Sull’articolo 18 al Senato settimana decisiva

26/10/2004

              martedì 26 ottobre 2004

              Sezione: ITALIA-LAVORO – pag: 19
              Sull’articolo 18 al Senato settimana decisiva
              LI.P.
              ROMA • Un incontro in settimana, tra maggioranza e Governo, per definire la linea sul mantenimento o sullo stralcio della modifica sperimentale dell’articolo 18. «Nei prossimi giorni vedremo il ministro Maroni per decidere cosa fare. Dalle audizioni è emerso un sostanziale disinteresse per il mantenimento della modifica sull’articolo 18, ora ascolteremo il Governo. La questione, però, mi sembra del tutto • secondaria rispetto alla riforma degli ammortizzatori sociali su cui vogliammo accelerare», dice il presidente della commissione Lavoro al Senato, Tomaso Zanoletti (Udc). Il ministro del Welfare Maroni si è però molto esposto sul mantenimento del testo (848bis) e contro lo stralcio, al punto da prospettare anche un voto di fiducia in Parlamento. «Ma non ci sarà una riedizione dello scontro sull’articolo 18, anche perchè la questione mi pare sia diventata piuttosto marginale. Credo che la priorità sia l’indennità di disoccupazione, quello è l’obiettivo da centrare», fa notare il sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli (An).

              Insomma, An e anche l’Udc non si appassionano al tema, anzi, lo ritengono ormai superato. E soprattutto resta, nei centristi, la convinzione che il metodo del dialogo sociale sia quello da perseguire, come spiega Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera: «Quello che dovremo fare sarà seguire il metodo che abbiamo usato anche per il Patto per l’Italia: ossia, concordare con le parti sociali le priorità. Se la modifica dell’articolo 18 non è avvertita più come una priorità, ne prenderemo atto. Certo, che la questione degli ammortizzatori sociali sembra la vera urgenza per il completamento della legge Biagi, frutto di quell’intesa del 2002 che è anche il fiore all’occhiello del Governo Berlusconi.


              «Le modifiche all’art.18, contenute nella delega che riforma gli ammortizzatori sociali, vanno mantenute perchè parte del Patto per l’Italia. Del resto — ha detto ieri il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi — l’impegno più robusto lo ha dato il ministro del Lavoro nei giorni scorsi, parlando del ricorso al voto di fiducia per concludere subito la riforma che aumenta, in primo luogo, l’indennità di disoccupazione». Ed è proprio su questa parte del provvedimento che si concentra l’attenzione della maggioranza. A confermarlo è il relatore del disegno di legge, Oreste Tofani di An: «Faremo un punto insieme al Governo sulla questione dello stralcio o meno. Il Patto per l’Italia ha due anni di vita e, per questa ragione, io stesso ho proposto un secondo giro di audizioni tra le parti sociali. Sono emersi degli orientamenti su cui rifletteremo con il ministro Maroni. Certo è che la priorità va data alla riforma degli ammortizzatori sociali che ha già una copertura finanziaria di 750 milioni di euro». Già, perchè nel secondo giro di audizioni alla commissione Lavoro, i sindacati (anche Cisl e Uil) avevano ormai parlato di un’assoluta inutilità della modifica e la Confindustria — di fronte a questo orientamento — aveva spiegato che non si sarebbe opposta a un’eventuale richiesta di stralcio.

              Un nuovo scontro in vista? «Lo escluderei, da qualsiasi punto di vista — conclude Zanoletti — la questione appare ormai irrilevante».