più anziani. Nel pacchetto welfare , che conterrà anche norme per «fluidificare» i meccanismi della legge Biagi, dovrebbe poi esserci la possibilità di utilizzare il sussidio di disoccupazione come una specie di voucher per abbattere il costo del lavoro delle aziende che assumeranno i cassintegrati «in uscita», quelli cioè destinati a non rientrare al lavoro. Questa misura servirebbe a incentivare le assunzioni dei lavoratori di aziende in stato di crisi. Il terzo intervento sarà la concessione di contributi in denaro cash a chi accetta per lavorare il trasferimento in altre zone del Paese. Sarà una specie di incentivo alla migrazione interna, che dovrà favorire la mobilità territoriale per alleviare le tensioni nelle aree (soprattutto del Sud) dove la disoccupazione è più elevata. Il pacchetto sarà quindi completato dal tanto atteso stanziamento delle compensazioni finanziarie per le aziende che mettono a disposizione dei fondi pensione il Tfr (le liquidazioni) maturando dei lavoratori, norma decisiva per far decollare la previdenza integrativa.

                  Per finanziare questo complesso di interventi serviranno 600 milioni di euro l’anno dal 2005 al 2007. Su complessivi 1,8 miliardi nei prossimi tre anni, 720 milioni serviranno per le disposizioni sui fondi pensione, che assorbiranno risorse via via crescenti: 20 milioni quest’anno, 200 nel 2006 e 500 nel 2007.

                  La copertura arriverà probabilmente, già per decreto legge, con la riforma degli incentivi alle imprese, che ridurrà, ha detto Siniscalco, i sussidi: «Con i sussidi si curano i sintomi dei problemi, non le cause e più curi i sintomi, più trascuri le cause». Sulle altre misure che saranno contenute nei due provvedimenti, il ministro dell’Economia si è limitato a dire che «vi saranno misure per favorire la crescita delle imprese, con agevolazioni fiscali per la fusione di piccole aziende». Il suo dicastero aveva infatti già provveduto a smentire, con una nota ufficiale, i contenuti di una bozza che era circolata definendo i provvedimenti sullo sviluppo «in continua evoluzione».

                  Nella bozza erano comunque citate misure già ampiamente ipotizzate, come l’abolizione del passaggio notarile per la vendita delle auto, il raddoppio della deduzione Irap per i neoassunti, la defiscalizzazione dei contributi privati alle Università, la soppressione dell’Ici per i capannoni industriali (introdotta dalla Finanziaria) e altro ancora.