Sulle pensioni Maroni sfida An e Margherita

09/02/2004

domenica 8 Febbraio 2004

VENERDÌ O IL LUNEDÌ SUCCESSIVO NUOVO INCONTRO CON I SINDACATI
Sulle pensioni Maroni sfida An e Margherita
«Presentino emendamenti che producano il risparmio voluto da Tremonti»

ROMA
Si annuncia una settimana ancora calda per la discussione sulla riforma delle pensioni. Martedì è previsto un incontro tra governo e maggioranza da cui dovrebbe scaturire un emendamento del centrodestra al testo in discussione; e venerdì (o lunedì prossimo) si terrà un nuovo incontro tra il ministro del Welfare Roberto Maroni e i leader sindacali. Il paradosso è che – soprattutto per ragioni politiche, oltre che contabili – tutte le opzioni sono ancora apertissime.
Di fatto, il braccio di ferro sulla previdenza è diventato uno degli elementi della verifica di governo. E come noto, la stessa Alleanza Nazionale che ha approvato il disegno di legge delega che porta la firma di Roberto Maroni annuncia ogni giorno l’arrivo di un emendamento che trasformerà in senso «più equo» la delega pensionistica. Il ministro Maroni sfida An (e la Margherita) a presentare emendamenti sulle pensioni di anzianità che però producano gli stessi effetti di risparmio desiderati da Giulio Tremonti; Maroni, però, deve fare i conti con le osservazioni della stessa maggioranza, che rileva come la riforma presenti delle misure che comportano nuovi oneri, non coperti. E con la crescente ostilità di An e Udc nei confronti dei «niet» del ministro dell’Economia. Insomma, l’annunciato emendamento di «governo e maggioranza» potrebbe non essere affatto sostenuto dal ministro Maroni, e tantomeno ilustrato come proposta dell’Esecutivo ai sindacati. E che la delega del governo, che piace molto poco ai parlamentari e ai partiti del centrodestra, rischia di essere affondata o congelata a Palazzo Madama.
Roberto Maroni, intervistato dalle agenzie di stampa, cerca di contestare le accuse che lo definiscono non interessato al dialogo con i sindacati. «Il confronto con le parti sociali – dice – durerà fino all’ultimo, finché la delega non diventerà legge. Perché è una legge troppo importante e il governo non vuole rischiare di fare una legge fatta male. Siamo aperti ai suggerimenti fino all’ultimo». La prossima occasione è il confronto con Cgil-Cisl-Uil, che si terrà venerdì o lunedì della settimana successiva. Ai sindacati, spiega Maroni, verrà illustrata la posizione del governo, definita dopo il confronto dei mesi scorsi con le confederazioni, i «contatti informali» con le altre forze sociali, e quanto fatto in Commissione Lavoro di Palazzo Madama. Dunque, non è detto che il ministro faccia proprio l’emendamento di «maggioranza» che verrà varato martedì, tanto più che lo stesso Maroni non parteciperà al vertice governo-centrodestra per altri impegni.
Quanto al confronto parlamentare, il titolare del Welfare va prima all’attacco della Margherita: se vuole davvero presentare formalmente la sua proposta sulle pensioni di anzianità, si possono tranquillamente riaprire i termini per la presentazione di emendamenti. Ma per Maroni, il partito di Rutelli non lo farà, «per ragioni innanzitutto politiche». Poi, se la prende con Alleanza Nazionale, che ha annunciato proposte alternative: «siamo ansiosi di leggere un emendamento con relazione tecnica allegata e “bollinata” dal ministero dell’Economia che traduca in termini giuridici i buoni propositi che ascoltiamo da mesi, ma che non riescono a varcare l’aula della Commissione Lavoro».
Intanto, i sindacati aspettano: sempre più apertamente la Cisl e la Uil puntano a rinviare ogni misura «penalizzante» alla verifica della legge Dini, già prevista per il 2005. Savino Pezzotta ribadische che «la proposta iniziale presentataci dal governo è sbagliata e iniqua. Noi abbiamo chiesto profondi e radicali cambiamenti, e il governo si è impegnato a recepire alcune nostre proposte e presentarci gli emendamenti. Stiamo aspettando». Pezzotta insiste, e afferma che ci sono emergenze più pressanti rispetto alle pensioni, a cominciare dai salari e dalle difficoltà del sistema industriale. Di questo, oltre che delle pensioni e del sistema contrattuale, discuteranno martedì le segreterie unitarie di Cgil-Cisl-Uil. Infine, il leader della Margherita Francesco Rutelli raccoglie la sfida di Maroni: il suo partito e i Ds presenteranno una proposta sulla riforma delle pensioni nei prossimi giorni, «subito dopo l’incontro dei sindacati che si terrà martedì».
[r.gi]