Supermercato: Modello vincente anche in Europa

29/01/2001

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Lunedì 29 Gennaio 2001
manager & impresal
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Modello vincente anche in Europa

Il supermercato è destinato a restare il formato leader in Europa per diffusione, secondo le indagini svolte dalla società britannica di ricerca di mercato Euromonitor. E il supermarket, a integrazione spinta tra componenti food dell’assortimento e prodotti non alimentari, appare oggi il formato che attira maggiore interesse.

In via generale gli analisti di Euromonitor sottolineano che nello scenario europeo (anche in Giappone) permangono delle difficoltà allo sviluppo organico delle grandi superfici. Il supermercato ha invece dimostrato di riuscire a soddisfare meglio le esigenze dei consumatori facendo leva su due elementi specifici: il crescente interesse da parte dei consumatori per l’acquisto di produzioni alimentari pronte all’uso (sia per utilizzo domestico sia destinate a un consumo outdoor) e la possibilità di diversi Paesi di poter avere una flessibilità molto elevata su orari e aperture.

Una grossa mano allo sviluppo del formato supermarket in Europa viene poi dal boom di investimenti nel settore retail rilevato nei Paesi dell’Est. Secondo Euromonitor nel Vecchio continente entro il 2002 dovrebbero esserci almeno 12.700 nuovi supermercati, per raggiungere la quota di 40mila nel complesso.

Gli analisti di Euromonitor sottolineano al tempo stesso che si stanno verificando dei cambiamenti nei comportamenti di consumo anche sul mercato Usa, finora caratterizzato da massicci investimenti su grandi strutture commerciali, sia sotto la formula riconducibile all’ipermercato sia sotto quella del mega-centro commerciale.

In base alle rilevazioni del Dipartimento al commercio degli Stati Uniti — sottolineano gli analisti di Euromonitor — dal 1980 in avanti ci consumatori americani hanno ridotto del 35% circa il tempo di permanenza nei grandi mall. Nello stesso tempo le rilevazioni sottolineano che il numero di ore destinate all’attività di shopping nelle grandi strutture distributive è calato del 70% sempre a partire dal 1980. E ciò è stato interpretato come l’emergere di comportamenti di consumo molto più attenti e determinati.

I consumatori esprimono interesse per attività di shopping che consentano risparmi di tempo, che offrano la possibilità di raggiungere un assortimento mirato (di particolare interesse al disponibilità di prodotti etnici) e che vengano incontro, ad esempio, alle esigenze di una popolazione anziana che sta aumentando sì il livello complessivo di spesa sul reddito disponibile, ma che nello stesso tempo deve affrontare costi crescenti sul piano della difesa della salute, e che dimostra di essere sempre più interessata a spendere per impiegare in maniera soddisfacente il tempo libero (viaggi, cultura, intrattenimento, consumi alimentari fuori casa).

Molte di queste tendenze si riscontrano anche sul mercato australiano e su quelli europei — sottolineano ad Euromonitor — e lasciano intravvedere elevati spazi di crescita per i business che esaltino il concetto convenience collegato alle attività di shopping. Non va infine dimenticato che questa tendenza si intreccia con il decollo degli acquisti via Internet. Chi ha saputo gestire le sinergie tra i due canali (caso Tesco) può oggi disporre di una importante arma competitiva.

—firma—V.Ch.