Supermarket, ricavi a 40 mld

09/04/2003



              Mercoledí 09 Aprile 2003
              ECONOMIA
              Supermarket, ricavi a 40 mld

              Rapporto Iri-Infoscan: nel 2002 il giro d’affari della grande distribuzione è aumentato del 6,5 per cento


              MILANO – Il giro d’affari della grande distribuzione ha raggiunto nel 2002 quota 40 miliardi di euro (prodotti di largo consumo, escluso il peso variabile) con una crescita del 6,5% rispetto al 2001, secondo le stime Iri-Infoscan. Per quanto riguarda il fatturato la rete distributiva italiana resta comunque lontana dalla Germania (83 miliardi di euro), dalla Francia (63 miliardi) e dalla Gran Bretagna (circa 100 miliardi), anche se il confronto resta approssimativo per le differenze tra le rilevazioni. Nel corso del 2002 hanno perso slancio le vendite dei prodotti per la bellezza (-5,3%) e per la casa (-5,4%), mentre hanno messo a segno significativi incrementi settori come il petcare (prodotti per animali) e tutto il non alimentare (+6,9%). L’analisi inoltre ha rilevato i gruppi leader per quote di mercato (in base alle vendite) nella grande distribuzione: Nestlè guida la classifica dell’alimentare, il gruppo Procter & Gamble è protagonista assoluto sia nel mercato dei prodotti per la cura della persona sia in quello dei prodotti per la casa. I formati. Tra i mesi di giungo 2001 e 2002 è stata poi registrata la chiusura di 2.741 punti vendita tradizionali (si attestano intorno a quota 68mila), mentre gli ipermercati sono saliti a quota 255 (+13) e i supermercati a 7.332 (+248). In netta crescita la quota ponderata dei supermercati (dal 44,1 al 46% in 12 mesi). Le aree. L’indagine Iri-Infoscan sottolinea inoltre che la grande distribuzione ormai domina nel Nord mentre al Sud ci sono invece notevoli spazi. La quota del dettaglio tradizionale al Sud è del 19,4% contro la media italiana dell’11,3 per cento. Sempre al Sud i supermercati valgono il 41,8% del mercato contro una media nazionale del 46. Il peso degli iper al Sud, infine, si attesta sul 7,8% a fronte del 14,7% nazionale e del 22,8% del Nord-Ovest. I gruppi. L’analisi sottolinea inoltre che la quota di mercato di Coop Italia tra il 2002 e l’inizio del 2003 è salita dal 16,9 al 17,3 per cento. Stabile Carrefour (10,2% ). Il Conad è calato dal 10 al 9,2% e Auchan-Rinascente dall’8,9 all’8,2 per cento. Esselunga invece è salita dall’8,2 all’8,4 per cento. Selex stabile intorno al 6,4/6,5% mentre Interdis è passato dal 4,5 al 5,9 per cento. Nel Nord-Ovest Esselunga è leader seguita da Carrefour e Coop, che invece è in pole position nel Nord-Est, seguita da Selex e Conad. Coop è leader anche al Centro (seguono Conad e Auchan-Rinascente). Al Sud in testa Conad, poi Interdis e Auchan-Rinascente. La marca. La quota delle marche industriali nel complesso si attesta intorno al 69,7% tra supermercati e ipermercati. Secondo le stime c’è stata una flessione nell’ultimo anno intorno al mezzo punto percentuale. Le marche private, ossia i prodotti che sono venduti con l’insegna del distributore hanno una quota del 10,5% in valore a fronte del 19,8% dei prodotti unbranded. La quota delle marche private e dei prodotti unbranded sale poi sensibilmente nei supermercati, soprattutto quelli di dimensioni medio-grandi, mentre negli ipermercati la quota dei prodotti a marca commerciale si attesta poco sotto l’8 per cento. Le imprese. Nestlè «batte» Barilla nell’alimentare con una quota del 6,4% delle vendite della grande distribuzione a fronte del 5,5% del gruppo di Parma. Il colosso Usa Procter & Gamble si aggiudica la leadership della cura della persona (20,6% di quota) surclassando Saipo-L’Orèal (12,5%) e quella dei prodotti per la casa: 12% contro il 9,4% di Benckiser.
              VINCENZO CHIERCHIA