Supermercati targati ‘ndrangheta

24/03/2006
    mercoled� 22 marzo 2006

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 13

    Secondo un dossier riservato del Viminale punti vendita sospetti nel Reggino

      Supermercati targati ‘ndrangheta

      Marco Ludovico

      ROMA – Supermercati che spuntano come funghi. Il controllo totale della distribuzione della carne. Infiltrazioni e imposizioni nel mercato immobiliare e turistico. Per non parlare del grande business dei rifiuti oltre, ovviamente, alla sanit� (si veda l’articolo a fianco).

      Sul tavolo del ministro dell’Interno, Beppe Pisanu, da circa un mese giace un rapporto riservato che aggiorna la mappa intricata delle cosche in Calabria. Ma d� soprattutto indicazioni importanti sull’invasione pressoch� totale della ‘ndrangheta nell’economia. La famiglia Labate, per esempio, controlla il territorio del Reggino con il monopolio della distribuzione commerciale della carne; aumenta i propri investimenti anche negli allevamenti fuori della Calabria; consolida le alleanze con gli Iamonte di Melito Porto Salvo e i Garifalo di Campo Calabro. Nella stessa zona, il clan Imerti punta all’area di Villa San Giovanni, vista la realizzazione di nuovi approdi per la Sicilia, i lavori di ammodernamento dell’autostrada A3 e le opere legate al ponte sullo Stretto. Il clan Libri, secondo gli investigatori, approfittando dei dissidi tra i De Stefano e i Tegano, punta al controllo del settore immobiliare, turistico, alberghiero e, tra breve, della grande distribuzione alimentare. Quello della continua nascita dei supermarket in Calabria � un fatto ormai evidente bench�, sottolinea l’intelligence, ingiustificato dal contesto sociale, dalla domanda di mercato e dall’andamento dell’economia. In alcune zone se ne possono trovare a brevissima distanza l’uno dall’altro. Dietro il fenomeno ci sono sempre le famiglie mafiose del reggino e, in particolare, dell’alto Jonio, che hanno scoperto come i supermercati in serie siano un sistema ad altissima efficacia criminale. Perch� consente di penetrare l’economia legale, dando uno sbocco a mercati interdipendenti gestiti o controllati dalla ‘ndrangheta. D� la possibilit� di fare riciclaggio di denaro sporco, come quello che proviene in abbondanza dal traffco di stupefacenti in cui i calabresi sono primi al mondo. Garantisce, infine, una micidiale politica mafiosa dell’occupazione, che incrementa il consenso e il controllo della ‘ndrangheta sul territorio.

        Oltre a Reggio, tra le altre aree critiche c’� quella di Lamezia Terme (Cz): la guerra tra le cosche Giannazzo-Giamp� e Cerra-Torcasio non � soltanto lo scontro per la supremazia della violenza, ma � innanzitutto una lotta per il controllo delle opere di riqualificazione dell’ex area industriale della Sir e della gestione del mercato immobiliare. Nel crotonese, invece, il conflitto tra gli schieramenti Grande Aracri-Nicosia, da una parte, e Arena-Dragone, dall’altra, � motivato dalla gestione dei traffici internazionali della droga e del mercato delle armi; ma stanno crescendo vertiginosamente anche gli interessi malavitosi legati al termoinceneritore e allo smaltimento dei rifiuti. Oltre alla sanit�, per le famiglie mafiose della Locride un �obiettivo operativo� � la ricostruzione della strada statale 106.

        L’elenco continua con la piana di Gioia Tauro. I Piromalli stanno con il fiato sul collo degli affari legati all’area portuale, mentre i Mol� controllano estorsioni e droga: le due famiglie sono uno dei due schieramenti della zona, che si contrappone a quello dei Bellocco-Pesce, questi ultimi in avanzamento anche nell’area di Vibo Valentia. Senza dimenticare la generale tendenza di tutte le cosche a investire all’estero: la ricchezza illegale � ingente, la liquidit� enorme, e gli spazi di impiego sul territorio locale sono ormai ristretti. Perci�, i mafiosi calabresi puntano ai mercati immobiliari in Germania, Canada e Australia.

        Le conclusioni del rapporto sono allarmanti. Nelle aree di Locri, Vibo, Crotone e Lamezia pu� esserci un deterioramento della conflittualit�, anche per la notevole disponibilit� di armi pesanti. Mentre la maggiore aggressivit� delle cosche nella gestione degli interessi economici e amministrativi porter� la ‘ndrangheta a occupare posizioni pi� rappresentative e competitive sul piano politico e sociale.