Sulle pensioni Maroni non cede

03/07/2003



      Giovedí 03 Luglio 2003


      E sulle pensioni Maroni non cede
      Parisi (Confindustria): l’obiettivo deve essere una riforma strutturale


      ROMA – Sulle pensioni Roberto Maroni non cede. Il ministro del Welfare ribadisce di essere contrario all’inserimento di nuovi interventi nel Dpef e, quindi, nella Finanziaria. Ma, comunque, aggiunge: «Rispetto le opinioni degli altri e le decisioni del Governo». In altre parole, pur ribadendo la sua opinione, Maroni resta in attesa che l’Esecutivo sciolga il nodo-pensioni. «Aspetto di sentire quali sono le intenzioni del Governo», ripete il ministro. Che ribadisce: «Prima ci sarà la verifica di Governo e poi il confronto con i sindacati». E conferma: il tema delle pensioni sarà al centro del vertice dei ministri Ue del Welfare che si terrà la prossima settimana a Varese.
      Intanto il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, sottolinea che quello del riassetto delle pensioni «non è un problema di risparmi» per il 2004 «ma di riforme strutturali». Per Parisi realizzare la riforma consentirebbe di andare a Bruxelles «dicendo di averla fatta» e di «poter accompagnare con una riforma strutturale la politica di sviluppo». In particolare, secondo Parisi, la politica sulla previdenza «non deve puntare a risparmi per l’anno prossimo ma a correggere la spesa pensionistica, che oggi è molto alta e non consente di fare la spesa sociale in materia di sanità, anziani e altri bisogni». Quanto ai possibili interventi da effettuare sulla previdenza, Parisi, anche in relazione alle ipotesi di possibili contributi di solidarietà sugli assegni più ricchi, osserva: «Tutto quello che è una logica di riforma strutturale funziona, i contributi possono essere una tantum. Abbiamo tre problemi: età media delle persone che si allunga; il Paese invecchia e i giovani non lavorano, dobbiamo risolvere con una riforma delle pensioni queste tre cose. Occorre, inoltre, puntare a chiedere e promuovere una politica di sviluppo europea».
      Sul tema della "sessione europea" sulla previdenza, Maroni replica a Massimo D’Alema (Ds) secondo il quale Silvio Berlusconi spera che a imporre la verifica sulle pensioni sia l’Europa: «Su questo tema nessuno chiede aiuto all’Europa». Sulla questione interviene anche l’ex premier Lamberto Dini, "padre" insieme a Tiziano Treu della riforma del ’95, che afferma che la strada da seguire «è quella indicata da Tremonti, cioè allargare il "contributivo"». A chiedere che si acceleri sulla riforma è il presidente dell’Abi, Maurizio Sella, che promuove la delega all’esame del Parlamento: ora occorre sviluppare la previdenza complementare garantendo parità tra fondi chiusi e aperti.

      M.ROG.