Supermarket Carrello Italia, attenti a quei tre

09/09/2013

Non sono solo i giganti a muoversi bene tra gli scaffali dei supermercati. Nel panorama disgregato della grande distribuzione italiana si stanno facendo strada alcuni imprenditori nuovi, titolari di insegne regionali che, approfittando della crisi, tentano il salto dimensionale. «Lo dicevo già nel 2000 ai miei fornitori, che la crisi è un`opportunità», commenta Patrizio Podini, 74 anni titolare del gruppo Lillo. Podini, altoatesino, ha fondato e sviluppato una catena di discount nel Sud con l`insegna Md, ma si è appena comperato uno dei principali competitor del Nord, il gruppo Lombardini (insegna Ld), e ha raddoppiato in un colpo solo le sue dimensioni: da uno a due miliardi di fatturato. Il raddoppio «Sono partito 25 anni fa dal Sud – racconta l`imprenditore — e negli ultimi cinque-sei anni ho registrato una crescita a due cifre. Nel 2009 il gruppo fatturava 550 milioni e nel 2013 prevedo di raggiungere un miliardo. Ma non si può essere un player importante senza avere base al Nord. Con quest`acquisizione diventiamo il terzo gruppo del settore dopo Eurospin e Lidl, ma il secondo italiano, perché Lidl è una multinazionale tedesca». I 320 discount comperati da Lombardini – l`imprenditore bergamasco che, un pezzo dopo l`altro, sta vendendo tutto il suo gruppooccupano 2 mila dipendenti, con ricavi per 800 milioni. Md conta, invece, 340 punti vendita tra diretti e affiliati, nel Centro-Sud (isole comprese). Podini appartiene a una dinastia imprenditoriale molto nota a Bolzano, che ha creato il proprio patrimonio con la grande distribuzione, ma è l`unico tra vari rami della sua generazione che ha
continuato a investire negli scaffali. È amministratore unico di Lillo spa, anche se ha già passato le azioni ai due figli Marco .e Maria Luisa, che seguono altre attività nell`informatica e nell`immobiliare.
Nonostante la maxi acquisizione, Podini intende investire ancora nell`ampliamento della sua rete.
«Ora dobbiamo riorganizzare completamente il gruppo – dice -. Per il momento terremo le due insegne, ma continueremo a investire una trentina di milioni all`anno per aprire punti vendita nuovi».
Il passaggio di proprietà del gruppo Lombardini è uno degli episodi di un processo di consolidamento partito qualche anno fa con le riorganizzazioni delle grandi catene straniere come Carrefour o Billa, che hanno messo sul mercato i punti vendita non redditizi. Ad approfittare delle occasioni sono stati finora solo imprenditori italiani. «Gli stranieri – commenta Podini – hanno importato un modello di business negli anni 80, quando sono entrati in Italia. E non sono stati capaci di cambiarlo».
Il caso romano
Un`altra azienda che sta cercando di cavalcare il successo dei discount, e la crisi delle insegne meno competitive, è il gruppo romano Tuo di Antonino Faranda. Le coop hanno venduto a lui tutti i loro discount a marchi() Dico. Il gruppo Tuo, nato a Roma nel 1993, lavora sia al dettaglio (discount e supermercati) sia all`ingrosso (cash&carry e distribuzione Food & Beverage) ed è associato alla catena Despar. Da qualche anno è in fase espansiva: prima di comperare i 340 Dico, ha acquisito il gruppo dei discount emiliani Vip e l`azienda attiva nella distribuzione per bar e ristoranti Doreca, raggiungendo ricavi nell`ordine di un miliardo. La catena a basso prezzo per le coop era fonte
di perdite e di grattacapi («I discount non fanno parte della nostra storia – ha commentato il neopresidente di Coopitalia, Marco Pedroni -, per rilanciarli avremmo dovuto investire ancora»), ma il passaggio di proprietà da un gruppo solidale ad uno privato ha fatto discutere perché ha coinvolto 1.800 dipendenti.
La strada pugliese
Il terzo imprenditoe che si sta muovendo all`ombra della ristrutturazione delle grandi insegne estere è il pugliese Rosario Pomarico, patron del gruppo Megamark. Due anni fa ha rilevato 60 punti vendita da Carrefour nel Sud Italia, nel 2012 ha investito nel loro ammodernamento e il mese scorso ha siglato un nuovo accordo per ampliare la presenza in Campania con un altro gruppo regionale. «E vero – dice Pomanico – che ci sono tante aziende in vendita, ma spesso sono situazioni di difficoltà. Le imprese che vanno bene non vendono e comunque noi stiamo attenti a tutte le opportunità». Megamark fa parte del consorzio Selex, conta 350 punti vendita con i marchi A&O, Dok e Famila in cinque regioni meridionali, ha 2.500 dipendenti e 800 milioni di fatturato. «Operiamo solo al Sud, un mercato difficile – spiega Pomarico -. Ma nel 2013 abbiamo brindato perché siamo riusciti a crescere del 2,2% in un contesto calato del 4%». Il mese scorso Megamark ha chiuso un accordo di master franchising in Campania per i supermercati di proprietà della famiglia Apuzzo ad insegna Sunrise. I 21 punti di vendita, in quasi tutte le province della Campania, portano in dote 70 milioni di vendite al dettaglio e saranno gestiti da una newco, costituita appositamente dai due partner.