Sulla riforma il Governo invita Ordini e Associazioni al dialogo

04/07/2002


Giovedí 04 Luglio 2002



Professioni – Vietti apre la discussione con il Colap – Primo sì al Dl per l’accesso
Sulla riforma il Governo invita Ordini e Associazioni al dialogo
ROMA – La riforma delle professioni va fatta raccogliendo quanti più consensi possibili, da parte degli Ordini e delle Associazioni in cerca di riconoscimento, con l’apporto anche dell’opposizione. Il sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, ha ribadito la sua filosofia per arrivare a dare un nuovo assetto alle professioni durante il convegno organizzato ieri a Roma, alla Camera, dal gruppo parlamentare Margherita-L’Ulivo. In mattinata il sottosegretario aveva incontrato Giuseppe Lupoi ed Ennio Lucarelli, rispettivamente coordinatore del Colap (che riunisce le Associazioni delle professioni non regolamentate) e presidente Fita, che pure aderisce al Comitato. E a loro ha offerto di aprire il confronto sulla proposta di riforma elaborata dal Cup, l’organismo che riunisce gli Ordini professionali. Intanto, ieri sera, le commissioni Cultura e Giustizia del Senato, in sede referente, hanno approvato il decreto legge 107/2002, che modifica, tra l’altro, i titoli di accesso al praticantato per ragionieri e dottori commercialisti e "proroga" le vecchie modalità di svolgimento degli esami di Stato, per la prima sessione 2002, per i laureati secondo l’ordinamento precedente la riforma dell’autonomia didattica universitaria. Rispetto al testo approvato dal Governo non c’è alcuna modifica per l’accesso al l’elenco dei praticanti. Quello dei dottori è subordinato alla laurea specialistica, mentre due sono le strade per il registro dei ragionieri: laurea triennale e laurea specialistica (in tutto cinque anni). Il tirocinio – si è specificato – è sempre di tre anni, che in parte possono coincidere con gli studi universitari.
Il confronto con le associazioni. «Interlocutorio»: così il vice coordinatore del Colap, Riccardo Alemanno (presidente dei tributaristi Int) giudica l’incontro con Vietti. «L’invito al dialogo – afferma Alemanno – va raccolto, ma la bozza del Cup ha preso semplicemente atto delle associazioni, per cui si ammette il riconoscimento senza parlare di un punto essenziale: la possibilità di certificare la competenza degli iscritti, come invece prevede il progetto della Margherita, in consonanza con la direttiva europea 92/51». Le difficoltà del confronto sono riassunte da Ennio Ciampoli, del direttivo Colap: «La proposta del Cup – dice – rischia di non essere una vera riforma. Ai Consigli nazionali degli Ordini, infatti, è delegata la regolamentazione in molte materie, tanto che si potrebbe arrivare, per questa via, ad ampliare la sfera delle privative. Inoltre, trascurando qualsiasi elemento di liberalizzazione, gli Ordini potrebbero rafforzare i controlli su accesso ed esercizio dell’attività, attraverso la formazione dei praticanti, la composizione maggioritaria nelle commissioni d’esame e la gestione dell’aggiornamento per gli iscritti».
Il ruolo della Margherita. Al centro del convegno di ieri alla Camera il dibattito sul disegno di legge elaborato dal parlamentare della Margherita, Pierluigi Mantini. Secondo il Ddl (che al Senato è stato rubricato con il numero 1478), il sistema professionale si deve fondare su Ordini (modernizzati) e Associazioni riconosciute, che possono certificare le competenze degli iscritti. «L’obiettivo – afferma Mantini – è di non ingessare una realtà dinamica e di far emergere il mondo delle professioni non regolamentate, che produce oltre il 10% del Pil». Le Associazioni dovrebbero trovare "casa" presso un dipartimento ad hoc della presidenza del Consiglio. Particolare attenzione, nel progetto Mantini, è rivolta ai giovani: i tirocinanti hanno diritto a un equo compenso e possono svolgere la pratica – in parte abilitante in base a un meccanismo di crediti – presso gli studi, le università, le imprese, la pubblica amministrazione. «La riforma – afferma Mantini – è urgente anche per stabilire i princìpi fondamentali per le Regioni e per dare competitività al settore». Mantini non esclude una strategia in due tempi: riconoscimento delle Associazioni e quindi riforma complessiva.

M.C.D.