Sull’apprendistato anche la Lombardia dice sì all’accordo

13/01/2005

    giovedì, 13 gennaio 2005

      sezione: NORME E TALIA
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      Sull’apprendistato anche la Lombardia dice sì all’accordo
      MARCELLO FRISONE
      MILANO • Anche la Lombardia si appresta a rendere operativo l’apprendistato professionalizzante, una delle tre tipologie contrattuali previste dalla riforma Biagi. La Regione, infatti, ha siglato il 10 gennaio scorso un protocollo d’intesa con l’Unione regionale lombarda del commercio del turismo e dei servizi e le organizzazioni sindacali Filcams (Cgil), Fisascat (Cisl) e Uiltucs (Uil) per l’attuazione dell’articolo 49 del decreto legislativo 276/03 (la riforma Biagi, appunto).

      Così, dopo Liguria e Marche anche la Lombardia ha avviato la sperimentazione del nuovo istituto dopo l’altolà del Welfare ai contratti collettivi nazionali di lavoro che avevano "anticipato" la disciplina prevista nella riforma Biagi senza attendere la regolamentazione degli enti territoriali. Anche nel caso della Lombardia, però, è altamente probabile che l’accordo siglato il 10 gennaio scorso debba essere perfezionato da un ulteriore atto regionale nel quale dovrà essere specificato il tipo di formazione che deve svolgere l’apprendista.


      L’altolà del Welfare. Con la circolare n. 40 del 14 ottobre scorso il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ha messo i paletti a tutti quei contratti collettivi nazionali del lavoro (come, per esempio, quello del commercio siglato il 2 luglio 2004) che avevano regolamentato l’apprendistato professionalizzante in modo non conforme alle disposizioni previste dal decreto legislativo 276/03. Nella stessa circolare, inoltre, il Welfare ha ribadito che non è operativo il contratto di apprendistato finalizzato al conseguimento di una «qualifica di istruzione e formazione professionale» (la seconda tipologia, mancano ancora i decreti previsti dalla legge delega 53/03), mentre ha consentito l’avvio dei contratti di apprendistato — previa convenzione regionale, come nel caso della Liguria e del Veneto — che permettono l’acquisizione di un diploma di «alta formazione» (la terza tipologia).


      L’apprendistato in Lombardia. Il protocollo d’intesa del 10 gennaio per l’apprendistato professionalizzante nel terziario, nella distribuzione e nei servizi porterà nel settore — secondo l’Unione regionale — almeno 10mila nuovi posti di lavoro l’anno in Lombardia. Non solo. La firma del protocollo d’intesa, sempre secondo l’Unione, risolve una situazione di grande incertezza sui rapporti di apprendistato stipulati da luglio a ottobre 2004 ma considerati "illegittimi" dal Welfare. Infatti, si legge nella nota, la stipula dei contratti «era subordinata all’emanazione, da parte delle Regioni, delle nuove regole sui contenuti formativi. Soltanto nel breve periodo intercorrente tra la sigla del contratto nazionale del terziario e la circolare del ministero del Lavoro che specificava il ruolo delle Regioni, in Lombardia erano diventati di fatto illegittimi 3.500 contratti di apprendistato».


      L’intesa darebbe così seguito concreto alla delibera della Giunta regionale del 19 novembre 2004 con la quale la Regione si è presa carico, avviando la sperimentazione, dei problemi relativi all’apprendistato professionalizzante. «Il protocollo firmato con Regione e sindacati — spiega Renato Borghi, vicepresidente dell’Unione regionale — oltre a sanare il pregresso, dà tranquillità alle imprese e ai lavoratori. Era necessario agevolare un meccanismo per l’accesso dei giovani in un mercato del lavoro, qual è quello del terziario e dei servizi, in costante evoluzione».


      Dello stesso avviso Alberto Guglielmo, assessore regionale alla Formazione e Lavoro, secondo il quale così «si afferma concretamente la volontà della Regione di procedere con decisione nel confronto con le parti coinvolte nella messa in campo di tutti gli strumenti utili a garantire a ciascun individuo la possibilità di definire il proprio percorso formativo e professionale».