Sull’articolo 18 la palla adesso passa al Governo

29/10/2004

              venerdì 29 ottobre 2004
            sezione: ITALIA-LAVORO – pag: 21
            Sull’articolo 18 la palla adesso passa al Governo
            LI.P.
            ROMA • Sull’articolo 18 torna tutto in discussione. Dopo l’incontro di ieri mattina tra il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e la maggioranza — in commissione Lavoro del Senato — la decisione passa "a più alti livelli politici". In ballo c’era la richiesta di stralcio avanzata dai sindacati, non osteggiata da Confindustria, accolta anche da alcuni partiti della maggioranza ma fermata decisamente dal ministro leghista che vuole andare avanti sulla modifica della legge sui licenziamenti. E ieri, nella riunione di maggioranza a Palazzo Madama, non si è trovata una via d’uscita. Sia An sia l’Udc hanno chiesto che sia il Governo a discuterne trasformando l’opzione dello stralcio — o del mantenimento delle norme — una questione politica. Insomma, la soluzione va trovata dai leader di maggioranza anche se sul provvedimento Maroni punta a uno sprint di fine anno. Il ministro del Carroccio chiederà subito alla conferenza dei capigruppo di inserire il provvedimento (848 bis che contiene anche la nuova indennità di disoccupazione) nell’ordine del giorno dei lavori dell’Aula.

            Il titolare del Welfare punta, così, ad accelerare i tempi anche per utilizzare le risorse disponibili (750 milioni di euro) sulla riforma degli ammortizzatori sociali.


            Dunque, passa tutto nelle mani del Governo. «Mi è stata posta una questione politica non tecnica», ha detto Maroni al termine della riunione al Senato e prima di andare in Consiglio dei ministri. Ma, ieri, a Palazzo Chigi non si è parlato di articolo 18: altre questioni — come la riforma fiscale e la Finanziaria — e la difficile sintesi tra i partiti della Cdl non hanno dato spazio al tema dei licenziamenti. «In Consiglio dei ministri non ne abbiamo parlato — ha detto ieri Maroni — ma questa non è una questione di Governo ma politica.


            Il Governo non deve prendere nessuna decisione, se mi viene posta una questione da una componente politica se ne parla. Lo faremo nei prossimi giorni, comunque, il provvedimento va avanti e tutto si risolverà nell’unico modo possibile: confermando la riforma degli ammortizzatori e dell’articolo 18, cioè del Patto per l’Italia».


            Intanto mercoledì prossimo, la commissione Lavoro riprenderà l’esame del provvedimento e, considerato che ci sono molti emendamenti, sembra difficile che si arrivi alla norma sull’articolo 18 prima della sessione di bilancio. «La maggioranza si è presa un momento di riflessione per decidere i l da farsi», ha detto il capogruppo di Forza Italia in commissione, Carmelo Morra che ha aggiunto: «Stiamo valutando se e cosa è cambiato negli ultimi due anni». La norma in questione, prevede la modifica temporanea e sperimentale dell’articolo 18 per quelle aziende che assumendo superino la soglia dei 15 addetti: in questi casi il licenziamento senza giusta causa sarà sanzionato non con la reintegra nel posto di lavoro ma con il risarcimento monetario.


            Ma nel provvedimento c’è anche la riforma degli ammortizzatori sociali e, in particolare, l’incremento dell’indennità di disoccupazione. «Nell’incontro con i senatori della commissione — ha concluso Maroni — abbiamo concordato di fare approvare il provvedimento al più presto per utilizzare le risorse disponibili, 750 milioni per il 2005 più il residuo di quest’anno. Per approvare definitivamente il testo entro dicembre è opportuno che l’Aula calendarizzi il provvedimento anche prima della conclusione dell’esame in Commissione. La prossima settimana riprenderà l’iter e, se sarà necessario, il Governo chiederà alla conferenza dei capigruppo di mettere in calendario il provvedimento per farlo approvare definitivamente entro la fine dell’anno».