Sull’Enasarco regna la confusione

11/10/2007
    giovedì 11 ottobre 2007

    Pagina 4 - Agenti di commercio
    Pagina a cura della Federagenti Cisal

      Il segretario della Federagenti, De Gregorio, denuncia le contraddizioni nella gestione dell’ente.

        Sull’Enasarco regna la confusione

          Mancano infrastrutture. Poche azioni di rilancio

            di Andrea G. Lovelock

              È un j’accuse a 360 gradi quello sferrato dal presidente di Confturismo, Bernabò Bocca, che ieri a Roma ha commentato il consuntivo della stagione estiva, con il turismo incoming che ha perso mezzo miliardo di euro a causa del preoccupante crollo dei pernottamenti alberghieri (-300 mila presenze). Bocca ha definito inaccettabili e vergognosi gli attacchi dell’assessore al turismo della provincia di Milano, Antonio Oliverio, che nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta della settimana scorsa aveva indicato nel caro prezzo degli alberghi la ragione della crisi turistica in Italia. «Sono stufo di ascoltare questa storia che non è vera, come dimostra una indagine della Hotels.com dove solo Venezia appare tra le mete italiane con alberghi cari e nessun’altra destinazione figura ai primi dieci posti».

              Per Bocca sono ben altri i mali del turismo: «Un paese che non ha infrastrutture, che non ha nemmeno più una compagnia di bandiera è un paese del terzo mondo. Inoltre non c’è un sistema aeroportuale e ferroviario adeguato e manca anche un osservatorio statistico tempestivo ed efficace, come per esempio quello in uso in Spagna, dove da alcuni giorni sono già disponibili i dati di arrivi turistici, le provenienze e le capacità di spesa da gennaio ad agosto di quest’anno. Con quali basi e armi possiamo considerarci competitivi?».

              Il numero uno di Confturismo se l’è presa anche con il vicepremier Francesco Rutelli, a proposito della revisione del calendario scolastico per favorire la destagionalizzazione turistica: «Potrebbe andar bene solo se si affiancasse l’attuazione dei buoni vacanza, altrimenti rischiamo di vedere i nostri turisti prenotare e partire a marzo o maggio per Sharm e non per mete italiane».

              Ma come si può contribuire a superare l’impasse attuale? Confturismo ha idee precise in proposito: l’Osservatorio nazionale del turismo «deve rafforzare la propria funzionalità, concentrandosi sull’affidabilità delle statistiche prodotte, collaborando con l’Istat e nominando un comitato di garanti in grado di suggerire la corretta lettura dei dati; il governo dovrà farsi parte attiva anche nei confronti della Bce per prendere in considerazione anche ai fini del turismo il problema del rialzo dell’euro, che rischia di metterci fuori mercato rispetto ai mercati turistici asiatici e nordamericani; a livello europeo dovranno essere sviluppate tutte quelle azioni atte a rendere omogenee le rilevazioni statistiche dei paesi europei anche per quanto riguarda la trasparenza e la confrontabilità dei prezzi delle attività turistiche».

              Ci sono anche le istanze che Confturismo rilancia in occasione della Finanziaria e di cui il governo dovrebbe farsi carico: «Una revisione delle aliquote Iva, l’equiparazione del lavoro stagionale al lavoro a tempo indeterminato in termini di incentivi, un credito d’imposta per quelle aziende turistiche che rimangono aperte anche in bassa stagione e la rivalutazione dei beni immobili, poiché il mercato immobiliare alberghiero è fermo nonostante il forte interesse dei fondi d’investimento». Sull’Enit-agenzia, indipendentemente dall’ipotesi di privatizzazione che non interessa agli imprenditori poiché basta solo che l’organismo funzioni, il presidente di Confturismo ha lanciato la provocatoria proposta di permettere all’Enit di fare promozione anche in Italia e non solo all’estero con una modifica dello statuto, anche perché l’Italia è il primo mercato di riferimento del nostro incoming».