Sulla riforma il Governo scopre le carte

03/12/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Settimana decisiva: il ministro Maroni illustrerà alle parti sociali la proposta di revisione del sistema

    Sulla riforma il Governo scopre le carte
    Mariolina Sesto
    Settimana decisiva sul fronte della riforma previdenziale. È previsto già domani l’incontro nel quale il ministro del Welfare, Roberto Maroni, illustrerà alle parti sociali il documento con cui il Governo ufficializza la sua proposta di revisione del sistema pensionistico. Intanto, è ormai chiaro il quadro delle posizioni che verranno presentate al tavolo delle trattative. Lo smobilizzo del Tfr in favore dei fondi pensione e gli interventi sulle pensioni di anzianità restano i punti più controversi. Secondo l’Esecutivo non meno del 50% delle liquidazioni future dovrà essere destinato al decollo della previdenza integrativa anche se la scelta sarà lasciata al singolo lavoratore. A questa misura, che trova concordi i sindacati, Confindustria aderirà solo se la riforma conterrà interventi strutturali volti a tagliare la spesa pensionistica e riduzioni del carico contributivo per le imprese. D’altro canto, il Governo sembra ormai deciso ad accantonare qualunque intervento sulle pensioni di anzianità, così come richiesto dai sindacati per i quali «la commissione Brambilla ha dimostrato che la riforma Dini ha funzionato, dunque qualunque intervento sulle anzianità sarebbe pretestuoso». Il documento preparato dal Welfare e vistato dal Tesoro conterrà poi una serie di altre misure e si articolerà in cinque punti. Per rilanciare la previdenza integrativa, oltre allo smobilizzo del Tfr saranno previste agevolazioni fiscali per i fondi pensione; sarà poi liberalizzata l’età pensionabile e favorito il posticipo del pensionamento sia con incentivi fiscali che con la certificazione dei diritti pensionistici acquisiti; infine, verrà gradualmente abolito il divieto di cumulo. Per Confindustria, se i contenuti della riforma dovessero limitarsi a queste misure, risulterebbero incoerenti con quanto evidenziato dalla commissione Brambilla. A Viale dell’Astronomia si resta insomma convinti che per rendere sostenibile la spesa previdenziale nei prossimi anni bisogna tagliare i costi del sistema pensionistico, incidendo anche sulle pensioni d’anzianità. I soli incentivi al rinvio della pensione, secondo l’organizzazione datoriale, non producono risparmi consistenti e soprattutto, restando su base volontaria, hanno effetti del tutto incerti. Di più: rischiano di avere effetti nefasti sulla flessibilità in uscita, ingessando il turn over delle aziende. Quanto ai sindacati, Cgil, Cisl e Uil aspettano con impazienza di potere visionare il testo messo a punto da Maroni per esprimere considerazioni più circostanziate. «Ci aspettiamo dal Governo un elenco puntuale e preciso dei campi di intervento e delle soluzioni – spiega il numero due della Uil, Adriano Musi – in modo che ci siano risparmiate inutili sorprese. Anche perché i cinque punti annunciati di questa riforma evocano altre misure che non vorremmo venissero prese in un secondo momento». La stessa preoccupazione esprime anche il responsabile delle pensioni Cgil, Beniamino Lapadula: «Non vorremmo – chiarisce – che a un primo tempo che si chiude con un pareggio ne segua un secondo deciso a tavolino, con la riduzione dei contributi per i neoassunti e interventi sulle anzianità». Più ottimista Pierpaolo Baretta della Cisl secondo cui «con ogni probabilità, nei giorni in cui sciopereremo contro la riforma del mercato del lavoro, troveremo un accordo sulle pensioni. Questo dovrebbe convincere il Governo che con noi è possibile fare le riforme, senza di noi no». Se i contenuti della riforma saranno al centro del confronto tra Governo e parti sociali, lo strumento legislativo da usare è ormai definito e sarà la legge delega. L’Esecutivo dovrà presentarla entro il 15 dicembre: restano quindi solo due settimane per trattare e arrivare a un accordo. Tutto già deciso invece sul fronte dell’aumento delle pensioni minime a 516 euro mensili. Dal ministero del Welfare arriva la conferma che l’emendamento alla Finanziaria è pronto e sarà presentato alla Camera nei prossimi giorni.
    Lunedí 03 Dicembre 2001
 
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