Sull’apertura di Fassino scende il gelo della Cgil

13/10/2003





lunedì 13 ottobre 2003

Dopo la disponibilità del leader ds sull’applicazione graduale della riforma

Sull’apertura di Fassino scende il gelo della Cgil
Pensioni, anche Visco invita a discutere ma col sì dei sindacati

      ROMA – L’apertura del segretario ds Piero Fassino al dialogo con la maggioranza sulla riforma delle pensioni suscita perplessità e crea problemi nel sindacato e nello stesso centro sinistra. Rifondazione comunista e Verdi contestano apertamente la disponibilità offerta da Fassino e dal responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, al convegno della Confindustria di Capri. L’ex ministro ds delle Finanze, Vincenzo Visco, ritiene che non sia ancora il caso di sbilanciarsi apertamente, ammette il «rischio dell’autogol» e chiarisce che «una proposta l’opposizione la può fare solo se c’è l’accordo sostanziale con i sindacati». I quali, come noto, viaggiano spediti verso lo sciopero generale del 24 ottobre rifiutando anche solo di aprire il confronto con l’esecutivo sulla sua proposta di riforma. Ieri il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, che aveva pure invitato apertamente l’opposizione a stare alla larga dalle proposte di mediazione, lo ha ribadito ancora una volta. «E’ sciopero generale, non ci sono altre condizioni. Quella delle pensioni è una controriforma che divide e frammenta. Va fermata, non cambiata» ha detto Pezzotta interpellato dai cronisti a pochi metri da Fassino, nel corteo di Assisi.
      Da Guglielmo Epifani, non arrivano commenti ufficiali. Anche lui ieri ha visto Fassino ad Assisi. Poche parole, un saluto veloce, una stretta di mano, più di circostanza che altro. Nella Cgil, tuttavia, nessuno nasconde lo stupore per la sortita di Fassino, che a dieci giorni dallo sciopero generale quanto meno prende in contropiede il sindacato. Morena Piccinini, che per la Cgil segue proprio la partita previdenziale con il governo, non va per il sottile e parla di posizione «incomprensibile».
      «Anche a sinistra, anche nel sindacato, c’è stata e c’è una discussione sul rafforzamento della riforma Dini. Non è mai stata considerata intoccabile e vorrei interpretare così anche le parole di Fassino. Vorrei – dice la Piccinini – ma non mi pare sia così. L’obiettivo del governo con la riforma è solo quello di recuperare 12 miliardi di euro l’anno, quindi tagli, portando a 40 anni i contributi minimi per l’anzianità. Questa proposta il sindacato non la discute neanche. E non condivido l’idea che il centrosinistra sia pronto con un emendamento a limitare il danno intervenendo sulla gradualità, implicitamente accettando l’obiettivo finale». E c’è di più «perché a Capri, parlando di equità del sistema, Fassino ha anche detto che i dipendenti pubblici hanno un trattamento privilegiato. Una cosa non vera, che non sta né in cielo né in terra. Non vorrei – conclude la Piccinini – che anche il centrosinistra sia entrato nella logica perversa che ha guidato il governo nella stesura di questo progetto di riforma».
      Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, sostiene che «il dovere dell’opposizione è quello di bloccare questa riforma e rilanciare invece un nuovo modello di welfare. Altro che ciambelle di salvataggio al governo. Né prima, né dopo lo sciopero». Sulla stessa linea Rifondazione comunista, che con Paolo Ferrero definisce «sbagliate e gravi» le aperture dei Ds e della Margherita sulla riforma previdenziale del governo.
      Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze, resta su una linea molto prudente rispetto all’apertura di Fassino e Letta. La situazione politica, anche per via della rissosità nella stessa maggioranza, è molto complessa, dice, ammettendo «che in questa situazione c’è anche il rischio di bruciarsi. Insomma, di fare un autogol». Meglio «aspettare e vedere» quello che succede. Anche se Visco ci tiene a sottolineare che «in ogni caso, una proposta che non sia comunque solo quella di una correzione dello scalino del 2008, quindi la gradualità, si potrà fare solo se c’è l’accordo sostanziale del sindacato».
Mario Sensini


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